Renzi risponde a Conte: “Dominato da rancore, ha regalato 8 miliardi ai Benetton”

Non è tardata arrivare la replica del leader di Italia Viva, dopo le dichiarazioni di Giuseppe Conte che lo ha apertamente accusato di conflitto di interesse sulla sua opposizione alla revoca della concessione di Autostrade alla famiglia Benetton. 

Getty Images

“Renzi? Mi colpisce molto che un senatore prenda soldi da enti pubblici di uno Stato estero, ma lo risolveremo con una legge sul conflitto di interesse“. 

Così il leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte risponde a Lilli Gruber sull’inchiesta Open che vede coinvolto Matteo Renzi. Indagine diventata per certi versi incandescente dopo la pubblicazione da parte del Fatto Quotidiano delle parcelle che l’ex premier ha preso da parte non solo di aziende, ma anche di veri e propri stati, come nel caso degli 80 mila euro versati dal Ministero delle Finanze Saudita per alcune sue conferenze nella nazione. E naturalmente la replica di Renzi non si è fatta attendere. I rapporti tra i due non sono mai stati idilliaci, considerato anche che fu Renzi a mettere fine all’esperienza di governo di Conte. E la stilettate di Conte non è stata certo leggera accusando velatamente il leader di Italia VIVA di aver preso soldi dalla famiglia Benetton mentre lottava affinché non le fosse revocata la concessione. 

Renzi: “Frasi squallide, figlie di una cultura populista e demagogica”

Getty Images

“L’ex premier” dichiara Renzi “Giuseppe Conte attacca con violenza me e Italia Viva sulla revoca delle Autostrade. Egli sostiene che per la mia attività di speaker con alcuni fondi di investimento – tra cui 21 Invest – non avrei giudicato in serenità l’operato del Governo. L’illazione è squallida e dimostra come ormai Conte sia un uomo dominato dal rancore. Le sue frasi sono false come sarebbe facile dimostrare se solo accettasse un confronto tv cosa che ha paura di fare”. La sua tesi è diametralmente opposta: Italia Viva si sarebbe invece battuta contro un’iniziativa, quella di revocare la concessione alla famiglia Benetton in seguito alla tragedia del Ponte Morandi, in quanto inattuabile e populista: “La revoca delle concessioni autostradali è figlia di una cultura populista e demagogica che ha portato il contribuente italiano a regalare circa 8 miliardi alla società dei Benetton. I Benetton non hanno pagato: hanno incassato, grazie a Conte e al suo populismo. Italia Viva si è schierata contro – praticamente da sola – e sono grato a Teresa Bellanova e Elena Bonetti per aver avuto il coraggio di smarcarsi dal voto in Consiglio dei Ministri”. 

Renzi sfida Conte a partecipare a un dibattito pubblico per smentirlo “numeri alla mano”

Renzi ha poi continuato nel suo intervento spiegando che Italia Viva si schierò contro la proposta grillina di revoca, in quanto si tramutava a conti fatti in un vero e proprio “regalo al concessionario”. Una tesi su cui il leader di Iv ha sfidato Conte a contraddire di persona: Questa è la verità. E sono pronto a dimostrarla, numeri alla mano, in qualsiasi dibattito pubblico Conte accetti di fare da qui alle elezioni”. 

Leggi anche: Oltre due milioni di euro per la sua attività di conferenziere, l’inchiesta del FQ su Matteo Renzi divide l’opinione pubblica

Leggi anche: Ddl Zan, Letta rompe con Italia Viva ma Renzi lo accusa: ha cambiato idea prima del voto

Rispedisce poi al mittente tutte le sue insinuazioni riguardo l’indagine che lo vede coinvolto insieme a Maria Elena Boschi e Luca Lotti: “Su di me e sull’indagine Open l’avvocato grillino ha detto falsità. Non so se per ignoranza giuridica o per malafede politica. O per entrambe. Quando ho visto il video di Conte, nervoso, agitato, visibilmente provato dalla rabbia per aver dovuto lasciare palazzo Chigi ho ripensato a un anno fa. Un anno fa quello stesso uomo che ieri rosicava in diretta TV su La7, era sorridente a Palazzo Chigi a ordinare banchi a rotelle, tra mascherine al 5% e ventilatori cinesi mal funzionanti. Entrava nelle case la sera per parlarci dei nostri affetti stabili e di cosa avevano deciso con Arcuri. Potremo dire ai nostri nipoti che in uno dei momenti più difficili della storia repubblicana un gruppo di parlamentari ha avuto il coraggio di sfidare l’opinione comune, mandando a casa un premier non all’altezza come Conte e creando le condizioni per l’arrivo di Draghi.