Mafia, blitz dei carabinieri a Palermo: maxi sequestri e 31 arresti

Mafia, blitz dei carabinieri a Palermo: maxi sequestri e 31 arresti. Colpito il mandamento di Brancaccio, legato a Cosa Nostra. Il giudice: “Plastica dimostrazione di subcultura mafiosa”. 

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Nelle scorse ore, la polizia di Stato e i carabinieri di Palermo hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 31 indagati. I soggetti sono tutti accusati, a vario titolo, di reati quali associazione di tipo mafioso, detenzione e produzione di stupefacenti, detenzione di armi, favoreggiamento personale ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. Due di loro sono finiti agli arresti domiciliari, mentre per gli altri 29 si sono aperte le porte del carcere. Durante le operazioni sono stati effettuate delle perquisizioni che hanno portato allo scoperto diverse armi e munizioni. Con il blitz antimafia, le forze dell’ordine sono riuscite a smantellare il mandamento di Brancaccio, gruppo ritenuto dagli investigatori essere legato a Giuseppe Greco e Ignazio Ingrassia, ai vertici del clan di Ciaculli.

31 gli arresti, appartenenti a una “subcultura mafiosa”

Le indagini sono state coordinate dalla Dda, e hanno portato allo smantellamento di un gruppo criminale ritenuto legalo al clan Cianculli e Brancaccio. Sono in tutto 31 i soggetti arrestati. Secondo quanto si legge nella misura cautelare, il giudice avrebbe sottolineato la subcultura mafiosa  dei soggetti, tanto che “non ci si può esimere dal rimarcare che costituisce plastica dimostrazione di come la scelta di vita degli indagati sia fondata, già in termini culturali e ideali, proprio su un principio di contrapposizione ai fondamenti della libertà democratica e al rispetto delle regole”.

Alla luce dei risultati delle indagini, sono stati effettuati anche diversi sequestri. In particolare, sono stati confiscati il capitale sociale, i beni e i locali delle imprese appartenenti ai membri del gruppo mafioso. Come riportato Palermo Today, tra gli esercizi commerciali finiti sotto sequestro vi sono: “Lorenzo Tarantino” di via Conte Federico; “Caffè del Conte”; “Caffè Ciaculli”; Ga.me commerciale con insegna “Internet Point Snai” in corso dei Mille; Ga.me commerciale con insegna “Gold bet” in via Messina Marine; “Fenix srl” di via Oreto.

Le forze dell’ordine, dopo un’attenta e approfondita operazione di indagine, sono riuscite ad indentificare i capi, i gregari e i “soldati” del mandamento mafioso. Si tratta di affilati a Cosa Nostra, che avrebbero operato mettendo a segno estorsioni (principalmente perpetrate ai danni di commercianti e imprenditori) e gestendo le piazze di spaccio. Dai proventi degli illeciti, i membri avrebbero mantenuto le famiglie degli altri affiliati finiti in carcere.

Oltre al pizzo, il gruppo criminale si sarebbe impegnato nel furto di 16mila mascherine. Secondo quanto viene riportato dalle fonti, infatti, il clan avrebbe organizzato e messo in atto un furto di venti cartoni di mascherine FFp3, che sarebbero state poi successivamente rivendute durante il periodo di piena emergenza pandemica.