Il Green Pass all’estero. In quali Paesi è obbligatorio

In Francia l’Assemblea nazionale ha deciso di prorogare al 31 luglio dell’anno prossimo la possibilità di ricorrere al green pass nella lotta al covid. Il governo che aveva dato indicazioni in tal senso ringrazia, al centro delle critiche quello che viene definita una delega in bianco al governo

 

In Italia la decisione di rendere obbligatorio il Green Pass non solo per entrare in luoghi come ristoranti o cinema ma anche per tutti i lavoratori pubblici e privati è tra le più restrittive al mondo. Ma andiamo a vedere quali sono i Paesi che si sono muniti di Certificazione verde. Il Green Pass, richiesto per viaggiare da uno Stato all’altro, non è un documento obbligatorio in tutti i Paesi. L’Unione Europea non ha preso una decisione comune. Per questo alcuni Stati hanno già bloccato il certificato verde. Tra loro, Regno Unito e Danimarca. Pure la Spagna ha bocciato il provvedimento. Ecco come funziona nelle principali nazioni:

IN EUROPA

Il primo Paese a introdurre il Green pass è stato proprio la Francia lo scorso luglio.  All’epoca la decisione del governo Macron  riguardava solo ristoranti e trasporti e fece balzare di colpo il numero dei vaccinati  e ha  scatenato proteste in tutto il Paese. Oggi il Pass è richiesto ai dipendenti di cinema, musei, palestre, ristoranti, centri commerciali oltre che nei trasporti a lunga percorrenza. La proposta di eliminarlo a metà novembre è stata respinta dal ministro della Salute Olivier Véran. In Germania il Green pass serve per frequentare locali pubblici e privati comprese le discoteche, mentre non è obbligatorio sul lavoro. Inoltre i tamponi, finora gratuiti, non lo sono più dall’11 ottobre. I due paesi hanno comunque istituito l’obbligo vaccinale per i sanitari.

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Londra ha accantonato per il momento l’idea di un passaporto vaccinale obbligatorio. Boris Johnson è però cauto: «Non è intelligente», ha detto, escluderlo del tutto. In futuro potrebbe essere  utilizzato come extrema ratio, per il personale sanitario e per regolare l’accesso agli spazi pubblici al chiuso. L’utilizzo obbligatorio del “Covid pass” è stato sperimentato in estate soltanto per locali notturni, concerti ed eventi sportivi e, oggi, diversi sono gli esercizi che continuano a chiederlo ma solo su base volontaria.

In Spagna il Green pass non è obbligatorio per accedere né al lavoro, né in palestra, a scuola, sui trasporti o nei bar e ristoranti. Neanche per il personale socio-sanitario delle Rsa. In mancanza del certificato, professori o sanitari devono mostrare 2 o 3 test antigenici negativi la settimana, a seconda delle regioni. Esenti gli utenti di palestre e centri sportivi in tutto il Paese, dopo la sentenza del Tribunale Supremo sul libero accesso a tutti.

Anche in Belgio non c’è obbligo del Green pass: non è richiesto da nessuna parte, nemmeno nei trasporti. Esiste soltanto l’obbligo della mascherina nei ristoranti, nei negozi e per chi lavora nel settore dell’accoglienza. Unica misura simile è il “Covid safe ticket”  unicamente per gli eventi con oltre 1.500 persone.  Chi viaggia verso il Belgio deve però essere munito di  Green pass con la doppia dose fatta almeno due settimane prima o un tampone negativo o un certificato di avvenuta guarigione dal Covid negli ultimi 180 giorni

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A Copenhagen il Green pass nazionale era entrato in vigore mesi prima rispetto agli altri Stati. L’obbligo rigido per ogni attività al chiuso sembra aver funzionato anche grazie al 74% di tasso di vaccinati con 2 dosi. Dal 10 settembre sono state tolte quasi tutte le restrizioni. Già dal 14 agosto non serviva più la mascherina sui mezzi pubblici.

La Svezia ha annunciato l’abolizione di gran parte delle misure entro il 29 settembre. In Svizzera, invece, il 13 settembre è scattata l’estensione dai 16 anni dell’obbligo del Green pass: è indispensabile nei luoghi chiusi, strutture sportive e per il tempo libero. Un datore di lavoro può esigere dai lavoratori il pass, nel quadro del proprio obbligo di tutela.

NEL MONDO

Dall’altra parte dell’oceano il Canada ha recentemente introdotto l’obbligo di vaccino per tutti i dipendenti federali a partire dal 30 ottobre, obbligo che riguarda anche chi lavora da casa. Per chi non si adegua è previsto il congedo non retribuito. Non solo: devono obbligatoriamente essere vaccinati anche tutti coloro – personale o passeggeri – sopra i 12 anni che si spostano in treno, nave o aereo.

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Stretta sui lavoratori anche negli Stati Uniti. Per i dipendenti pubblici federali sarà obbligatorio il vaccino (così come per tutti gli appaltatori che lavorano con il pubblico); per i privati che lavorano in aziende con più di 100 addetti basterà, in caso di mancata vaccinazione, un tampone negativo a settimana.

In Arabia Saudita ai lavoratori pubblici e privati è richiesto di essere vaccinati o di dimostrare la guarigione dal Covid, altrimenti scatta il congedo non retribuito.