Martina Rossi muore cadendo dal balcone per tentato stupro: sconto di pena per i condannati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:02

Incresciosi nuovi sviluppi per il caso Martina Rossi, la giovane ragazza morta nel 2011 cadendo dal balcone mentre tentava di sfuggire allo stupro: prescritta una delle accuse, che vede uno sconto di pena per i condannati.

Martina Rossi

Tutto è successo quel 3 agosto 2011, a Palma di Maiorca (Spagna). Martina Rossi, studentessa ventenne originaria di Genova, è stata aggredita da due ragazzi italiani, che l’hanno avvicinata con lo scopo di perpetrare una violenza sessuale. La ragazza, per sfuggire agli aggressori e al tentato stupro, si è però divincolata, ed è precipitata rovinosamente dal balcone di una camera d’albergo.

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Prescritta l’accusa

Sono passati diversi anni da quella tragica morte, ma a novembre 2019 arriva una nuova beffa per la povera Martina Rossi. È infatti sta dichiarata estinta, per prescrizione, l’accusa di morte come conseguenza di un altro delitto nei confronti dei due condannati, che ora potrebbero così ottenere un dimezzamento della pena.

La comunicazione dell’avvenuta prescrizione è stata portata nelle ore di questa mattina da Angela Annese, presidentessa della sezione della corte d’appello di Firenze, in occasione dell’apertura del processo di secondo grado nei confronti di Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, entrambi originari di Arezzo ed entrambi condannati in primo grado per la morte della giovane.

L’appello di secondo grado

Secondo quando sostenuto dall’accusa, la Rossi precipitò dal balcone mentre cercava di fuggire da un tentativo di violenza sessuale perpetrato da Vanneschi e Albertoni, mentre si trovavano in una stanza d’albergo. Il 14 dicembre dello scorso anno, i due aretini erano stati condannati in primo grado a 6 anni di reclusione, proprio per via dell’accusa oggi dichiarata prescritta e per il tentato stupro.

Data la situazione, la pena si dovrebbe quantomeno dimezzare. La stessa Angela Annese ha successivamente rinviato il processo in data 20 settembre 2020, con una possibile prosecuzione per il 5 ottobre dello stesso anno.

La difesa

Per la difesa dei due imputati, non si tratterebbe di omicidio, quanto di suicidio: stando alla versione dei legali dei condannati, infatti, Martina Rossi si sarebbe suicidata, e non si sarebbe trattato di una fuga disperata.

La versione dell’accusa, invece, favoreggia la tentata violenza sessuale di gruppo e il conseguente decesso della giovane: impaurita dalla situazione, vide il muretto sul balcone che separava la stanza dei due giovani da un’altra accanto e lo considerò una via di fuga. Colta dal panico e tradita dalla sua miopia, la ragazza perse l’equilibrio e cadde nel vuoto, morendo sul colpo.