Draghi fa un passo indietro: “L’Italia è per il cessate il fuoco e i negoziati”

Dopo aver sostenuto fino a ieri l’approccio della NATO e dell’UE, al grido di “l’Ucraina deve vincere la guerra”, Mario Draghi intervenendo alle Camere mostra di aver modificato (in parte) punto di vista.

Prima era solo guerra: “L’Ucraina deve vincere la guerra”, “diamo armi all’Ucraina”, “inviamo i soldati ai confini”, “aumentiamo le spese militari”. Per oltre due mesi, il governo italiano – in primis il presidente del Consiglio Draghi – è sembrato totalmente appiattito sulle posizioni della NATO e dell’UE, la quale ormai sembra essere una fotocopia sbiadita dell’Alleanza Atlantica.

Mario Draghi
Mario Draghi

Qualcosa è cambiato dopo la visita a Biden

L’intervento di Mario Draghi di oggi alle Camere, nel corso di una informativa, ha evidenziato un cambiamento di approccio: lieve, pieno di compromesso e prudenza, ma orientato – finalmente – verso la pace. “Per impedire che la crisi umanitaria si aggravi dobbiamo raggiungere prima possibile un cessate il fuoco e far ripartire i negoziati: è la posizione dell’Italia, dell’Ue e che ho condiviso con Biden” ha infatti detto il presidente, chiarendo la posizione innanzitutto del nostro paese rispetto la questione della guerra. E che qualcosa fosse cambiato, si era capito proprio dalla visita del nostro Presidente del Consiglio negli Stati Uniti. In quella circostanza, sempre con grande attenzione politica e diplomatica, era parso meno accondiscendente nei confronti del presidente americano Joe Biden, il quale ovviamente spinge per fare in modo che l’assurda scelta di Putin di invadere l’Ucraina crei il massimo del vantaggio possibile agli Stati Uniti.

L’Europa non sono gli Stati Uniti, e l’Italia non è solo l’Europa

Al netto delle dichiarazioni, sta emergendo in modo definitivo un aspetto fondamentale: quello che serve all’Europa e all’Unione Europea non è quello di cui hanno bisogno gli Stati Uniti. E’ un concetto politico e diplomatico difficile da gestire, perchè i rapporti tra Vecchio Continente e America sono strettissimi e “verticali”: sopra gli Usa, sotto gli europei. Ma le esigenze, dopo una crisi economica globale (esplosa nel 2008 proprio negli Stati Uniti) mai del tutto risolta, dopo la nuova emergenza economica innescata dalla pandemia, dopo l’ultima mazzata determinata dalla guerra, lo spazio per essere subalterni è probabilmente esaurito. Agli Stati Uniti un periodo di “guerra permanente” ai confini dell’Europa conviene: in funzione anti russa (quindi anti cinese) e forse anche per ostacolare un pò il percorso dell’Europa verso una reale autonomia. All’Europa invece serve che questa guerra termini in fretta, e serve anche provare a ristabilire dei rapporti con la Russia. Sembra quasi blasfemo dirlo ora, ma l’idea di un’ Unione Europea che isoli totalmente la Russia è, appunto, un’idea che piace a Washington, ma che per noi sarebbe un suicidio. D’altronde il gas russo, pur se ridotto, ancora scorre in molti gasdotti in giro per l’Europa: il tutto mentre le bombe ancora piovono in testa agli ucraini.Si chiama “realismo politico”, e sembra che Mario Draghi finalmente lo abbia iniziato ad applicare. L’Europa non sono gli Usa, e attenzione: l’Italia non è l’Europa. Nel suo intervento alle Camere, oggi Draghi ha specificato che “cessate il fuoco” e “negoziati di pace” sono la posizione dell’Italia e dell’UE. Che non è esattamente la posizione espressa da Ursula Von der Leyen, che fino a due settimane fa ribadiva di “volere che l’Ucraina vinca la guerra”. Forse anche a questo livello si sta definendo una presa di posizione, che potrebbe chiarirsi già dai prossimi giorni.