Ucraina, Pentagono: “Russi respingono ogni tentativo di contatto, rischio escalation”

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Dall’inizio dell’invasione le alte sfere militari americane hanno cercato di contattare i corrispettivi russi, ma senza successo.

Senza contatti tra i leader militari cresce il rischio di un incidente e di una escalation del conflitto.

John Kirby, il portavoce americano del Pentagono – Meteoweek

Nell’ultimo mese Mosca avrebbe respinto i ripetuti tentativi di dialogo da parte dei vertici militari e della Difesa americana. Lo riferisce il portavoce del Pentagono, John Kirby. Stando alle dichiarazioni di Kirby, riportate dal Washington Post, sia il segretario alla Difesa, Lloyd Austin, che il generale Mark Milley avrebbero cercato fin dall’inizio della guerra ucraina di contattare telefonicamente il ministro russo della Difesa, Sergei Shoigu e il generale Valery Gerasimov. Ma finora, ha detto Kirby, i russi si sono “rifiutati di impegnarsi”.

Alto rischio di escalation senza contatti diretti tra vertici militari

I due generali russi Valery Gerasimov e Sergei Shoigu – Meteoweek

Senza un contatto diretto tra i vertici militari, ricorda l’ex comandante Nato James Stavridis, sempre menzionato dal Post, c’è “un alto rischio di escalation.  Stavridis evoca quello che definisce “uno scenario da incubo” nel caso in cui un missile o un raid russo dovesse centrare una postazione Usa sul confine tra Ucraina e Polonia. In tal caso ci potrebbe essere una risposta immediata da parte del comando locale col rischio di “un’escalation rapida e irreversibile, fino a includere il potenziale uso di armi nucleari”.

Il rischio è concreto, sottolinea anche Rob Lee del Foreign Policy Research che spiega come l’aeronautica russa stia operando in Ucraina occidentale attaccando obiettivi non distanti dal confine coi paesi Nato, il che significa che c’è un rischio che suoi aerei possano essere confusi per aerei Nato oltre il confine”. Un altro analista, Sam Charap della Rand Corporation, fa presente che i vertici militari Usa si pongono due obiettivi: da un lato prevenire gli incidenti tattici, dall’alto quello che chiama “impegno strategico” che consiste nel “comunicare chiaramente i nostri interessi e comprendere meglio i loro”.