Eutanasia: la Chiesa contro il ddl, l’Oss. Romano e il Papa dicono no

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Per il giornale del Vaticano c’è il rischio di una “rigida attuazione di protocolli di morte”. Anche Bergoglio contro il fine vita

No al fine vita per evitare il “rischio di ridurre tutto a una rigida attuazione di protocolli“. E’ quanto si legge oggi sulle pagine dell’Osservatore Romano in pezzo dedicato al tema dell’eutanasia di cui si discute in seguito alla presentazione di un ddl in Parlamento firmato da Nicola Provenza del M5S e Alfredo Bazoli del Partito Democratico. L’articolo è firmato da Alberto Gambino, presidente della fondazione Scienza e vita, che da anni collabora con la Conferenza Episcopale Italiana.

Secondo Gambino le “marcate criticità del ddl manifestano una certa distanza dalle indicazioni della Corte. Si rileva, innanzitutto, come tra i presupposti dell’accesso a un suicidio medicalmente assistito, il ddl manchi di precisare le caratteristiche dei ‘trattamenti sanitari di sostegno vitale‘, il cui sussistere rappresenta nell’impianto argomentativo della Corte l’elemento che motiva la praticabilità eccezionale di un’assistenza al suicidio e, altresì, l’unica condizione di rilievo oggettivo che appare concretamente in grado di circoscrivere l’accesso all’assistenza suddetta“.

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Il ddl inoltre aggiunge alla sussistenza di una ‘patologia irreversibile’, come previsto in via esclusiva dalla Corte costituzionale, anche la possibilità che la persona interessata sia’ ‘portatrice di una condizione clinica irreversibile– continua Gambino – ampliandone l’orizzonte applicativo alle persone con disabilità e pur in assenza di una malattia. Si tratta di un salto radicale e contrastante con il disposto della Corte costituzionale, con un messaggio culturale particolar- mente insidioso: anche la vita di chi versa in condizione di menomazione clinica può legittimare l’agevolazione di un intento suicidario”.

Il testo ora all’esame della Camera anziché far valere una prospettiva solidaristico-relazionale verso i problemi del fine vita scivola in una rigida procedimentalizzazione di protocolli di risoluzione di quei problemi, orientata a procurare la morte del paziente” conclude Gambino.

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Papa Francesco I durante l’intervista andata in onda domenica su Rai3

ANCHE BERGOGLIO CONTRO L’EUTANASIA

Papa Francesco questa mattina ha parlato di “inaccettabili derive” che potrebbero giungere dal Sì all’eutanasia. Per Jorge Mario Bergoglio, nel corso dell’udienza generale nell’Aula Paolo VI, ha espresso gratitudine “per tutto l’aiuto che la medicina si sta sforzando di dare, affinché attraverso le cosiddette ‘cure palliative’, ogni persona che si appresta a vivere l’ultimo tratto di strada della propria vita, possa farlo nella maniera più umana possibile“.

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Ma avverte “Dobbiamo però stare attenti a non confondere questo aiuto con derive anch’esse inaccettabili che portano all’eutanasia. Dobbiamo accompagnare alla morte, ma non provocare la morte o aiutare il suicidio assistito. Ricordo che va sempre privilegiato il diritto alla cura e alla cura per tutti, affinché i più deboli, in particolare gli anziani e i malati, non siano mai scartati. Infatti, la vita è un diritto, non la morte, la quale va accolta, non somministrata. E questo principio etico riguarda tutti, non solo i cristiani o i credenti“.