Dopo la siccità i danni del maltempo. L’allarme di Coldiretti

Colpito in particolare il nord del Paese. Devastati campi di masi, vitigni e anche gli animali da pascolo. La situazione è critica, avvertono da Coldiretti. 

Coldiretti ha diffuso i dati relativi alle ultime ondate di maltempo che hanno colpito il nord dell’Italia. Violenti acquazzoni preceduti da pesanti grandinate che tra l’altro non hanno contribuito a riempire i bacini idrici né a risollevare le coltivazioni dalla mancanza di acqua.

In soli tre giorni si sono verificati ben 103 eventi estremi in Italia tra grandinate, nubifragi, trombe d’aria, bombe d’acqua e tempeste di vento che hanno colpito a macchia di leopardo le regioni del centro nord Italia provocando danni nei centri urbani e in campagna“, è quando si evince dall’analisi dell’European severe weather database (Eswd)

Per Coldiretti “siamo di fronte a una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo“. Colpite soprattutto le campagne con le coltivazioni di mais, foraggi, vigneti e alberi da frutto ma anche danni alle coperture di fabbricati e capannoni delle aziende agricole con danni per milioni di euro.

DISTRUTTI INTERI RACCOLTI

La caduta della grandine nelle campagne – continua Coldiretti – è la più dannosa in questa fase stagionale per le perdite irreversibili che provoca alle coltivazioni nei campi proprio alla vigilia della raccolta, mandando in fumo un intero anno di lavoro. Un evento climatico avverso che si ripete sempre con maggiore frequenza ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio anche più grandi di una palla da tennis“.

Si registra tra l’altro “l’aggravarsi del bilancio dei danni provocato dalla la siccità che ha un impatto devastante sulle produzioni nazionali che fanno fatto stimare un calo del 10% della produzione agricola nazionale“.

DANNI IN LOMBARDIA E FRIULI

Le zona colpite sono in particolare quelle del Friuli Venezia Giulia dove a Pordenone nei comuni di Roveredo in Piano, San Quirino, Fontanafredda e Vivaro il forte vento accompagnato dalla grandine secondo la Coldiretti ha distrutto vigneti, il mais, la soia, i frutteti. In Emilia Romagna nel piacentino in Alta Val Tidone la grandine ha spaccato molti chicchi di uva prossimi alla maturazione e si rischia un calo delle rese fino al 60%.

Fortemente danneggiata anche la regione Lombardia dove la grandine caduta nell’are dell’Oltrepo Pavese ha danneggiato i vitigni nei comuni di Santa Maria della Versa e Castana, con danni fino all’80% sull’uva quasi matura. Nella zona di Brescia si segnalano devastazioni in Valcamonica con pascoli completamente distrutti dalla violenza delle tempeste e della bomba d’acqua mentre è esondato il torrente Re con intere famiglie evacuate; la grandine ha investito anche gli alpeggi della Val Grigna, oltre che la zona dell’alto Garda, sempre nel Bresciano, a Pertica Bassa, con gravi conseguenze su mais, zucche, zucchine e piante da frutta. Colpita anche la zona del Lodigiano, dell’area a ovest di Milano, di San Marco in Valtellina vicino Bergamo e la Brianza.

COLPITI ANCHE PIEMONTE E CENTRO ITALIA

I danni nel Piemonte sono in particolare verso Vercelli, tra Trino, Tronzano, Bianzè, Fontanetto Po e Ronsecco dove sono stati quasi distrutti i campi di mais, mentre a Cuneo i comuni di Farigliano, Piozzo, Carrù e Dogliani ci sono danni ai vigneti , dal 70 al 90% e ai noccioleti e quella di Cavour, in provincia di Torino, dove a farne le spese è il mais e anche qualche frutteto non coperto dalle reti antigrandine.

La grandine ha fatto danni anche nelle Marche colpendo vigneti, oliveti e orti soprattutto tra le province di Macerata, Fermo e Ascoli ma anche in Abruzzo tra Chieti e Pescara” conclude Coldiretti.