Monte dei Paschi di Siena, Corte d’Appello Milano ribalta la sentenza: imputati assolti e prescrizione

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Caso Monte dei Paschi di Siena, la Corte d’Appello Milano ribalta la sentenza: imputati assolti, reati caduti in prescrizione. Revocate la confisca da 150 milioni e le pene accessorie.

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Caso Monte dei Paschi di Siena, la Corte d’Appello Milano ribalta la sentenza – meteoweek.com

Si è chiuso oggi il processo d’appello a carico dell’ex presidente di Monte dei Paschi di Siena, Giuseppe Mussari, dell’ex direttore generale Antonio Vigni, e degli altri ex vertici della banca. La Corte d’appello di Milano ha ribaltato la sentenza di primo grado sul crac: gli imputati sono stati tutti assolti, con alcuni reati che sono finiti in prescrizione. Tutti e 13 gli accusati (già condannati nel processo di primo grado nel novembre 2019) sono stati assolti da alcuni capi di imputazione perché “il fatto non sussiste”. Sono state inoltre revocate anche le diverse confische agli enti – si parla di un totale di 150 milioni. Sarà necessario attendere 90 giorni per conoscere quali sono stati i motivi che hanno portato all’assoluzione.

La difesa: “Finalmente giustizia è fatta”

Il processo riguarda una serie di presunte irregolarità, secondo l’ipotesi accusatoria, svolte dagli imputati nelle operazioni finanziarie realizzate tra il 2008 e il 2021 dall’istituto di credito Mps per coprire le perdite legate all’acquisizione di Banca Antonveneta. Nel mirino sono finiti i derivati “Alexandria” e “Santorini”, il prestito ibrido “Fresh” e la cartolarizzazione immobiliare “Chianti Classico”. Nel 2019 erano state inflitte pene severe, e disposte cofische da 150 milioni di euro. Con la sentenza di oggi, però, tutti gli imputati – banche comprese – sono stati assolti.

La Corte d’Appello di Milano ha assolto tutti gli imputati, dall’ex presidente di Mps Giuseppe Mussari all’ex dg Antonio Vigni fino alle banche Deutsche Bank AG, la sua filiale londinese e Nomura, nel processo sul caso Mps con al centro le presunte irregolarità nelle operazioni di finanza strutturata, Alexandria e Santorini, Chianti Classico e Fresh, effettuate da Rocca Salimbeni tra il 2008 e il 2012 per coprire le perdite dovute all’acquisizione di Antonveneta. Revocate le confische agli enti, per un totale di circa 150 milioni, annullate le multe (di 88 milioni per Nomura e di 64 milioni per Deutsche Bank) e tutte le pene accessorie.

Alla decisione della seconda corte d’appello, presieduta da Angela Scalise, sono rimasti sotto shock i procuratori, tanto che hanno lasciato l’aula senza proferire parola. In silenzio ha lasciato l’aula anche il pg Gemma Gualdi, che aveva chiesto condanne leggermente inferiori a quelle decise dal Tribunale per via di alcune prescrizioni.

Ad esultare, invece, sono stati gli avvocati della difesa. Francesco Centonze, che ha difeso l’ex delegato Antonio Vigni, ha commentato: “Finalmente giustizia è fatta”. “I giudici sono stati coraggiosi”, ha invece detto il legale Francesco Isolabella, mentre in aula gli avvocati si sono abbracciati, hanno espresso la loro “soddisfazione” ai cronisti e alcuni si sono persino commossi.