Manovra, bloccata la norma sulla cannabis. La Russa in Aula: “Drogato!”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:40

In corso, nelle ultime ore, i lavori che precedono il voto di fiducia sulla legge di Bilancio: arriva il no alla normativa legata all’introduzione cannabis light da parte del Senato, ed è scontro in Aula.

La Russa - Cannabis

Nelle ultime ore l’aula del Senato si è infiammata di polemiche e cori, che hanno visto protagonisti la maggioranza e le opposizioni. Si stanno svolgendo, infatti, gli ultimi lavori in merito alla Manovra di Bilancio, e il Senato sta vagliando le normative da introdurre al voto di fiducia.

A movimentare particolarmente la contesa, in particolare, è stata la decisione della presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati di non ammettere nel maxiemendamento depositato dal governo la norma che avrebbe consensito il via libera alla commercializzazione della cannabis light, ovvero il principio attivo thc inferiore allo 0,5%.

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La maggioranza e l’opposizione

La decisione della presidente del Senato Casellati ha innescato immediatamente la reazione della maggioranza de delle opposizioni, che tra boati e applausi si sono scontrati in Aula. In particolare, sono stati ci senatori del Movimento 5 Stelle (che avevano sottoscritto la norma) che polemizzando con la Casellati e i partiti di opposizione, hanno iniziato un mini-dibattito sfociato poi in grida di vario tipo.

Alberto Airola e Massimo Mantero, entrambi pentastellati, hanno protestato la decisione puntualizzando che il blocco della cannabis light assesterà un duro colpo agli agricoltori del settore, che aspettavano con ansia sostegno e legalità: questo poiché “l’emendamento avrebbe colmato un vuoto normativo e regolamentato un settore”. Sulla stessa scia anche la deputata Pd Chiara Gribaudo, che ha chiesto alla presidenza del Senato di rivedere la propria decisione sull’inammissibilità, e di risolvere “ogni dubbio sulla possibile mancata imparzialità” della decisione.

Il leader del Carroccio Matteo Salvini, invece, ha ringraziato la presidente del Senato “a nome di tutte le comunità di recupero dalle dipendenze che lavorano in Italia e a nome delle famiglie italiane per aver evitato la vergogna dello Stato spacciatore“. Dal canto suo, la leader di FdI Giorgia Meloni ha parlato di “vittoria di chi si batte per una vita libera da ogni droga“, e ha aggiunto che “la droga non è mai leggera o innocua e noi continueremo a ribadirlo in ogni sede”.

Casellati

Manovra, La Russa grida a un collega 5 Stelle: “Drogato!”

Tra grida e polemiche, anche il senatore di FdI Ignazio La Russa ha preso (prepotentemente) parola in Aula. Riferendosi a un collega appartenente al Movimento 5 Stelle, La Russa è entrato nella discussione in Senato appellandosi a Vincenzo Garruti con un epiteto particolare.

Drogato! Drogato!“, sono le parole pronunciate ad alta voce da La Russa, esclamazioni che hanno contribuito ad infervorare ulteriormente le proteste del gruppo pentastellato.

 

La decisione della Casellati

Casellati si è infine espressa durante la seduta motivando la sua decisione: “Tutte le mie decisioni sono scevre da condizionamenti politici, perché la decisione del Presidente del Senato è una decisione meramente tecnica, che prescinde da questioni di carattere politico” spiega la presidente.

E ha poi continuato: “Non si tratta di ledere alle ragioni degli agricoltori: questo è un emendamento di natura ordinamentale, e non potrebbe essere diversamente, laddove si estende l’ambito di applicazione della legge 242 del 2016, prevedendo la liceità della vendita della canapa. Prima era prevista la coltivazione. Ampliando alla vendita si viene a definire in maniera del tutto innovativa le condotte consentite e la quantità di principio attivo consentito”.

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