Il piccolo Archie è morto. La mamma:«Ha combattuto fino alla fine»

Sono state interrotte le cure per il piccolo Archie Battersbee, il ragazzino inglese di 12 anni in coma irreversibile da mesi. Per i medici non c’era più nulla da fare, i genitori non si sono rassegnati fino alla fine

Il piccolo Archie Battersbee si trovava in cura presso London Royal Hospital ed era in stato di coma irreversibile, ormai da mesi. Il dodicenne inglese è stato ritrovato privo di conoscenza in casa sua dalla mamma. Il motivo del tragico evento sta nel tentativo, da parte di Archie, di replicare un gioco diventato virale sui social. Giochi e challenge, che ormai, sempre più, a livello globale, stanno diventando un vero e proprio pericolo per i nostri ragazzi.

Archie e sua madre-meteoweek.com

Secondo i medici, non c’era più nulla da fare e l’unica soluzione sarebbe stata ormai quella di staccarlo dai macchinari che lo tenevano in vita. Decisione che era stata condivisa dalla giustizia: i giudici avevano infatti approvato, con ben due sentenze, la procedura. Questo nonostante i continui ricorsi della famiglia, che avrebbe voluto, invece, attendere ancora e continuare a tenerlo in vita.

Dopo una battaglia legale, che si è mostrata lunga quanto estenuante, oggi sono state definitivamente staccate le macchine che hanno tenuto in vita Archie Battersbee. La famiglia del piccolo aveva fatto una richiesta, che però era stata rifiutata dal giudice. I familiari di Archie, infatti, volevano che il piccolo venisse trasferito in un hospice vicino alla loro dimora in Essex, affinché gli venisse garantito un “ricovero dignitoso”, durante le sue ultime ore di vita.

Inizialmente, i genitori del piccolo Archie avevano richiesto di poter garantire al bambino una morte naturale. Quando hanno capito che non era possibile, in quanto, come stabilito dai medici, il 12enne era di fatto cerebralmente morto, hanno richiesto una morte più dolce per il loro bambino.

A causare i danni cerebrali, che hanno portato Archie Battersbee a morire, è stata una sfida social. Le cosiddette “challenge”, che sempre di più preoccupano genitori e adulti. Sfide a volte scriteriate, dove le conseguenze non vengono nemmeno prese in considerazione. Il cervello di Archie è rimasto a lungo privo di ossigeno e le conseguenze, purtroppo, sono state gravissime e irreversibili.

«Non c’è possibilità che si svegli». Con queste parole il giudice aveva ordinato che venisse staccata la spina per Archie Battersbee. La famiglia non si è mai arresa all’idea e ha sempre dichiarato che Archie era un combattente e ce l’avrebbe fatta. Purtroppo, le cose non sono andate come speravano.