Qual è il vaccino che dura di più? L’esito di uno studio

Uno studio del Public Health Institute di Oakland ha mostrato quali vaccini durano di più dopo sei mesi dall’immunizzazione

Vaccino- (Photo by Michael Ciaglo/Getty Images)

Uno studio portato avanti dal Public Health Institute di Oakland, mostra che, da quando la variante Delta ha prevalso sulle altre a sei mesi dalla fine del ciclo vaccinale, la protezione dei vaccini è scesa vertiginosamente, soprattutto per il monodose Johnson&Johnson. Gli scienziati hanno esaminato l’efficacia di Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson, approvati negli Usa. Lo studio si è protratto dal 1° febbraio al 1° ottobre 2021 su 780.225 veterani dell’esercito degli Stati Uniti, di cui 498.148 con doppia dose di vaccino.

Secondo la ricerca, a inizio marzo, i tre vaccini avevano una capacità di protezione dal contagio quasi uguale: 86,4 J&J, 86,9% Pfizer e 89,2% Moderna. Dopo 6 mesi, però, le cose sono cambiate e la protezione è scesa di molto: 13,1% J&J, 43,3% Pfizer e 58% Moderna.

Vaccino -Meteoweek.com

In Germania, il Robert Koch Institute ha segnalato che i casi di Covid tra vaccinati sono maggiormente comuni tra chi si è immunizzato con il monodose J&J. Nel nostro Paese le nuove guide spiegano che chi ha fatto il vaccino con il monodose può fare subito il richiamo se sono trascorsi 6 mesi dalla vaccinazione e saranno usati Pfizer o Moderna per la seconda dose.

Tuttavia, resta alta la protezione dalla morte per Coronavirus e a differenza del rischio contagio è elevata nonostante il tempo passato e i vaccinati rischiano meno la morte rispetto a coloro che non si sono immunizzati.

Vaccino Pfizer-Meteoweek.com

A distanza di 8 mesi dalla doppia dose, la percentuale di protezione era 81,7% negli under 65  e 71,6% negli over 65. Per gli under 65,  l’efficacia dei vari vaccini contro il decesso da Covid era questa: 73% J&J, 81,5%  Moderna e 84,3%  Pfizer.

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Negli over 65 , i risultati di efficacia erano i seguenti: 52,2% J&J, 75,5% Moderna e 70,1% Pfizer. «Nonostante l’aumento del rischio di infezione dovuto alla variante Delta, l’efficacia contro i decessi è rimasta alta e, rispetto ai non vaccinati, i veterani completamente vaccinati avevano un rischio molto più basso di morte dopo l’infezione», hanno detto gli scienziati.

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I ricercatori americani esortano quindi il popolo a fare la terza dose per fermare la circolazione del virus, oltre a usare, ovviamente, mascherine, lavaggio mani e distanziamento per ridurre le possibilità di far diffondere il contagio tra le persone.