Reggio Calabria: i sostenitori di Salvini umiliano e aggrediscono una donna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:24

Una ragazza ha contestato pacificamente il leader della Lega, Matteo Salvini, durante un incontro a Reggio Calabria, ma la risposta dei sostenitori è da censurare.

sostenitori salvini aggrediscono donna

Un’aggressione con una serie di insulti nei confronti della giovane che si è permessa di criticare Salvini. “Comunista, drogata, cessa fatti una pera” – le parole rivolte alla donna.

E’ successo a Reggio Calabria il 12 dicembre. Il leader della Lega, Matteo Salvini, durante il suo continuo tour elettorale per l’Italia incontra i sostenitori della Lega nella città calabrese. Va tutto liscio fino a che non arriva una ragazza che inizia a contestare Salvini. Lo stesso leader della Lega, in realtà, chiede ai suoi sostenitori di non aggredirla sostenendo che anche le contestazioni fanno parte della democrazia. Ma i suoi non lo ascoltano. La accerchiano, la insultano, cercano di spingerla fuori dalla sala. Tentano in ogni modo di mandarla fuori, lei però si difende: non si fa toccare, chiede ai sostenitori di Salvini di non avvicinarsi.

LEGGI ANCHE>>>Torino, pirata della strada uccide un giovane

Alla fine lascia la sala, ma prima viene ricoperta di insulti.
Alcune persone, donne, uomini, più o meno giovani, non le risparmiano insulti di ogni genere. “Drogata di merda”, le urlano più volte, chi le chiede di vergognarsi e chi le dice addirittura “ammazzati”, dandole anche della “venduta”. Lei non si scompone e lascia con calma la sala, difendendosi e non rispondendo neanche agli insulti.

sostenitori salvini aggrediscono donna

Donna aggredita a Reggio Calabria dai sostenitori di Salvini. Le ragioni di una protesta

Uscita dalla sala, la giovane ha spiegato la ragione della sua protesta contro Salvini reo, secondo lei, di aver permesso di smantellare il sistema di accoglienza creato dal sindaco di Riace, Mimmo Lucano, nella sua cittadina. Lei è un’artigiana, dopo il terremoto si era trasferita in Calabria proprio per aiutare l’ex sindaco nel suo progetto di accoglienza. Un modello creato e poi smantellato, sia per scelte politiche che per le inchieste della magistratura.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui