Minacce ed estorsioni ai ristoratori: “Siamo i Casamonica, non paghiamo”

Alcuni esponenti dei Casamonica avrebbero consumato in diversi locali senza pagare, anzi minacciando i gestori di farsi consegnare l’incasso. Verso di loro verte anche un’accusa di pestaggio. 

Il clan mafioso dei Casamonica torna a fare notizia per i loro reati accompagnati da un atteggiamento violento e intimidatorio nei confronti di un ristoratore di un lido di Latina e di altri esercenti. Le forze dell’ordine hanno infatti arrestato Diego e Marco Casamonica con l’accusa di estorsione e usura.

Secondo le indagini, i due si sarebbero rifiutati di pagare il conto del ristorante dopo avere minacciato il titolare. “Siamo Casamonica e lo champagne non lo paghiamo” avrebbero detto allontanandosi dal locale. Il conto del locale era di oltre 1.600 euro ma oltre questo, i due Casamonica si sarebbero anche fatti consegnare 700 euro dalla cassa. I pregiudicati sarebbero anche accusati del pestaggio di un mobiliere “colpevole” di avere chiesto il pagamento di un servizio. Ora Diego Casamonica si trova in carcere, mentre per Marco sono stati predisposti i domiciliari.

“IO SONO UN CASAMONICA”

Altre estorsioni sarebbero avvenute nei confronti di un receptionist dell’hotel Tirreno che però si è rifiutato di pagare, presentando denuncia alle forze dell’ordine insieme al proprietario di un bistrot che aveva subito lo stesso trattamento del titolare del ristorante sul lido.

Sono Casamonica Marco e quando chiedo qualcosa è gradito che venga esaudito” è quanto l’uomo andava dicendo ai gestori dei locali di Latina, ricordando inoltre la sua parentela con il pericoloso esponente di una famiglia rom della zona.

Inizialmente solo loro tre si sono seduti all’esterno e hanno chiesto champagne e frutta – racconta un cameriere del ristorante agli investigatori riferito a tre esponenti del clan che erano venuti a cena nel locale -. Dopo circa venti minuti si è aggiunta una donna e ho portato un altro calice e della frutta. Dopo un po’ uno dei ragazzi chiese altri vini, in particolare una bottiglia di Giulio Ferrari 2008 da circa 200 euro e se la fecero portare“.