Calenda boccia la manovra ma tende la mano al governo: “Meloni ci incontri”

Carlo Calenda propone una contromanovra e chiede un incontro al premier Meloni per discutere dei provvedimenti da adottare.

Il leader del Terzo Polo si è smarcato così dalle altre forze di opposizione (M5s e Pd) pronte a scendere in piazza.

«Abbiamo proposto oggi una contromanovra molto dettagliata con coperture, costi, tempi di implementazione. Perché in politica si fa così, non si va in piazza sulla manovra, si propone quello che tu pensi sia giusto». Così il leader di Azione, Carlo Calenda, sulla manovra di bilancio varata dal governo Meloni. Il Terzo Polo ribadisce dunque la sua linea: una opposizione “sui contenuti” e non a prescindere, come sembrano aver scelto invece gli altri partiti di opposizione (pentastellati e dem in testa).

«E quello che noi pensiamo sia è giusto – aggiunge Calenda – è che in primo luogo questa manovra distribuisce mancette a tutti ma fallisce su due punti essenziali: il primo è il welfare, la sanità è a pezzi». Le vere emergenze per Calenda sono altre. «La spesa sanitaria con questa manovra e nei prossimi tre anni, e con la Nadef, raggiungerà un -15%. Questo vuol dire che già oggi i tempi per fare una tac, che sono 13 mesi, si allungheranno. Gli italiani oggi che spendono 40 miliardi e rotti per saltare le liste d’attesa. Questa è la vera emergenza su cui vanno messi i soldi».

Calenda: cancellare il reddito di cittadinanza, tornare al Rei

Il Terzo Polo trova timida la manovra anche sul welfare familiare, dove «Meloni fa un intervento molto ridotto perché servono 6 miliardi. Aveva promesso 6 miliardi, e noi mettiamo 6 miliardi».

Ci sono poi gli altri provvedimenti della “contromanovra”. Come «il ripristino di Impresa 4.0 con l’allargamento all’ambiente, la cancellazione del reddito di cittadinanza e il ritorno al REI (Reddito di inclusione, ndr), che era molto più efficace, copriva la platea giusta: quelli che non possono lavorare». Infine Calenda torna a proporre un price cap nazionale contro il caro energia.

Questo perché «il credito d’imposta non funziona, perché le piccole imprese e le famiglie prima devono pagare, poi vengono rimborsati». Italia Viva e Azione propongono invece di «usare gli stessi soldi per mettere un tetto al costo dell’elettricità e al costo del gas che di fatto lo diminuisce del 50%».

Calenda poi chiede a Giorgia Meloni «un incontro nelle prossime ore». «L’opposizione deve essere costruttiva – spiega – , deve cercare di migliorare le cose, non giocare al tanto peggio tanto meglio. Abbiamo sempre fatto così». D fronte a chi gli fa notare che M5s e Pd si stanno già mobilitando per andare in piazza, Calenda risponde: «Non è questo il modo in cui si fa politica». Le altre forze di opposizione si stanno mobilitando «senza spiegare cosa farebbero loro. Ma in che Paese al mondo succede?».