Uno squalo di tre metri ha attaccato un kayak a Castellaneta: il terribile racconto

Un racconto da brivido, degno di un film di Spielberg. Perché di squalo si tratta e non è tanto per dire. Non ci troviamo nelle calde acque dei tropici, è uno squalo ‘casalingo’ quello con cui ha avuto modo di fare ‘conoscenza’ Giuseppe Lorusso. L’animale si aggira tra Ginosa e Castellaneta Marina a Taranto.

Giuseppe ha narrato la sua avventura, o meglio disavventura, in un post su Facebook. Dalle sue parole trapela ancora quanto sia rimasto – comprensibilmente scosso -. Lorusso ed il suo compagno di Kayak Dino, hanno avuto un incontro ravvicinato con uno squalo di tre metri che, inferocito, li ha attaccati.

Immagine di repertorio – MeteoWeek

Giuseppe è un farmacista di Gravinia in Puglia, e ha parlato della sua scioccante avventura in un post sui social. La vicenda è avvenuta nelle acque tra Ginosa e Castellaneta Marina a Taranto. Non è la prima volta che gli squali si affacciano da quelle parti, anche lo scorso giugno una verdesca aveva fatto capolino in quella zona di mare.

Giuseppe Lorusso ha parlato del suo terribile incontro di quella domenica mattina 1 maggio, quando con il compagno di Kayak Dino, si trovava in mare a Ginosa Marina. I due si stavano dirigendo verso Castellaneta Marina e d’un tratto, “l’incubo peggiore, quello che nessuno amante degli sport di mare vorrebbe gli accadesse”: arrivati ai primi lidi a circa 70 metri dalla costa, a dieci metri da loro, una grossa sagoma immobile che galleggiava. Giuseppe ha proseguito nel suo racconto spiegando che che stavano andando a velocità moderata, e si avvicinavano sempre di più, e d’un tratto si sono accorti di essere di fronte proprio ad uno squalo. I due non hanno nemmeno avuto il tempo per pensare: “La bestia non ci ha dato il tempo di riflettere e ci ha attaccato con tutto il suo impeto e la sua ferocia”, lo squalo ha infatti cercato di addentare l’imbarcazione sulla sinistra, sono ancora presenti i graffi dei denti sul mezzo.

Il terribile incontro

Giuseppe ha raccontato di aver gestito la situazione con freddezza, di aver colpito diverse volte lo squalo sul muso con la pagaia, mentre l’animale attaccava cercando di farlo cadere fuori dall’imbarcazione. Immaginate una bestia di quelle dimensioni (150 kg e 3 metri) che cerca di farvi cadere in mare. Il farmacista, ha proseguito il racconto dicendo, che dopo aver colpito l’animale con la pagaia, questo finalmente si è arreso e dopo un ultimo giro come a voler valutare effettivamente se arrendersi o meno, ha infine deciso di inabissarsi: “Senza ombra di dubbio si trattava di uno squalo toro uno dei più feroci in Italia”.

Giuseppe Lorusso, foto dal post Facebook – MeteoWeek

Giuseppe ci ha tenuto a precisare di sentirsi un ospite in mare, e ha naturalmente voluto evidenziare l’importanza del rispetto per un ambiente tanto delicato, e al tempo stesso cosi’ feroce: «non farei mai del male agli squali che sono all’apice della catena alimentare, quindi come tali fondamentali per la salute dei mari». Nel suo post ha voluto inoltre  invitare tutti alla prudenza, che la sua esperienza, possa in qualche modo servire, a chi osa avventurarsi anche nelle zone piu’ note e apparentemente innoque, dei nostri mari: «Il mare è come una foresta con le sue bellezze e i suoi feroci predatori, prima di entrarvi bisogna essere consapevoli che possa accedere l’imponderabile».

Lorusso ha poi concluso il suo racconto, con un’immagine molto forte: «Dell’attacco con lo squalo mi porterò sempre con me la mia irrefrenabile voglia di vivere, la mia lucidità nel combatterlo e soprattutto gli occhi di quel feroce predatore che prima di lasciarmi inabissandosi nel blu mi ha guardato. Ci siamo guardati come due lottatori entrambi illesi e questo è tutto».