Juventus indagata per falso in bilancio. Agnelli tra gli indagati

Sei indagati in casa Juventus per falso in bilancio, tra cui il presidente Andrea Agnelli e Pavel Nedved. Sotto indagine le stagioni dal 2019 al 2021

Le sedi della Juventus di Torino e Milano sono state perquistite dalla Guardia di Finanza, in merito all’inchiesta Prisma sul presunto reato di falso in bilancio: una nuova grave tegola per il mondo bianconero. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Torino 42 operazioni di mercato nel periodo 2018-21. In queste tre stagioni prese sotto esame dall’indagine della Procura di Torino, ci sarebbero plusvalenze pari a circa 282 milioni di euro “connotate da valori fraudolentemente maggiorati”. Tra gli indagati, oltre ad Agnelli, anche il vice presidente Pavel Nedved e l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici più altri tre del commerciale. Novità delle ultime ore anche gli accertamenti sui rapporti economici con Cristiano Ronaldo. Il calciatore non risulta indagato. I militari però hanno ricevuto dai magistrati l’incarico di cercare “documenti e scritture private” relative al contratto e alle retribuzioni arretrate.

L’indagine si chiama “Prisma” e ha mosso i primi passi già nel maggio 2021. È affidata ad un pool di Magistrati del Gruppo dell’Economia, composto dai Sostituti Procuratori Ciro Santoriello, Mario Bendoni e dal Procuratore Aggiunto Marco Gianoglio, avvalendosi anche di attività tecniche di intercettazione di comunicazioni”. In un passaggio del comunicato della Procura si può leggere: “Al vaglio vi sono diverse operazioni di trasferimento di giocatori professionisti e le prestazioni rese da alcuni agenti coinvolti nelle relative intermediazioni. È altresì ipotizzato a carico della società il profilo di responsabilità amministrativa da reato, previsto qualora una persona giuridica abbia tratto vantaggio dalla commissione di taluni specifici illeciti. A tutela del mercato finanziario, le perquisizioni sono state avviate successivamente alla chiusura delle contrattazioni settimanali di Borsa italiana (…)”.

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La società juventina è stata paragonata a una “macchina ingolfata” a causa di investimenti chiaramente fuori budget e di stipendi eccessivi. Questo lo scenario che stanno disegnando gli inquirenti della procura di Torino. Nel corso dell’indagine sono state svolte intercettazioni telefoniche. Con il sistema delle plusvalenze sulla compravendita di calciatori la Juventus ha generato un “ricavo di natura meramente contabile e in ultima analisi fittizio” mascherando perdite di esercizio: 39 milioni anziché 171 milioni nel 2019, 89 milioni anziché 209 milioni nel 2000, 209 milioni anziché 240 milioni nel 2021.

Scoppia anche il caso Ronaldo, il giocatore non risulta tra gli indagati eppure da ciò che si è appreso si parla di una “carta famosa che non deve esistere teoricamente”, di una scrittura privata relativa ai rapporti economici fra la Juventus e Cristiano Ronaldo che la Guardia di Finanza ha ricevuto l’incarico di cercare e recuperare. L’esistenza del documento è stata ipotizzata per via del contenuto di una conversazione intercettata dagli inquirenti.

Ma che cosa rischia la Juventus?

Ci sono due partite sul tavolo, da un lato l’inchiesta della procura della Repubblica di Torino per falso in bilancio, dall’altro quella della procura Figc. Tra i precedenti, in una situazione molto simile, il Chievo ha ricevuto tre punti di penalizzazione per “reiterata violazione ed elusione delle norme di prudenza e correttezza contabile”, decisione che fu confermata anche in sede di Collegio di garanzia. In quel caso fu respinto al mittente però una parte importante dell’impianto accusatorio della procura federale che chiedeva 15 punti di penalizzazione, ma sui bianconeri può incidere anche ciò che emerge dall’indagine Prisma.

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Se invece la procura della Repubblica di Torino accertasse la responsabilità dei sei dirigenti indagati e del club in tema di plusvalenze fittizie ci si aspetta due differenti iter legislativi.  Il primo riguarda i reati di falso in bilancio, illustrati negli articoli 2621 e 2622 del Codice Civile, e del decreto legislativo 74/2000. Il fronte dunque delle presunte “false comunicazioni di società quotate in borsa” e “false fatturazioni”, naturalmente declinando le pene a seconda della gravità della violazione. Nel secondo si entra nell’ambito della giustizia sportiva. È sempre stato difficile stabilire con criteri oggettivi il valore economico di un calciatore e la conseguente iscrizione al bilancio. Intanto oggi è stata una giornata di audizioni in procura a Torino: i magistrati e ufficiali della Guardia di Finanza hanno ascoltato nella veste di persona informata dei fatti il direttore generale della società, Federico Cherubini  che lo scorso maggio ha sostituito Fabio Paratici (ora indagato). I carabinieri hanno presidiato la stanza in cui si è svolta l’audizione per evitare che si avvicinassero i giornalisti.