Covid, creata in laboratorio nuova variante mortale del virus. Allarme dal mondo scientifico: “Si gioca col fuoco”

In un laboratorio americano una squadra di ricercatori ha creato una nuova variante mortale del Covid, testandola sui topi.

Ma nel mondo scientifico c’è chi condanna questa pratica giudicandola pericolosa e potenzialmente foriera di una nuova pandemia.

Creata in un laboratorio della Boston University una nuova variante mortale del Covid, I ricercatori hanno combinato il ceppo originale del virus (quello di Wuhan) con la variante Omicron. Una parte della comunità scientifica ha condannato la manipolazione del virus, definendola “pericolosa”.

L’esperimento è stato condotto in uno dei tredici laboratori di livello 4 di biosicurezza presenti negli Usa, autorizzati a trattare gli agenti patogeni più pericolosi.

L’esperimento sul nuovo ceppo mortale del Covid

I dettagli della ricerca, che sembra non essere stata sottoposto a peer review, sono stati rivelati dal quotidiano britannico ‘Daily Mail’. Stando alle rivelazioni del giornale, il team dei ricercatori di Boston ha estratto la proteina spike della mutazione Omicron, cioè la struttura unica che va a legarsi alle cellule umane, collegandola poi al ceppo originale apparso per la prima volta a Wuhan nel 2020.

Gli scienziati hanno creato così una nuova variante ibrida, definita Omicron S. I ricercatori l’hanno testata successivamente sui topi, sui quali la variante ingegnerizzata è stata letale nell’80% dei casi. Al contrario, un gruppo simile di topi era sopravvissuto al ceppo Omicron standard, manifestando solamente sintomi lievi.

Le paure degli scienziati

Il mondo scientifico si divide sulla manipolazione del virus che ha originato la catastrofica pandemia. A lanciare l’allarme è Richard Ebright, chimico della Rutgers University di New Brunswick, nel New Jersey, secondo il quale questa ricerca potrebbe innescare una prossima pandemia”. Gli fa eco Shmuel Shapira, uno dei principali scienziati del governo di Israele: “Si sta giocando con il fuoco – ha detto –, questa pratica dovrebbe essere totalmente proibita“.

È anche la posizione di David Livermore, che insegna microbiologia all’Università dell’East Anglia. Il professore ha sottolineato che data la elevata “probabilità che la pandemia di Covid abbia avuto origine dalla fuga di un coronavirus ingegnerizzato in laboratorio a Wuhan, questi esperimenti appaiono poco saggi“.

Mai gli scienziati della Boston University, autori della ricerca, si difendono. A loro giudizio è assai improbabile che il virus ibrido sia letale per gli esseri umani come lo è per i topi. Questo perché, a loro giudizio, la razza specifica di roditori impiegata per gli esperimenti sarebbe molto suscettibile alla forma grave della malattia di Covid. Infime, dicono, topi e esseri umani hanno risposte immunitarie parecchio differenti.