Ucraina: trattative per fermare la guerra, si sperimenta il “modello Austria”

No all’ingresso dell’Ucraina nella Nato e tavolo di discussione su Donbass e Crimea. Questa la proposta di Zelensky per fermare il conflitto

Volodymyr Zelensky ha chiesto di trattare per la pace con la Russia. In sole due settimane dall’invasione dell’esercito di Putin l’Ucraina conta oltre 1.200 vittime, tra queste almeno 27 bambini, e la necessità di porre fine al conflitto porta il presidente ucraino a dover cedere su alcuni aspetti.

La soluzione potrebbe essere quella del “modello Austria“, ovvero far diventare permanentemente il Paese neutrale e quindi evitare l’adesione alla Nato e all’Unione Europea, come vuole proprio Vladimir Putin. Ma sull’indipendenza del Donbass, l’annessione della Crimea e di cedere la capitale Kiev non se ne parla. Questo il tentativo di mediazione.

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LE CONDIZIONI DI ZELENSKY

Il capo del governo chiede inoltre la no-fly zone su tutto il territorio ucraino. Durante una intervista rilasciata alla Abc, Zelensky afferma: “Sui territori temporaneamente occupati e le pseudo-repubbliche non riconosciute da nessuno tranne la Russia, possiamo trovare un compromesso su come vivranno questi territori“. Il riferimento è proprio al Donbass e alla Crimea. E sul mancato ingresso in Nato “Ho raffreddato la questione molto tempo fa, dopo aver capito che la Nato non è disposta ad accettare l’Ucraina“.

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COS’E’ IL MODELLO AUSTRIA

L’Austria è un paese neutrale, fa sì parte dell’Unione europea ma non della Nato. La tradizione di neutralità inizia il 26 ottobre 1955 tramite un atto costituzionale firmato dal Parlamento nazionale in cui si legge “l’Austria non aderirà a nessuna alleanza militare né permetterà l’installazione di basi militari straniere sul proprio territorio“. Ci si chiede se una soluzione simile potrebbe accontentare Putin e farlo desistere dall’entrare con il suo esercito nella capitale ucraina.

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