Vendute, stuprate e picchiate: l’inferno delle bambine in Afghanistan

In Afghanistan le bambine sono usate come merce di scambio per il cibo. Le famiglie non hanno alternative per sopravvivere

La situazione in Afghanistan è sempre più drammatica per la popolazione civile, ma l’Unicef lancia l’allarme più pericoloso, ovvero quello legato agli abusi sui bambini con particolare attenzione sul fenomeno delle spose bambine, diventate troppo spesso merce di scambio per il cibo.

Stando ai dati riportati dall’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura, ci sono oltre 18 milioni di afgani privi di risorse alimentari per il sostentamento (secondo le stime il numero salirà a 23 milioni entro l’anno), questo fa sì che la popolazione si arrangi nella maniere più disperate per procurarsi il cibo, tra cui vendere i propri figli. Da quando il Paese è tornato nelle mani dei talebani la situazione è peggiorata fino a disegnare l’Afghanistan come un vero e proprio inferno. per l’infanzia.

Secondo quanto si apprende dalla Bbc, una bambina di 6 anni e un bambino di soli 18 mesi sono stati venduti rispettivamente per una cifra vicina ai 3mila dollari l’uno, mentre una bimba di 9 anni è stata comprata per circa 2.200 dollari sotto forma di pecore e terra. “Abbi cura di lei. Dovrai provvedere a lei, ma per favore non picchiarla” avrebbe raccomandato il padre all’uomo a cui l’ha venduta.

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Mio padre mi ha venduta perché non abbiamo pane, riso o farina, ha spiegato la piccola a un’altra emittente giornalistica. Il padre, distrutto dalla colpa, ha raccontato che dal giorno in cui ha venduto la bambina non riesce più a dormire. L’uomo ha anche raccontato di esser giunto alla decisone perché senza alternative: “Siamo otto in famiglia. Sono stato costretto a vendere Parwana per mantenere in vita gli altri“, ha spiegato ancora ai giornalisti. Due mesi fa il solito destino era toccato alla sorella, venduta dalla famiglia a un ricco cittadino afghano a soli dodici anni.

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Unicef riferisce che il fenomeno è in costante crescita, nonostante la leggi vieti i matrimoni con minori di 15 anni. Ricerche effettuate dall’associazione evidenziano come queste bambine vengano ridotte a schiave e costrette a subire ogni forma di abuso fisico e sessuale. Senza una educazione sessuale, accesso ai mezzi contraccettivi e a servizi sanitari per le donne, quasi il 10% delle ragazze afghane di età compresa tra 15 e 19 anni partorisce ogni anno, secondo il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa). Molte sono troppo giovani per essere in grado di acconsentire al sesso e affrontare complicazioni durante il parto a causa dei loro corpi non sviluppati. I tassi di mortalità legati alla gravidanza di queste ragazzine sono più del doppio del tasso per le donne di età compresa tra 20 e 24 anni.