La CIA uccide 12 generali russi: conflitto mondiale più vicino

Il New York Times fa uno scoop sensazionale, ma che getta un’ombra oscura sulla guerra in Ucraina.

La guerra in Ucraina è una vera polveriera perché, sebbene indirettamente mezzo mondo ci sia coinvolto, si cerca sempre di lasciare formalmente il conflitto come circoscritto a Ucraina e Russia.

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È una clamorosa ipocrisia perché sostanzialmente la NATO è realmente coinvolta in questa guerra, ma se il coinvolgimento diventasse aperto e palese, si trasformerebbe automaticamente nella terza guerra mondiale.

Uno scoop pericoloso

Dunque la NATO deve sempre stare attenta a condannare, comminare pesanti sanzioni, ma restare formalmente fuori dallo scontro diretto.

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Qualsiasi coinvolgimento diretto deve restare segretissimo. Tuttavia il New York Times rivela che la CIA avrebbe fatto uccidere addirittura 12 generali russi e questo decisamente può cambiare le carte in tavola. Che il servizio di intelligence degli Stati Uniti sia direttamente coinvolto nell’omicidio di 12 alti esponenti delle gerarchie militari russe avvicina le due superpotenze nucleari ad uno scontro diretto.

Ora gli USA sono nel conflitto

Con la Russia che perde 12 generali non a causa di un attacco ucraino, ma a causa delle manovre della CIA, secondo gli esperti c’è il concreto rischio che le remore di Putin ad alzare la posta in gioco possano venire meno. I fatti sono decisamente clamorosi. Durante questo conflitto la CIA ha usato i suoi potenti mezzi per scoprire la precisa ubicazione di 12 generali russi e passare i dati all’esercito ucraino che così li ha potuti eliminare senza troppe difficoltà. Agendo in questo modo gli Stati Uniti sostanzialmente hanno partecipato alla guerra, ma tutto doveva rimanere segreto in modo tale da salvare le apparenze.

Giornale “irresponsabile”

Dopo la pubblicazione dello scoop del New York Times però, il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nella guerra è diventato decisamente palese, tanto che la Casa Bianca non ha smentito la notizia, ma al contrario ha attaccato duramente il giornale definendolo un quotidiano irresponsabile. La Casa Bianca quindi implicitamente conferma che i suoi agenti segreti abbiano direttamente lavorato all’eliminazione dei dodici generali russi. Fino ad oggi gli Stati Uniti così come l’Europa potevano sempre dire di stare fornendo aiuti ad una popolazione aggredita, ma di non essere parte attiva nella guerra contro la Russia.

Ipocrisia a “fin di bene”

Oggi questa ipocrisia a fin di bene tenuta in piedi per evitare un conflitto globale, non sta più in piedi. Secondo molti esperti il Cremlino adesso potrebbe essere fortemente tentato di contrattaccare direttamente gli Stati Uniti. Una mossa del genere tuttavia sarebbe senza ritorno perché in pratica vorrebbe dire dichiarare la terza guerra mondiale, quella che un po’ tutti stanno combattendo, ma senza darlo a vedere. La risposta russa è stata all’insegna della medesima ipocrisia: Mosca ha simulato un attacco nucleare sul suolo ucraino. Il problema è che tutto questo avvicina pesantemente gli Stati Uniti ed il nemico di sempre ad uno scontro diretto che ormai più nessuno sembra voler davvero evitare. La terza guerra mondiale non è mai stata così vicina e le due superpotenze giocano a sembrare spavalde e senza paura, ma il rischio è veramente troppo grande.