Covid, Quarta Ondata: la situazione spiegata dai dati

La quarta ondata Covid si fa sentire in tutta l’Europa. In Italia secondo le stime del Gruppo di Lavoro MADE dell’Associazione italiana di epidemiologia la curva dei contagi aumenta molto rapidamente

La settimana epidemiologica 6-12 novembre registra un rialzo notevole della curva. L’indice di replicazione diagnostica (RDt) a livello nazionale sui dati del 13 novembre «è pari a 1,42 e superiore all’uno in tutte le regioni». Questo indica «una significativa accelerazione nella diffusione dei contagi che potrebbe portare tra due settimane 5 regioni a superare la soglia del tasso di incidenza settimanale di 250 casi per 100.000 e altre 8 sopra 150 casi per 100.000». Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe è intervenuto alla trasmissione “L’Italia s’è desta” di Radio Cusano Campus sottolineando che i casi di Covid-19 aumentano in Italia, ma in modo non omogeneo con una forte concentrazione a Trieste, Bolzano e Gorizia.
I nuovi casi a livello nazionale sono stati 48.492 (+47,3% dai 32.902 del periodo precedente, 30 ottobre – 5 novembre), la media giornaliera invece ammonta a circa 6.907 (da 4.700); I ricoverati in area medica il 12 novembre sono 3.525 (dai 3.124 del 5 novembre) mentre le terapie intensive 445 (dalle 395 del 5 novembre) con 254 nuovi ingressi nella settimana (208 la precedente). I decessi settimanali hanno raggiunto quota 303 (da 283).
La ripresa dei casi, arrivata con l’inizio del freddo, è ancora gestibile, ma tutti gli indicatori si stanno muovendo a rialzo. La soglia critica dei 50 casi per 100.000 abitanti è stata superata, e la crescita della percentuale dei positivi individuati rispetto ai casi testati testimonia una circolazione virale più sostenuta. Restano totalmente scoperti di fronte al Sars-CoV-2 i troppi non ancora vaccinati con ciclo completo: il 12 novembre il 23,5% della popolazione italiana, ovvero 14 milioni di persone era ancora sprovvista di vaccinazione.

Il dato indicativo è che nelle ultime settimane il maggiore incremento dei casi (fonte Iss) sia stato rilevato nelle fasce di età tra 0 e 19 anni e, a seguire, 30-39 e 40-49: ovvero quelle con la copertura vaccinale più bassa. Il 57% dei ricoveri in area medica e il 70% di quelli in terapia (dati Iss relativi all’intero mese di ottobre) intensiva riguarda i non vaccinati.  Questi numeri spiegano i motivi per cui in alcuni Paesi stanno scattando restrizioni per i soli non vaccinati. La variante Delta, è oramai risaputo essere molto più diffusiva e pericolosa delle precedenti e la strategia attendista implica un rischio elevato di perdita di controllo dell’epidemia: come testimoniato dai casi recenti di altri Paesi dell’Europa occidentale, costretti a introdurre forti misure restrittive a causa della recrudescenza del contagio.


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Ma vediamo più in dettaglio la situazione negli altri Paesi Europei

In Austria il cancelliere Alexander Schallenberg ha comunicato che l’incidenza settimanale dei contagi ogni 100mila abitanti è di 814,6, una cifra che schizza a oltre 1.700 tra i non vaccinati. Lunedì 15 novembre è entrato in vigore un blocco nazionale per le persone non vaccinate che non hanno avuto di recente il Covid-19. I funzionari hanno segnalato che ulteriori misure potrebbero seguire a causa dell’aumento dei tassi di infezione nel paese. La mossa, che è entrata in vigore a mezzanotte, vieta alle persone di età pari o superiore a 12 anni che non sono state vaccinate o non sono recentemente guarite di lasciare le loro case, ad eccezione delle attività di base come lavorare, fare la spesa, fare una passeggiata o farsi vaccinare.
La Germania registra un nuovo record nell’indice settimanale dei contagi da Covid su 100 mila abitanti, con 303 casi positivi. I nuovi casi nelle 24 ore sono 23.607 e 43 i decessi. L’indice di ospedalizzazione settimanale è di 4,7 pazienti su 100 mila abitanti. Il record fu registrato nel periodo di Natale dell’anno scorso quando toccò i 15,5. Nel weekend il Robert Koch Institut ha segnalato il superamento dei 5 milioni di casi di Covid dall’inizio della pandemia: finora ne sono stati rilevati 5.045.076.
In Francia i contagiati sono oltre sette milioni e 390mila. Una settimana fa, l’8 novembre, erano circa sette milioni e 321mila. Da lunedì 15 novembre l’uso della mascherina è tornato a essere obbligatorio nelle scuole elementari di Francia con l’obiettivo di bloccare l’aumento dei contagi legati al coronavirus. Finora, l’uso della mascherina era obbligatorio in 61 dipartimenti francesi ma da oggi la disposizione viene estesa al livello nazionale. il presidente francese Emmanuel Macron ha fatto diversi annunci, tra cui, una campagna di richiamo del vaccino per le persone over 50.

Il bollettino del Ministero della Sanità in Spagna, indica che è salita di circa 4,5 punti l’incidenza su 14 giorni dei contagi di Covid, passando da 67 a 71,5 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Mentre il tasso di occupazione dei posti letto in ospedale è rimasto stabile: è all’1,5% circa per quanto riguarda i reparti ordinari e al 4,3% nelle terapie intensive. Allo stesso modo di quanto sta avvenendo in Italia, le fasce d’età dove si stanno registrando incidenze maggiori sono quelle degli under 12 (non vaccinabili) e dei gruppi 30-39 anni e 40-49 anni. Nel primo di questi gruppi di persone adulte la percentuale di vaccinati è del 76,8%, nel secondo dell’87,3%. Intanto, crescono le terze dosi somministrate a fragili e over 70: ora sono già oltre 2,4 milioni.

I britannici da giorni si muovono diversamente rispetto al resto d’Europa sul fronte del Covid. I numeri sembrano dar loro ragione: tutti gli indicatori sono in discesa. I contagi  restano attorno a quota 40mila. Altra nota positiva, il numero dei vaccinati. Il Regno è capofila per i cosiddetti booster, a disposizione di tutti gli over 50: circa 12 milioni sono stati già somministrati, 2 milioni in appena 7 giorni, un record. Ottima anche la copertura dei minori.

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L’Olanda da sabato 13 novembre è in lockdown parziale. La stretta durerà tre settimane. È prevista la chiusura di bar e ristoranti alle 20 e dei negozi di beni non essenziali alle 18. Via anche i tifosi dagli stadi. Ampliata la gamma di luoghi in cui sarà necessario mostrare il green pass. La scorsa settimana, i Paesi Bassi hanno reintrodotto le mascherine e ampliato l’elenco dei luoghi che richiedono il Green Pass per accedervi. I nuovi contagi da Coronavirus sono quasi raddoppiati nell’ultima settimana, con un tasso di incidenza settimanale superiore a 400 ogni 100mila abitanti.

Il Belgio di fronte a un aumento dei contagi si prepara a una stretta con nuove raccomandazioni del Comitato tecnico-scientifico al governo: il ripristino dell’obbligo della mascherina al chiuso dai 9 anni, il ritorno al telelavoro dove possibile, la chiusura per almeno 3 settimane delle discoteche e delle attività sportive al chiuso. Il Paese ha registrato un aumento del 39% dei casi e un rialzo del 21% dei ricoveri sui sette giorni prima.

In Ucraina la rilevazione del 15 novembre ha registrato 838 decessi provocati dal Covid-19, il numero più alto in un giorno dall’inizio della pandemia: lo ha riportato l’agenzia Unian citando i dati pubblicati dal ministero della Salute di Kiev. Sono stati accertati 16.308 nuovi casi di Covid-19. In Est Europa la situazione è certamente la peggiore del continente. La Romania (solo 40% immunizzato) ha raggiunto quota 5mila contagi per milione di abitanti nelle ultime 2 settimane. In difficoltà, anche sul fronte dei ricoveri, Croazia, Serbia e Bulgaria. Nella Repubblica Ceca la curva è schizzata da fine ottobre, passando da una media di 2mila contagi a 8.500.

In Russia le autorità preparano nuove restrizioni per ridurre l’aumento di contagi del Covid-19 registrato nelle recenti settimane. La task force ha annunciato che sta lavorando all’allargamento del sistema con codici Qr, già usato in molte regioni per limitare l’accesso a determinati spazi pubblici, perché includa trasporti pubblici, bar, negozi. Il sistema consentirà l’accesso solo alle persone vaccinate, che sono guarite dal virus di recente o possano fornire test negativo risalente a non più di 72 ore. I dati di contagi e decessi in Russi restano vicini al record: 40.759 nuovi casi e 1.237 decessi in 24 ore, appena sotto i massimi di 41.335 e 1.239 segnalati giorni fa.