Roberta Repetto morta dopo un intervento eseguito sul tavolo di una cucina: condannati dottore e “santone”

Il medico Paolo Oneda e il “santone” Paolo Bendinelli hanno ricevuto una condanna a 3 anni e 4 mesi. Roberta Repetto fu operata due anni fa sul tavolo di una cucina senza l’uso di alcuna anestesia. 

Hanno ricevuto una sentenza che li condanna a tre anni e quattro mesi. Si tratta del medico Paolo Oneda, di Brescia, e del “santone” del centro olistico Anidra di Borzonasca, in provincia di Genova, Paolo Bendinelli.

Roberta Repetto-meteoweek.com

I giudici hanno condannato i due uomini perché considerati responsabili del decesso di Roberta Repetto, docente di 40 anni che fu operata chirurgicamente a un neo, ma il cui intervento fu eseguito sul tavolo di una cucina del suddetto centro olistico. Per un paio di anni, la donna veniva sottoposte a cure a base di tisane zuccherate e meditazione.

Da quanto appurato, Repetto è morta per via delle metastasi provocate da un cancro mai curato in modo corretto. La donna, infatti, si era affidata alle cure del santone e del medico in questione, che per due anni le hanno indicato “terapie” a base di meditazione e sedute di psicologia con la dottoressa Paola Dora, poi assolta nel processo.

La condanna di Bendinelli e Oneda è invece per omicidio colposo. Li hanno tuttavia assolti da altre due accuse, quelle di violenza sessuale e circonvenzione di incapace.

Cosa è successo

Roberta Repetto, docente di 40 anni, aveva deciso di affidarsi, per le cure, al centro olistico di Bendinelli, nel 2019. L’agonia della donna sarebbe cominciata, secondo le accuse, dopo l’operazione a un neo praticata da Oneda sul tavolo da cucina senza alcun genere di anestesia. Alla donna avevano asportato un neo alla schiena, e il dottore le mise dei punti e raccomandò a Repetto di bere tisane e fare meditazione come “purificazione spirituale”.

Durante l’anno, la donna continuava ad avvertire dolori molto forti. Il medico e Bendinelli le dicevano che erano sintomi del fatto che l’intervento chirurgico aveva avuto effetto. A denunciare l’accaduto erano stati i familiari di Roberta.

Dopo la morte della donna, è partita un’inchiesta che ha condotto all’arresto dei due uomini. Denunciata a piede libero la psicologa Paola Dora, poi assolta.