Covid, Usa: paura al Pentagono, positivo il segretario alla Difesa

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E’ risultato positivo al test, ha “sintomi lievi”: il suo ultimo incontro con Joe Biden risale al 21 dicembre.

Lloyd Austin, segretario alla Difesa Usa
Lloyd Austin, segretario alla Difesa Usa

L’ondata di nuovi contagi di Covid 19, spinti dalla diffusione della variante omicron, sta colpendo duro in tutto il mondo. Compresi gli Stati Uniti: con oltre 400mila nuovi casi al giorno, gli Usa si ritrovano a dover gestire ospedalizzazioni e terapie intensive di nuovo piene.

Tra i contagiati dalla nuova ondata c’è un nome importante: quello del segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, che è – appunto – risultato positivo al test per il Covid-19. Lo ha reso noto lo stesso capo del Pentagono, spiegando di avere “sintomi lievi” e di seguire “le indicazioni del mio medico”.  Austin, come previsto dal protocollo sanitario, osserverà una quarantena di cinque giorni.

Joe Biden, presidente degli Usa
Joe Biden, presidente degli Usa

Questo non comporterà, sempre stando a quanto lo stesso Austin dichiara, un rallentamento della sua delicatissima attività istituzionale: “Per quanto possibile, la prossima settimana ho intenzione di partecipare in formato virtuale a quegli incontri e discussioni chiave necessari per il processo decisionale”, ha infatti chiarito Austin, che tra l’altro è vaccinato e a ottobre ha ricevuto la dose booster.

Naturalmente, nell’immaginare una sorta di focolaio di Covid ai vertici dell’amministrazione statunitense, il pensiero è andato al presidente americano Joe Biden, che è quasi ottantenne e dunque, statistiche alla mano, tra le categorie più a rischio in caso di contagio. Il segretario alla Difesa Austin ha incontrato il presidente di persona il 21 dicembre, dunque più di una settimana prima di iniziare a manifestare sintomi: un lasso temporale che tranquillizza chi, per un attimo, ha iniziato a temere per la salute  di Biden. Lo stesso Austin si è invece recato al Pentagono giovedì scorso, quando ha incontrato brevemente alcuni membri del suo staff, che dovranno dunque essere monitorati.