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Udinese-Inter: probabili formazioni, precedenti e curiosità

Udinese e Inter si sfidano nel tardo pomeriggio in occasione dell’ultima giornata del girone di andata. Calcio d’inizio alle 18 alla “Dacia Arena”: le probabili formazioni, i precedenti e le curiosità.

Udinese e Inter in campo oggi alle 18

Ruolini di marcia opposti tra Udinese e Inter nelle ultime otto partite: friulani a digiuno di successi dall’8 dicembre (3-2 sul campo del Torino), lombardi sconfitti solo una volta (dalla Sampdoria il 6 gennaio scorso).

Profondamente differenti anche gli obiettivi dei due club: i bianconeri sono invischiati nella lotta per non retrocedere mentre i nerazzurri sono in piena corsa per il titolo.

Chi la spunterà? Il verdetto, come sempre, è affidato al campo con il favore del pronostico che – almeno sulla carta – pende nettamente verso Lukaku e compagni.

Squadre in campo alla “Dacia Arena” alle 18: arbitra Maresca.

Le probabili formazioni

Qui Udinese. Complicato il recupero di Nuytinck: in caso di forfait è pronto Bonifazi. Due i dubbi per Gotti: Zeelegar-Molina sulla fascia sinistra e Nestorovski-Lasagna in attacco al fianco di Pereyra.

Qui Inter. Squadra vincente non si cambia. Salvo sorprese, Conte confermerà l’undici che ha superato la Juventus senza risparmiare i titolari in vista del derby di martedì prossimo di Coppa Italia contro il Milan.

UDINESE (3-5-2): Musso; Becao, Bonifazi, Samir; Stryger, De Paul, Arslan, Mandragora, Zeegelaar; Pereyra, Lasagna. Allenatore: Gotti.

INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Vidal, Young; Lukaku, Lautaro Martinez. Allenatore:  Conte

Arbitro: Fabio Maresca della sezione di Napoli. Assistenti: Imperiali e Di Vuolo. Quarto uomo: Fourneau. Var: Aureliano. Assistente Var: Mondin.

Udinese-Inter: precedenti

Quello di oggi sarà il confronto numero 95 tra le due formazioni. Il bilancio delle gare giocate è favorevole dell’Inter con 47 successi contro i 21 dell’Udinese e 26 pareggi a completare il quadro.

Un trend che si conferma nelle sfide recenti tra le due squadre: con 9 successi nerazzurri negli ultimi 11 incontri di Serie A e cinque clean sheet consecutivi in campionato: qualora fallisse nuovamente l’appuntamento col gol, l’Udinese eguaglierebbe la sua striscia più lunga senza reti all’attivo contro una qualsiasi avversaria del massimo torneo.

A Udine, i friulani ha raccolto un solo punto nelle ultime sette gare interne contro l’Inter in Serie A rimediando ben 6 sconfitte.

Stato di forma

40 punti e secondo posto in classifica per l’Inter che affronterà i bianconeri dopo la vittoria casalinga contro la Juventus. I ragazzi di Gotti non vincono dall’8 dicembre scorso (4 sconfitte e altrettanti pareggi) ma sono reduci dal confortante 1-1 nel recupero infrasettimanale contro l’Atalanta.

L’attacco nerazzurro è il migliore del campionato: 45 i gol segnati in queste prime 18 giornate (solo il Bayern Monaco ha fatto meglio con 48 nei Top-5 campionati europei in corso): per risalire a un girone d’andata di un campionato a 20 squadre in cui i nerazzurri hanno fatto meglio bisogna tornare al 1951/52 (48 gol nelle prime 19 giornate).

Con 17 punti conquistati dopo 18 giornate, i friulani occupano il 15esimo posto in classifica con un bilancio di 4 vittorie, 5 pareggi e 9 sconfitte e un parziale di 20 gol fatti e 28 subiti.

Curiosità

L’ultima sfida tra le due formazioni è stata decisa dalla doppietta di Romelu Lukaku, miglior marcatore nerazzurro con 12 gol segnati e 3 assist serviti in Serie A.

Nicolò Barella ha segnato cinque gol in questo campionato: l’ultimo centrocampista centrale italiano dell’Inter in grado di fare meglio in un singolo campionato di Serie A TIM fu Nicola Berti nel 1988/89 (sette centri nell’anno dello Scudetto dei Record)

Tra gli ex della sfida Samir Handanovic e Alexis Sánchez, che hanno esordito nel massimo campionato italiano con la maglia dell’Udinese: per loro rispettivamente 182 presenze e 95 presenze con i bianconeri.

La prima rete fuori casa di Marcelo Brozovic in Serie A è stata siglata proprio contro l’Udinese nel dicembre 2015 – due gol in totale contro i friulani per il croato che nella sfida di maggio 2018 ha fornito per la prima volta in Serie A due assist in un match (la seconda è stata nel pareggio contro la Roma del 10 gennaio).

Allenatori a confronto

Questo sarà il secondo confronto in Serie A tra Antonio Conte e Luca Gotti dopo il successo nerazzurro nella gara di ritorno della scorsa stagione. Il tecnico dell’Inter mai sconfitto dall’Udinese: otto vittorie su nove sfide  e un pareggio contro i friulani.

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Gotti sprona l’Udinese: “Contro l’Inter unità e compattezza”

Test probante per l’Udinese dopo il buon pari nel recupero di mercoledì: domani alla “Dacia Arena” arriverà l’Inter. Le dichiarazioni pre-partita del mister bianconero Luca Gotti.

Luca Gotti, allenatore dell’Udinese

Udinese e Inter in campo domani alle 18 alla “Dacia Arena”.

Ultimo turno del girone d’andata: entrambe le squadre, pur con obiettivi diametralmente opposti, puntano a conquistare un risultato positivo.

Gotti: “Inutile presentare l’Inter”

Per uscire imbattuto all’Udinese servirà una prestazione perfetta. Luca Gotti ne è consapevole.

“E’ inutile presentare l’Inter, tutti sanno che viene da una partita contro la Juve che può dare linfa ed energia. Anche l’Atalanta era venuta qui in ottimo stato di salute quindi non dobbiamo pensare a quello. Se vogliamo basarci su indicazioni concrete possiamo fare tesoro di quello che ci è capitato nell’ultima partita contro di loro lo scorso anno. Siamo stati bravi per 70 minuti poi, al primo episodio, l’Inter era andata avanti e ci siamo disuniti per poi spaventarci prendendo il secondo gol prima di ricominciare ad avere un ottimo atteggiamento ma, intanto, i buoi erano scappati. Allora la bravura e la crescita della mia squadra devono stare nel non accontentarsi delle buone prestazioni e del buon atteggiamento ma gestire meglio gli episodi perché è quello che ti fa fare bottino”, ha detto il tecnico friulano.

“Compattezza e unità”

“Mi aspetto, ovviamente, lo stesso atteggiamento di mercoledì, con compattezza, unità e voglia di lavorare insieme. La partita è simile ma non uguale perché l’Inter è una squadra molto forte ma con caratteristiche diverse, concede e chiude delle situazioni diverse rispetto all’Atalanta quindi noi dobbiamo saper leggere in maniera diversa le condizioni specifiche che ci saranno in campo”.

La formazione di Gotti

L’allenatore dell’Udinese non si sbilancia sull’undici titolare.

“Abbiamo 24 ore ancora dall’inizio della partita di domani e mi prenderò tutto il tempo a disposizione per valutare il recupero di chi ha giocato più minuti o gli acciacchi e sulla base di questo deciderò con serenità”.

Nuytinck e Walace

Nuytinck è molto vicino al rientro in campo. Walace oggi non si è allenato ma per entrambi ci sarà un test domani mattina che mi darà qualche risposta”.

Il bilancio dell’andata

Il mister bianconero non nega qualche rimpianto legato ai risultati negativi nelle gare in cui i bianconeri avrebbero meritato di più.

“L’Udinese poteva di sicuro far meglio sotto il profilo dei punti per quanto fatto concretamente fatto vedere in campo con le prestazioni. Sul dovere, a parole, magari, è molto facile fare calcio, la realtà è fare i conti con le condizioni reali di salute e fisiche dei calciatori in relazione al tipo e a un numero incredibile di infortuni che ci è capitato in questi mesi”.

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Conte mette in guardia i suoi: “Non sottovalutiamo l’Udinese”

Campionato di Serie A al giro di boa. Domani inizia l’ultima giornata del girone d’andata: l’Inter di Antonio Conte scenderà in campo alle 18 alla “Dacia Arena” contro l’Udinese. Le parole del tecnico nerazzurro nella conferenza stampa della vigilia.

Il tecnico dell’Inter Antonio Conte

L’Inter prosegue il suo inseguimento al vertice della classifica. Domani la squadra nerazzurra è attesa dall’Udinese in occasione della diciannovesima giornata di campionato. Calcio d’inizio alla “Dacia Arena” alle 18.

Conte: “Non sottovalutiamo la gara”

Alla vigilia della trasferta contro i bianconeri, il mister salentino invita i suoi a non allentare la tensione.

“Non bisognerebbe mai affrontare con superficialità nessuna squadra del campionato italiano. L’Udinese è una squadra fisica, con una propria identità, ha dei giocatori di gamba sia nella qualità che nelle ripartenze. Non è un gara da sottovalutare, ci aspettiamo una partita dura sotto tutti i punti di vista. L’abbiamo visto mercoledì contro l’Atalanta: l’Udinese può creare difficoltà a chiunque”, ha detto il tecnico nerazzurro.

Per l’ex allenatore del Chelsea, un errore da non commettere è prendere sotto gamba i friulani.

“Per una squadra come l’Inter è sempre importante confermarsi. Come ho sempre detto, per storia e per tradizione, chi gioca nell’Inter deve avere l’ambizione di puntare sempre al massimo. Sappiamo benissimo che domani si ricomincia, ci sono tre punti in palio contro un’ottima squadra, bisognerà essere al 110% e affrontare tutte le situazioni nella stessa maniera di come abbiamo fatto con la Juventus”.

“Siamo sulla strada giusta”

Il successo nell’ultimo turno nel Derby d’Italia contro la Juventus ha rappresentato un’iniezione di fiducia per tutto lo spogliatoio.

“E’ inevitabile che quando batti squadre forti come la Juventus devi fare un’ottima partita e devi sbagliare pochissimo. Noi siamo stati bravi a fare questo tipo di partita, a sfruttare i loro punti deboli e a non commettere errori particolari. La sfida di domenica ci ha dato tre punti in classifica, ci ha fatto capire che siamo sulla strada giusta, ma dobbiamo lavorare ancora di più”.

Sette squadre al top

L’allenatore dell’Inter si è poi soffermato sui primi verdetti espressi dal campionato di Serie A a 90 minuti dal termine del girone di andata.

“Considero e ho sempre considerato questo campionato con sette squadre che possono giocare per un duplice obiettivo: scudetto e qualificazione alla Champions League. Penso che il girone di andata abbia confermato il mio pensiero: c’è chi ha viaggiato con un passo più spedito e chi no. Ma le mie impressioni sono state confermate”.

Conte: “Attacchiamo con tutti”

Non solo Lukaku e Lautaro Martinez: l’allenatore nerazzurro ha sottolineato le qualità realizzative dell’intera rosa a sua disposizione.

“Nelle mie squadre non segnano solo gli attaccanti. Attacchiamo con tanti giocatori, con gli esterni, con i centrocampisti e anche con i difensori. I due attaccanti sono il nostro terminale offensivo dove confluisce il nostro gioco però la caratteristica di questa squadra, anche l’anno scorso, è di coinvolgere tutti i calciatori nella fase offensiva”.

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Bastoni, slitta il rinnovo con l’Inter. L’agente: “E’ fortissimo, può aspettare”

Rinviato a data da destinarsi il rinnovo del contratto tra Alessandro Bastoni e l’Inter. L’agente del calciatore, intervenuto oggi a Rai Radio1 Sport, ha svelato le ultime news sulla trattativa con la società nerazzurra.

Alessandro Bastoni, 21 anni, difensore dell’Inter

Tullio Tinti, agente di Alessandro Bastoni, è intervenuto oggi a Rai Radio 1 Sport per fare il punto sulla trattativa con l’Inter per il rinnovo del contratto del giocatore.

Il difensore, 21 anni, è diventato un punto fermo dell’undici di mister Antonio Conte a suon di buone prestazioni che gli sono valse anche la prima chiamata in azzurro nel corso del 2020.

Bastoni e l’Inter: la situazione

Un paio di mesi fa, l’Inter e il giocatore avevano manifestato la volontà di prolungare il matrimonio calcistico. Entro la fine dell’anno, le parti erano pronte ad ufficializzare l’accordo ma la firma è slittata, probabilmente a causa dei rumors sulla possibile cessione della società a cui starebbe lavorando la famiglia Zhang.

Il contratto scade nel 2023 e il procuratore del calciatore non ha fretta: “Il rinnovo? Siamo fermi in questo momento, c’è una situazione economica generale che non è florida. Non è il momento di trattare per i rinnovi, quindi aspetteremo. Ma il problema non sussiste: il calciatore è bravo, può anche aspettare”, ha detto Tullio Tinti nel suo intervento all’emittente radiofonica.

“Nessuno come lui”

L’agente ha poi speso parole d’elogio per l’ex Parma e Fiorentina, capace di conquistare in breve tempo il gradimento dello staff tecnico e anche della tifoseria nerazzurra.

Bastoni è un predestinato. Non ho mai visto nessuno giocare ai suoi livelli alla sua età. Se non forse Maldini“, ha aggiunto Tinti, folgorato dal lancio illuminante del centrale che ha mandato in gol Barella contro la Juventus.

“Davanti ha un futuro radioso e se lo merita” ha poi concluso l’agente del giocatore.

La carriera nei club

Alessandro Bastoni è nato a Casalmaggiore (Cremona) il 13 aprile del 1999. È figlio di Nicola Bastoni, ex calciatore professionista Proprio il padre, ex terzino della Cremonese, lo ha avvicinato al calcio.

I primi passi però li ha mossi nelle giovanili dell’Atalanta.

Nella stagione 2016-2017 viene aggregato alla prima squadra guidata da Gian Piero Gasperini. L’esordio da professionista avviene il 30 novembre 2016, a 17 anni, nella gara di Coppa Italia vinta per 3-0 contro il Pescara.

Il 22 gennaio 2017 debutta invece in Serie A con i bergamaschi, nell’incontro vinto di misura contro la Sampdoria. Termina la stagione con 3 presenze in Serie A.

Nell’estate del 2017 viene acquistato dall’Inter, rimanendo tuttavia alla formazione orobica in prestito. Nella stagione successiva viene inserito in prima squadra dall’Atalanta e colleziona 4 presenze in campionato.

Nella stagione successiva, la società milanese rescinde anzitempo l’accordo con l’Atalanta, girando il calciatore in prestito al Parma. Il giovane difensore conquista in breve la fiducia del tecnico D’Aversa, venendo spesso schierato come difensore centrale titolare al fianco di Bruno Alves. Il 5 maggio 2019 realizza la prima rete in Serie A,  nel pareggio del Parma per 3-3 contro la Sampdoria. Conclude la stagione con 24 presenze in campionato.

Tornato all’Inter per fine prestito, viene confermato nella rosa guidata dal neo allenatore Antonio Conte. Esordisce con i nerazzurri il 28 settembre 2019, a 20 anni, nella partita di Serie A vinta 3-1 in trasferta contro la Sampdoria. Durante la stagione trova spazio anche a scapito del più esperto Diego Godin e il 19 gennaio 2020 realizza il suo primo gol in nerazzurro, nella partita pareggiata 1-1 in casa del Lecce.

Il 27 febbraio fa il suo debutto nelle competizioni europee, in occasione della gara di ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League contro il Ludogorets, vinta 2-1. Il 28 giugno, in occasione della gara Parma-Inter, realizza il gol decisivo dell’1-2 che regala la vittoria ai nerazzurri. Termina la stagione disputando da titolare la finale di Europa League, persa 3-2 contro il Siviglia a Colonia.

All’inizio della stagione successiva, il 21 ottobre 2020, esordisce in Champions League entrando nella ripresa della prima partita della fase a gironi, pareggiata 2-2 in casa contro il Borussia Mönchengladbach.

 

 

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Il dramma di Bellugi dalla D’Urso: “Il Covid mi ha portato via le gambe”

Ha raccontato il suo dramma con la forza del campione che non vuole mai arrendersi. Mauro Bellugi, ex campione dell’Inter, è stato ospite ieri in tv al programma “Live – non è la D’Urso”. In studio anche la moglie e la figlia.

Mauro Bellugi ha subìto l’amputazione di entrambe le gambe

I grandi campioni, si sa, sono gli ultimi ad arrendersi. Anche di fronte ai peggiori ostacoli che la vita ci chiede di superare.

Mauro Bellugi, 70 anni, indimenticato calciatore dell’Inter, ha raccontato il suo drammatico calvario ieri su Canale 5 durante la puntata del programma “Live – non è la D’Urso”. Un mese fa, aveva rivelato di aver subìto l’amputazione di entrambe le gambe a causa del virus che lo avevano costretto a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico.

Il virus

Dopo aver scoperto di aver contratto il virus, Bellugi è stato ricoverato in ospedale il 4 novembre scorso. Con il passare dei giorni, però, le sue condizioni di salute si sono aggravate fino al giorno in cui i medici – a causa di alcune gravi complicanze – sono stati costretti a procedere all’amputazione degli arti inferiori per salvargli la vita.

“Il Covid mi ha tolto anche la gamba con cui feci gol al Borussia Moenchengladbach”, aveva confidato Bellugi con la sua consueta dose di ironia al giornalista Luca Serafini durante una videochiamata shock dall’ospedale dove era stato operato.

L’operazione

Oltre a lui, in collegamento dal lettino dell’ospedale, Barbara D’Urso ha invitato in studio Loredana e Giana, la moglie e la figlia del difensore che tutti ricordano anche per via della sua lunga esperienza da opinionista sportivo.

“Voglio ringraziare tutta Italia per il pazzesco affetto che ho ricevuto e poi volevo ringraziare la curva Nord dell’Inter che mi ha dedicato uno striscione fuori dall’ospedale”, le prime parole di Bellugi.

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“Grazie alla mia famiglia”

“Non mi è stata fatta l’anestesia totale perché avevo il Covid – ha poi aggiunto – Mi hanno riempito di morfina e vedevo elefanti e bisonti che correvano in camera mia, qui sei da solo e non c’è nessuno ed è stato molto brutto”.

“In quei momenti ho pensato che non ero più un ragazzino, ma poi ho detto: perché non andare avanti?” “Ne vengo fuori, verrò di nuovo qui la prima volta che avrò le protesi”, ha spiegato l’ex difensore dell’Inter.

“Ma senza mia moglie e mia figlia, forse non avrei firmato per l’intervento”, ha concluso Bellugi.

Mauro Bellugi tra la figlia Giada (a sinistra) e la moglie Loredana (a destra)

 

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L’Inter cambia nome e logo: ecco come si chiamerà la società nerazzurra

L’Inter cambierà nome e logo dall’inizio di marzo: la proprietà cinese ha deciso di rinunciare alla denominazione Football Club Internazionale Milano per costruire un nuovo logo. Ecco come si chiamerà la società nerazzurra.

L’Inter cambierà nome dal primo marzo (foto sito ufficiale Inter.it)

Non più Football Club Internazionale Milano ma semplicemente Inter Milano.

La proprietà cinese della società nerazzurra ha deciso di cambiare nome al club: la nuova denominazione sarà ufficiale dal primo di marzo quando verrà reso noto anche un logo rinnovato che graviterà proprio intorno alle iniziali I e M.

La scelta dell’Inter

Come ha anticipato “La Gazzetta dello Sport”, la società sta lavorando da tempo al restyling del nome e del logo. L’idea è quella di creare una riconoscibilità più immediata anche per i tanti fans della squadra che vivono all’estero.

“Football Club Internazionale Milano”, dunque, sta per andare in pensione per fare spazio a “Inter Milano”. Il cambiamento ruoterà intorno a una campagna promozionale che coinvolgerà non soltanto i giocatori in attività ma anche tanti campioni che hanno scritto la storia nerazzurra nel recente passato.

Svolta generazionale

La novità, ovviamente, non cambierà le carte in tavola ma rappresenta una svolta generazionale piuttosto importante.

Già, perché scomparirà la scritta “Internazionale” nell’epoca di un calcio sempre più globale per lasciare il posto a Inter Milan, I e M appunto, molto più diretto e riconoscibile su tutti i lati del pianeta.

Curioso che la famiglia Zhang abbia deciso di procedere al cambio di denominazione proprio nel momento in cui non si placano le voci di una possibile cessione del pacchetto di maggioranza del club.

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Arriva anche il nuovo sponsor

Intanto, oltre a nome e logo, la società milanese si prepara a sostituire anche lo sponsor principale presente sulle magliette da diversi anni. Com’è noto, a fine stagione scadrà il contratto con lo storico marchio “Pirelli”. Al suo posto dovrebbe arrivare “Evergrande Group”, la seconda azienda di sviluppo di vendite immobiliari in Cina.

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Pirlo boccia tutti: “Non potevamo fare peggio di così”

La Juventus esce a mani vuote da San Siro, battuta 2-0 dall’Inter di Antonio Conte. Bianconeri poco pericolosi e penalizzati dalle tante assenze. Il rammarico di Andrea Pirlo a fine gara.

Vidal e Barella hanno consentito all’Inter di mettere le mani sul Derby d’Italia numero 175. Ma la Juventus ha opposto poca resistenza: i bianconeri sono incappati in una prestazione negativa e non si sono quasi mai resi pericolosi dalle parti di Handanovic.

Deluso e arrabbiato il tecnico della Juventus che a fine gara ha bocciato tutti.

Pirlo: “Atteggiamento sbagliato”

“Abbiamo sbagliato l’atteggiamento, fin dall’inizio. Quando in queste partite non hai la rabbia per vincere i duelli diventa difficile. Non siamo scesi in campo, siamo stati troppo passivi e quando non sei aggressivo vai incontro a queste partite. È una brutta partita, non ce l’aspettavamo e non potevamo fare una partita peggiore di questa”.

“Ci siamo abbassati, siamo stati timorosi, avevamo paura del gioco d’attacco dell’Inter, quindi nella testa abbiamo pensato solamente a fare la fase difensiva, neanche troppo aggressiva e avevamo poi poco spazio per avere in mano la partita. Quando non hai in mano la partita e dai il campo a loro per il contropiede poi diventano devastanti”.

“La mia notte peggiore”

“La notte peggiore da quando guido la Juventus? Sì, è una brutta sconfitta, non ce l’aspettavamo, non potevamo fare una partita peggiore di questa, però adesso dobbiamo rialzare la testa perché mercoledì ci giochiamo una finale” (c’é la Supercoppa Italiana contro il Napoli, ndr)

“Sono arrabbiato perché in queste partite devi mettere la stessa voglia e la stessa rabbia degli altri per poter essere sullo stesso livello, poi le qualità dei singoli vengono a parte. La foga agonistica in queste partite va messa alla pari, non l’abbiamo messa fin dall’inizio e poi il risultato è questo”.

Ambizioni intatte

Un k.o. che fa male ma che secondo l’ex centrocampista della Nazionale non cambierà gli obiettivi della Juventus.

“Le nostre ambizioni rimangono le stesse, è un passo falso contro una squadra importante, però in un lungo percorso capita di avere questi passi falsi. Peccato perché avevamo una serie positiva da portare avanti. Un atteggiamento così però non può capitare a una squadra come la Juventus che deve venire qui con una certa ambizione, quella di proporre il nostro gioco, invece siamo stati troppo timorosi, troppo in balia delle loro giocate, abbiamo pensato poco a fare le nostre”.

Fase offensiva bocciata da Pirlo

Per ritrovare la strada della vittoria, la Juve non dovrà ripetere la prestazione offensiva di questa sera.

“Siamo stati troppo lenti nel far girare la palla e lo abbiamo fatto soprattutto facendo girare i difensore, invece dovevamo farla girare tramite i centrocampisti per portarli da una parte all’altra e provare a fare l’uno contro uno di Chiesa da una parte con l’inserimento di ramsey tra le linee dall’altra, per portare fuori uno dei loro centrali. Quello non abbiamo fatto perchè se giri sempre da dietro con i tre difensori loro fanno presto a sistemarsi, invece non è stato così. Siamo passati poco dai centrocampisti, abbiamo trovato pochi passaggi fltranti tra le mezzale, loro si chiudevano bene, quindi se giri sempre da dietro poi il gioco diventa troppo lento e attendibile da parte dell’Inter”.

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Conte fa i complimenti ai suoi: “Partita quasi perfetta”

Tre punti pesanti per l’Inter che batte la Juventus a San Siro grazie ai gol di Vidal e Barella. Soddisfatto Antonio Conte nel post-partita, non soltanto per i tre punti ma anche per la prestazione della sua squadra.

Antonio Conte, allenatore dell’Inter

Il tecnico dell’Inter ha fatto i complimenti ai suoi giocatori per la bella prova contro un’avversaria difficile.

I nerazzurri oggi hanno brillato in ogni reparto e hanno superato i Campioni d’Italia in carica grazie alle reti realizzate da Vidal nel primo tempo e da Barella nella ripresa.

Conte: “Partita quasi perfetta”

L’allenatore leccese ha speso parole d’elogio per l’approccio alla gara della sua squadra:

“Sicuramente è stata una vittoria importante. Quando vinci la partita contro la Juve significa che hai giocato una partita quasi perfetta. Sono molto contento perché i ragazzi hanno interpretato molto bene la gara, così come l’avevamo preparata. Sono contento per loro”.

Le prestazioni di Vidal e Barella

In sala stampa, l’allenatore nerazzurro ha parlato anche delle prestazione dei singoli, Vidal e Barella su tutti.

“Vidal? Arturo è un giocatore che sicuramente porta esperienza, personalità, qualità. E porta anche dei gol. Lui quest’anno ha avuto degli alti e bassi però ora ha una discreta condizione psico-fisica. Oggi, al di là del gol, ha disputato una buona partita. Sono contento per lui perché aveva bisogno di una prestazione di questa genere”.

“Barella oggi ha disputato una buonissima partita. Ha fatto esattamente quello che gli avevo chiesto ed è stato molto bravo e incisivo sotto tutti i punti di vista. Tante volte ha degli eccessi di generosità, spreca energia e perde dei palloni che potrebbero essere giocati meglio proprio perché è molto generoso. Ma stasera è stato perfetto sotto tutti i punti di vista”.

“Ora testa bassa e pedalare”

Messi in tasca i tre punti, l’ex c.t. della Nazionale esorta i suoi a non eccedere nei festeggiamenti e a restare concentrati.

“Ribadisco, quella di oggi è una vittoria importante perché conquistata contro la Juventus. Abbiamo grandissimo rispetto per una squadra che ha dominato negli ultimi 9 anni. Avevo chiesto ai ragazzi una prova di maturità, di iniziare a sentire il “sangue”, inteso a livello sportivo, in partite come queste. Oggi i miei ragazzi sono stati bravi, forti anche delle delusioni del passato. Ma una rondine non fa primavera, bisogna continuare così. Testa bassa e pedalare”.

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Inter-Juventus 2-0 | Tabellino | Cronaca della partita | Pagelle | Highlights

Il Derby d’Italia sorride all’Inter che batte la Juventus 2-0 nel posticipo serale. Nel primo tempo apre le marcature l’ex Vidal, nella ripresa raddoppia Barella. Sullo 0-0 rete annullata a Ronaldo. Tabellino, pagelle, cronaca della partita e highlights.

Arturo Vidal, autore del gol dell’1-0

Tre punti pesanti per la squadra di Antonio Conte che grazie al successo di stasera permette all’Inter di agganciare il Milan in testa alla classifica, in attesa del match di lunedì sera dei rossoneri a Cagliari.

Brutto k.o. per la Juve di Andrea Pirlo che non ha mai dato l’impressione di poter dare fastidio alla retroguardia nerazzurra.

La cronaca di Inter-Juventus

Inter-Juve, il Derby d’Italia per eccellenza, è sempre una partita speciale. Fuochi d’artificio nel cielo sopra San Siro negli istanti che precedono il calcio d’inizio. Ma in campo è la squadra di Conte che fa vedere le stelle ai bianconeri, imbrigliati dalla compattezza della retroguardia interista mostrata per quasi tutti i 90′ minuti.

I due allenatori confermano le indiscrezioni della vigilia e schierano le formazioni annunciate.

Pochi minuti dopo il fischio d’inizio, l’episodio decisivo che indirizza l’incontro. Rabiot riesce a ritagliarsi lo spazio per un tiro potente che trova i guantoni di Handanovic. La palla respinta dal portiere interista finisce sui piedi di Cristiano Ronaldo che insacca. La bandierina del guardalinee però è alzata e Doveri annulla il possibile vantaggio dei torinesi. E’ il 10′ minuto. Sul capovolgimento di fronte, Vidal dialoga bene con Barella che mette al centro un invitante traversone per il cileno. Lo stacco di testa da distanza ravvicinata del grande ex di turno è troppo angolato per Szczesny  che può solo raccogliere il pallone il rete.

E’ la svolta della partita: il vantaggio permette all’Inter di impostare la partita che voleva. I nerazzurri lasciano sfogare la Juve che si perde sempre al limite dell’area, fatta eccezione per un paio di conclusioni da fuori di CR7 che fanno il solletico ad Handanovic.

Sull’altro fronte, i ragazzi di Conte ripartono spesso in contropiede e creano sempre azioni pericolose: la Juve rischia troppo ma Lukaku e Lautaro Martinez vanno più volte vicini al raddoppio senza approfittarne. Bello il duello tra l’attaccante belga e Chiellini che fanno a sportellate con correttezza.

Squadre al riposo sull’1-0.

A inizio ripresa, il copione non cambia.  L’Inter dà sempre l’impressione di poter far male nelle ripartenze. Eccezionale al 51′ il lancio di 50 metri di Bastoni che pesca in avanti Barella con la difesa bianconera completamente scoperta. Il centrocampista della Nazionale controlla e batte Szczesny in uscita con un tiro potente sotto la traversa.

Il 2-0 taglia le gambe alla Juve e allora Pirlo prova a gettare nella mischia Kulusevski, Bernardeschi e McKennie. Ma l’Inter non concede un millimetro di spazio e le iniziative bianconere si infrangono regolarmente contro il muro difensivo nerazzurro.

L’Inter controlla il gioco e riparte. Lautaro Martinez fallisce ancora il tris, poi ci pensa il portiere della Juve a neutralizzare le altre opportunità create dai padroni di casa.

La Juve non riesce nemmeno a pungere: serata negativa per Cristiano Ronaldo e Morata. L’unico assalto, nel finale, porta la firma di Chiesa: conclusione potente e grande deviazione di Handanovic in calcio d’angolo.

Troppo poco per uscire indenni da San Siro: l’Inter vince 2-0 e conquista meritatamente i tre punti.

Il tabellino di Inter-Juventus

INTER (3-5-2): Handanovic (c) 6,5; Skriniar 6,5, De Vrij 7, Bastoni 7; Hakimi 6, Barella 7,5, Brozovic 6, Vidal 6,5 (76′ Gagliardini s.v.), Young 6 (72′ Darmian 6); Lukaku 6, Lautaro Martinez 5,5 (86′ Sanchez). Allenatore: Conte 7.

A disposizione: Padelli, Radu, Gagliardini, Sanchez, Kolarov, Sensi, Ranocchia, Perisic, Eriksen, Darmian, Pinamonti.

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny 6; Danilo 5, Bonucci 5, Chiellini (c) 6, Frabotta 6 (58′ Kulusevski); Chiesa 6, Rabiot 5 (58′ McKennie 6), Bentancur 5, Ramsey 5 (58′ Bernardeschi 5); Morata 5, Ronaldo 5. Allenatore: Pirlo 5.

A disposizione: Buffon, Pinsoglio, Garofani, Di Pardo, Demiral, Dragusin, Arthur, McKennie, Ranocchia, Fagioli, Bernardeschi, Kulusevski.

Arbitro: Daniele Doveri di Roma. Assistenti: Carbone e Peretti. Quarto uomo: Maresca. VAR: Calvarese. Assistente VAR: Alassio.

MARCATORI: Vidal (I) al 12′; Barella (I) al 51′.

NOTE: Ammoniti Young e Barella (I); Bonucci e Morata (J).

La classifica

Milan* e Inter 40 punti; Napoli* e Roma 34; Juventus* 33; Atalanta* 32; Lazio 31; Sassuolo 30; Verona 27; Sampdoria 23; Benevento 21; Bologna  20; Spezia e Fiorentina 18; Udinese* 16; Genoa 15; Cagliari* 14; Torino e Parma 13; Crotone 12.

* una partita in meno

Gli highlights

 

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Inter-Juventus 2-0: il Derby d’Italia è nerazzurro

Conto alla rovescia quasi terminato. Stanno finalmente per accendersi i riflettori su Inter e Juventus, in campo questa sera alle 20.45 a San Siro. L’ex Vidal sblocca la partita al 12′. Al 51′ raddoppia Barella. Seguite la diretta live.

Roberto Gagliardini e Cristiano Ronaldo

Cronaca in diretta

 

E’ finita: l’Inter batte la Juve 2-0 grazie ai gol di Vidal e Barella.

Doveri concede cinque minuti di recupero. Sempre 2-0 Inter.

87′: grande parata di Handanovic sulla conclusione di Chiesa.

86′: Spazio a Sanchez, esce Lautaro Martinez.

76′: infortunio per Vidal. Entra Gagliardini.

72′: Darmian prende il posto di Young.

71′: Lautaro Martinez si divora il tris. Destro a giro da ottima posizione, palla fuori.

67′: Ammonito Barella.

La Juve fatica a costruire occasioni, l’Inter è compatta e parte sempre pericolosamente in contropiede.

64′: Brozovic conclude sul fondo da buona posizione.

62′: Ammonito Morata per fallo su Bastoni.

62‘: Colpo di testa di McKennie, blocca Handanovic.

60′: Ammonito Young.

58′: Pirlo getta nella mischia Bernardeschi, Kulusevski e McKennie, escono Rabiot, Frabotta e Ramsey.

51′: GOL DELL’INTER. Lancio di 50 metri di Bastoni, la difesa della Juve è scoperta. Si inserisce Barella che fulmina Szczesny in uscita con un tiro che si infila sotto la traversa. 2-0!

Iniziato il secondo tempo. Nessun cambio, si riparte dall’1-0 per i nerazzurri.

Finisce la prima frazione con i padroni di casa in vantaggio.

38′: Travolgente discesa sulla destra del solito Barella, palla in mezzo per Lukaku che di prima intenzione calcia verso la porta. Szczesny blocca. Inter ancora vicina al secondo gol.

37′: CR7 da fuori area: destro potente ma centrale, blocca Handanovic.

35′: Primo giallo dell’incontro per Bonucci per fallo su Lautaro in mezzo al campo.

33′: Botta di Ronaldo da lontanissimo, palla in tribuna.

31′: Nuovo tentativo di Lautaro Martinez dal limite dell’area. Destro di poco fuori.

Trascorsa la prima mezz’ora del primo tempo, Inter sempre avanti 1-0.

Ora la Juve preme alla ricerca del pareggio, l’Inter si difende con ordine.

23′: Inter vicinissima al raddoppio. Lukaku in contropiede impegna severamente Szczesny, Lautaro Martinez si ritrova la palla sui piedi ma calcia incredibilmente alto con la porta spalancata.

La Juve accusa il colpo, l’Inter si chiude bene e controlla il gioco.

15′: Vidal ci riprova dal limite, palla altissima.

12′: GOL DELL’INTER! Vidal apre a destra per Barella, cross in mezzo per lo stesso cileno che anticipa Danilo e va in rete con un colpo di testa perfetto dal limite dell’area piccola. 1-0!

10′: Rete annullata alla Juve. Gran tiro da fuori area di Rabiot, respinto da Handanovic. Il tocco sotto misura di Ronaldo sulla ribattuta batte il portiere dell’Inter ma c’era la bandierina alzata. Dubbi sulla segnalazione del guardalinee.

7′: La prima occasione è per l’Inter. Punizione dai 25 metri di Brozovic da posizione centrale, palla a lato di un metro.

Partita iniziata a San Siro.

Derby d’Italia numero 175

Inter-Juve mette in palio tre punti cruciali per la volata scudetto. Nerazzurri e bianconeri si ritroveranno di fronte stasera alle 20.45 allo stadio “Meazza” di Milano.

Sarà il Derby d’Italia numero 175: i padroni di casa arrivano alla sfida al secondo posto in classifica con 37 punti,  la Juventus è quarta a quota 33 (ma deve recuperare la partita con il Napoli).

In campo scenderanno il miglior attacco della competizione (l’Inter è andata a segno 43 volte) e la miglior difesa (16 i gol subiti dalla Juventus, al pari di Napoli e Verona) e i due migliori marcatori della Serie A, Romelu Lukaku (12 reti) e Cristiano Ronaldo (15 gol).

La direzione della gara è affidata all’arbitro Daniele Doveri di Roma.

Il tabellino live

INTER (3-5-2): Handanovic (c); Skriniar, De Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Vidal (76′ Gagliardini), Young (72′ Darmian); Lukaku, Lautaro Martinez (86′ Sanchez). Allenatore: Conte.

A disposizione: Padelli, Radu, Gagliardini, Sanchez, Kolarov, Sensi, Ranocchia, Perisic, Eriksen, Darmian, Pinamonti.

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Danilo, Bonucci, Chiellini (c), Frabotta (58′ Kulusevski); Chiesa, Rabiot (58′ McKennie), Bentancur, Ramsey (58′ Bernardeschi); Morata, Ronaldo. Allenatore: Pirlo.

A disposizione: Buffon, Pinsoglio, Garofani, Di Pardo, Demiral, Dragusin, Arthur, McKennie, Ranocchia, Fagioli, Bernardeschi, Kulusevski.

Arbitro: Daniele Doveri di Roma. Assistenti: Carbone e Peretti. Quarto uomo: Maresca. VAR: Calvarese. Assistente VAR: Alassio.

MARCATORI: Vidal (I) al 12′; Barella (I) al 51′.

NOTE: Ammoniti Young e Barella (I); Bonucci e Morata (J).

Squalificati: nessuno.

Diffidati: Brozovic (I), Betancur, Danilo, Kulusevski e Rabiot (J).

I precedenti tra Inter e Juventus

Il match di stasera sarà il 175° confronto in Serie A tra Inter e Juventus, e la sfida numero 88 al Meazza dove il bilancio è di 35 vittorie dell’Inter, 28 pareggi e 25 successi bianconeri.

Curiosità

L’Inter ha ottenuto cinque successi casalinghi consecutivi in Serie A.

I nerazzurri si presentano alla sfida al secondo posto in classifica con 37 punti conquistati, frutto di 11 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte e con il migliore attacco del campionato (43 i gol realizzati in 17 partite e 23 quelli subiti). L’Inter è la squadra che ha segnato più gol di testa nella Serie A in corso (9), dall’altra parte la Juventus è l’unica a non averne ancora subiti con questo fondamentale in stagione nei cinque maggiori campionati europei.

La Juventus ha vinto le ultime tre gare fuori casa di Serie A TIM, l’ultima volta che ha fatto meglio è stata nel marzo 2019 (4). La squadra di Pirlo arriva alla sfida al quarto posto in classifica a quota 33 punti e dopo 3 successi consecutivi ottenuti contro Udinese, Milan e Sassuolo, colti a seguito della sconfitta casalinga contro la Fiorentina. I bianconeri hanno segnato 35 gol e ne hanno subiti 16: il match del Meazza metterà uno contro l’altro il miglior attacco della competizione (quello nerazzurro) e la miglior difesa (quella della Juventus, a pari merito con Napoli e Verona).

Brozovic ha servito almeno un assist in tutte le ultime quattro presenze di Serie A: nessun giocatore dell’Inter ha fatto meglio nella competizione dal 2004/05.

Sei gol in campionato per Hakimi, primato assoluto personale in una stagione per il marocchino: è il difensore con il più alto numero di gol nei top-5 campionato europei.

Gli ex di turno

Ex di turno saranno Vidal che ha giocato nella Juve dal 2011 al 2015 oltre ad Antonio Conte che ha un passato da giocatore e allenatore della Juve. Anche Andrea Pirlo ha militato nell’Inter nella sua carriera da calciatore.

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Ronaldo su Inter-Juve: “Lukaku sposta gli alberi, De Ligt è un martello”

Ronaldo, l’indimenticabile “Fenomeno” nerazzurro, parla del big-match tra Inter e Juve in programma questa sera a San Siro. “La squadra di Conte ha tutto per vincere lo scudetto. Vi spiego perché”.

Ronaldo ha giocato nell’Inter dal 1997 al 2002

A cavallo tra la fine degli Anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio è stato uno dei grandi protagonisti di Inter-Juve.

Rimasto nel cuore di molti tifosi interisti, il “Fenomeno” ha parlato del big-match in programma questa sera a San Siro in un’intervista esclusiva rilasciata a “La Gazzetta dello Sport”

Luis Nazario de Lima, da tutti conosciuto come Ronaldo, presenta il piatto forte della 18^ giornata del campionato di Serie A e parla dei tanti campioni che scenderanno in campo alla Scala del calcio. Ma anche di Conte e di Pirlo.

Ronaldo: “Scudetto? L’Inter ha tutto”

“Non dico che lo vincerà, o che deve farlo per forza, ma che ha tutto per vincerlo. Due cose le aveva, un’altra se l’è presa, la quarta se l’è ritrovata anche se non avrebbe voluto. Ha un allenatore che tiene sul pezzo le sue squadre dall’inizio alla fine, e difficilmente non arrivano fino in fondo. Una squadra che aveva un’identità precisa: alla fine della scorsa stagione, in Europa League contro il Bayer Leverkusen e soprattutto lo Shakhtar, mi aveva davvero impressionato per la solidità e anche la qualità del gioco. Si è presa un giocatore straordinario, che il Real ha sbagliato a perdere così. Ogni tanto penso: “Ronnie, immagina tu e Hakimi: saremmo andati a una discreta velocità…”. Azzardo: uno dei migliori colpi di mercato dell’Inter degli ultimi dieci anni.

“E poi, per come lavora Conte – ha proseguito l’ex centravanti dell’Inter –  il fatto di non giocare in Europa sarà un vantaggio. Non c’è un giocatore o un allenatore che sia contento di non farla, ma la Champions ti succhia energie, soprattutto nervose: a marzo-aprile non mi meraviglierò se l’Inter farà qualche punto in più di chi avrà il doppio impegno”.

Cristiano Ronaldo

“Se arriverà a 40 anni? Non lo so, ma di sicuro ci proverà. E’ un giocatore diverso rispetto a quando lo vedevo nel Real Madrid, ha imparato a gestirsi e però una cosa mi pare identica a prima: può stare nell’ombra per quasi tutta la partita e poi decidere in un minuto di fare male. A Cristiano le partite importanti sono sempre piaciute molto, perché sono quelle che si ricordano di più. Come i record: ci tiene, dicono che per lui siano ossessione, io la chiamo benzina”.

Lukaku

Lukaku sposta anche gli alberi… E’ molto diverso da CR7 ma ha un punto in comune: quando hai un giocatore così, fai fatica a non appoggiarti a lui. Soprattutto a uno come Lukaku: ma se fa quasi un gol a partita è un bell’appoggiarsi, basta non aspettarsi che faccia i ricami con il pallone”.

De Ligt

“Se è in giornata, inizia a martellarti e non ti molla più. E diciamo che ho un sospetto: con De Ligt vicino, rende di più anche Bonucci. Ma la vera assenza pesante per la Juve è Dybala. Gli avevo rivisto la gamba giusta, la voglia di inventare. E quel colpo di tacco per Chiesa, contro il Milan, mi sembrava un segnale. Peccato: se c’è Dybala è più facile vedere bel calcio”.

Alex Del Piero e Ronaldo

Ronaldo su Conte

“Io non lo critico. So che non sempre piace la sua gestione dei cambi, ma a volte ci sono esigenze che da fuori si fa più fatica a vedere. E’ il destino degli allenatori e Conte è in buona compagnia: anche Pirlo si è preso dell’inesperto, no?”.

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Pirlo

“Io l’ho visto in campo, e da vicino. Intelligenza calcistica superiore, e non cambi solo perché passi dall’altra parte: lui non proporrà mai un gioco banale, è la squadra che deve andargli dietro. Non so chi l’abbia chiamato per primo così, ma un maestro per mestiere insegna quello che sa: gli servirà un po’ di tempo, ma se la Juve ha puntato su Andrea credo glielo darà. Intanto gli ha dato una squadra da scudetto: è così da dieci anni e le cose non si stravolgono da un giorno all’altro”.

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Eriksen

“Magari anche lui poteva dare qualcosa in più. E magari potrà dare di più davanti alla difesa: non mi sembra una brutta idea provarlo lì. Però, vale il discorso fatto per Pirlo: se ci credono davvero sia l’allenatore che il giocatore, non bisogna avere troppa fretta prima di dire se va bene o no”.

Dal 2018 al Valladolid

Appese le scarpe al chiodo, oggi il “Fenomeno” fa il dirigente sportivo: nel 2018 ha annunciato di aver acquisito il 51% delle quote del Valladolid, squadra che milita nel milita nella Liga spagnola. Da giugno è diventato presidente del club.

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