Via alla campagna elettorale, ma rimane il nodo delle alleanze tra i partiti

Giorgia Meloni vuole garanzie dal Centrodestra, il M5S è spaccato e l’alleanza col Pd nel Centrosinistra appare irrimediabilmente compromessa a meno che Conte non venga silurato. Ecco come si stanno muovendo i partiti in vista delle elezioni politiche. 

L’annuncio di elezioni anticipate da parte di Sergio Mattarella è a un passo, le date probabili sono previste per il 18 o il 25 settembre (al massimo il 2 ottobre) ma sicuramente per la fine dell’estate, fatto che ci pone praticamente subito in piena campagna elettorale per andare a votare la composizione del nuovo Parlamento.

Palazzo Madama e Montecitorio vedranno sedersi su quelle poltrone un numero dimezzato di senatori e deputati a causa del Referendum costituzionale del 20 e 21 settembre 2020 che ha modificato gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione riducendo di circa un terzo il numero dei rappresentati parlamentari. Saremo quindi chiamati ad eleggere 400 deputati e 200 senatori, un numero decisamente inferiore rispetto agli attuali 630 membri di Camera e 315 del Senato.

Mattarella in queste ore sta convocando i presidenti Fico e Casellati probabilmente per annunciare lo scioglimento del Parlamento, ma quali saranno le liste e le coalizioni che si presenteranno al giudizio dei cittadini?

DRAMMA M5S E CENTROSINISTRA

La prima domanda è cosa farà il Movimento 5 Stelle e cosa rimarrà dei pentastellati dopo il suicidio politico di questi giorni. Beppe Grillo vuole mantenere la promessa del limite dei due mandati ma rimane il dubbio su chi farà le liste, se toccherà a Giuseppe Conte o a qualcun altro. Appare improbabile che tenga l’alleanza con il Partito Democratico, ma se l’ex-premier venisse escluso dai pentastellati c’è ancora la speranza di recuperare il rapporto con i dem.

Enrico Letta intanto sta cercando di rinnovare il Campo largo da lui invocato, per farlo deve guardare obbligatoriamente al centro: Azione di Carlo Calenda, Italia Viva dell’ex-Matteo Renzi e i fuorusciti 5 Stelle guidati da Luigi Di Maio sono partener obbligati per tentare un improbabile recupero verso il Centrodestra. Dentro saranno inclusi anche Articolo 1 di Roberto Speranza e Pierluigi Bersani e +Europa di Benedetto Dalla Vedova, più altri partiti minori.

Calenda rimane un’incognita. L’ex-ministro è pronto ad accogliere Mariastella Gelmini e diversi forzisti che hanno abbandonato Berlusconi nel suo partito. Azione sembra il partito ad avere maggiori possibilità di crescita in prospettiva elettorale.

BRACCIO DI FERRO NEL CENTRODESTRA

Fratelli d’Italia andrà alle elezioni imponendo due condizioni assolute: la prima è che FdI e quindi Giorgia Meloni guideranno la coalizione, la seconda è una sorta di patto anti-inciucio che impedisca nuovi governi con M5S e PD, spostando definitivamente l’asse lontano dal centro e sempre più a destra.

Un incontro tra Salvini, Berlusconi, Lupi e Cesa si è svolto giovedì scorso, segnando la loro alleanza per la campagna elettorale, l’accordo tra FI, Lega, Udc e Noi per l’Italia è quasi chiuso ma la grande assente era proprio Giorgia Meloni. Non è certo che Lega, Forza Italia e gli altri cedano e possano dare in mano le chiavi del prossimo Parlamento a FdI. Addirittura nel Centrodestra c’è chi sta già studiando la lista dei ministri, questa volta definire chiudere tutto in anticipo e in maniera netta, senza scherzi post-elezioni.

La corsa al voto è iniziata e i partiti sono pronti da mesi. Qualcuno tifa ancora in un pareggio alle urne che permetta nuovamente, in maniera rocambolesca, di veder tornare a palazzo Chigi l’uomo più gradito in Europa, Mario Draghi.