Fuga dal M5S, anche il senatore Stefano Lucidi guarda alla Lega

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:31

“O con la Lega o con il gruppo misto”, così il senatore Lucidi pensa di lasciare il Movimento 5 Stelle. “So che usciranno 20 o 30 persone”.

Anche il pentastellato Stefano Lucidi annuncia di voler abbandonare il Movimento 5 Stelle. “Lega o gruppo misto, non ci sono alternative”, ha affermato il senatore. Intercettato dai giornalisti davanti al Senato, Lucidi risponde alle domande sulla sua prossima appartenenza politica.

“So che usciranno 20 o 30 personee che stanno valutando di fare un nuovo gruppoma non credo che avranno la forza per farlo, quindi non li aspetto” ha detto rispetto alle indiscrezioni che girano su una sua ipotetica adesione. “Serve una spallata per far risvegliare il Movimento. Qualcosa deve cambiare in modo estremamente radicale”, afferma il parlamentare. “Sono mesi che alcuni di noi non sono più coinvolti. Abbiamo un problema gestionale e organizzativo del gruppo, che è totalmente impermeabile a ogni partecipazione”.

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A chi gli chiede a cosa sia dovuto il cambiamento di partito, Lucidi risponde: “Perché passo da un’altra parte? Per i soldi, per la poltrona? Non è quello. Sono sette anni che cerchiamo spazio per fare politica e non c’è stato”.

Biasimo da parte del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che aveva ammonito che chi cambia casacca dovrebbe dimettersi. Pronta la risposta di Lucidi: “Ha ragione ma anche chi passa dal 33 al 15% dovrebbe dimettersi”. “Se una forza politica che ha un suo capo politico riconosciuto – ribadisce – passa dal 33 al 15% qualcuno deve prenderne atto. Ci sono passaggi in politica che sono automatici”.

La fuga dal Movimento 5 Stelle sembra essere così iniziata. Proprio ieri, anche un altro senatore della Repubblica, l’ormai ex grillino Ugo Grassi, aveva espresso la propria volontà di lasciare il Movimento per approdare fra i banchi della Lega: “Oggi – aveva annunciato Grassi – forte di una reciproca stima costruita nei mesi appena trascorsi (ovvero il primo governo Conte, cosiddetto “governo giallo-verde”), la Lega mi offre, a fronte di un evidente fallimento della mia iniziale esperienza, una seconda opportunità per raggiungere quegli obiettivi in cui ho sempre creduto».

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