La Sea Watch ribadisce: “Non esiste nessuna invasione di migranti”

Mentre al largo delle nostre coste 313 persone, tra cui donne incinta e neonati, attendono di essere salvati, l’Ong ricorda che questo è un fenomeno che avviene da 10 anni e non è in atto nessuna invasione. 

Sull’arrivo dei migranti in Italia ciò che sta accadendo in questo mese è la stessa triste storia, quella a cui assistiamo almeno da un decennio e non esiste la tanto millantata invasione. A sostenerlo è la Sea Watch, l’organizzazione non governativa umanitaria senza scopo di lucro che si occupa del salvataggio delle persone nel Mediterraneo.

Quello che sta accadendo a giugno 2022 è del tutto simile a quello che è avvenuto a giugno degli ultimi 10 anni almeno. Le condizioni meteomarine sono buone e le persone in fuga dalla Libia partono. Quello che stupisce è che si parli sempre di emergenza quando l’aumento dei flussi è ampiamente prevedibile“.

DONNE INCINTA E BAMBINI IN MARE

Da diversi giorni un gruppo di 313 persone attende con speranza di poter sbarcare sulle nostre coste, mentre si trova a bordo di una delle navi dell’organizzazione, la Sea Watch 4. Non solo uomini, ci sono almeno 33 minorenni tra cui bambini piccolissimi (tra i 5 e i 7 mesi) e 28 donne (alcune di queste in avanzato stato di gravidanza).

Una larga parte di queste persone è stata avvistata e tratta in salvo dalla nave mercantile Aslihan. Gli ultimi due gruppi, invece, sono stati soccorsi ieri, quando la nave umanitaria ha tratto in salvo prima 23 persone su una piccola barca in difficoltà e poco dopo altri 29 trasbordati dal veliero Nadir di Resqship.

L’EUROPA E’ INDIFFERENTE

Sta succedendo quello succede da un decennio nel Mediterraneo centrale – ribadiscono da Sea Watch -, senza che gli Stati europei abbiano saputo organizzare un piano di accoglienza  Stati europei che anzi lasciano alle navi della società civile la responsabilità di salvare la vita a chi rischia di annegare“.

Secondo l’Ong, a proposito dell’ultimo gruppo di migranti che attende in mare “la nostra nave è meglio equipaggiata per prendersene cura. Dal 1993 ad oggi, in poco meno di 20 anni, gli Stati europei hanno lasciato morire 48.647 persone che cercavano una vita migliore. Non numeri, ma nomi, cognomi, volti, storie“.