Luigi Di Maio, incredibile cambio di posizione su Salvini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:57

Luigi di Maio ha parlato pubblicato del processo Gregoretti dichiarando la sua intenzione a procedere nei confronti dell’ex Ministro degli Interni Matteo Salvini, dimenticando, però, un particolare tutt’altro che piccolo…

Luigi Di Maio | l’incredibile cambio di posizione su Salvini

“Bisogna avere buona memoria per mantenere le promesse” sosteneva Nietzsche e Luigi di Maio, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, sicuramente non ne ha da vendere. Durante la trasmissione Porta a Porta, infatti, ha pubblicamente dichiarato di voler “Votare (a nome di tutto il Movimento) l’autorizzazione a procedere” nei confronti dell’ex Ministro degli Interni Matteo Salvini.

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Bloccando a bordo della nave Gregoretti della Guardia costiera italiana 131 migranti Salvini “ha abusato dei suoi poteri” o almeno questa è la motivazione con la quale il tribunale dei ministri di Catania ha chiesto, per la seconda volta, al Senato di autorizzare il processo all’ex ministro dell’Interno contestandogli il reato di sequestro di persona. 

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Ve lo ricordate il Caso Diciotti? Ma sì dai, stesse dinamiche del caso Gregoretti, ma con l’alleanza Lega M5s in auge nessuno poteva pensare a procedere contro Salvini. Sentito la nota che stride? Anche Di Maio e infatti durante la trasmissione Porta a Porta si è difeso così:Quando un anno prima bloccammo la Diciotti, era perché l’Europa non ci ascoltava. Facemmo la voce grossa e poi riuscimmo ad ottenere la redistribuzione in altri Paesi europei. Un anno dopo, la redistribuzione funzionava, quindi il blocco della Gregoretti non fu un’azione decisa dal governo, ma dal ministro dell’Interno Salvini. In questo caso l’interesse pubblico prevalente non c’era, fu un’azione personale, tanto che dopo li fece sbarcare. Noi voteremo contro l’interesse pubblico prevalente“. Vi ha convinto? A noi nemmeno un po’. Soprattutto perché la Pratica Diciotti era stata messa ai voti sulla piattaforma Rousseau totalizzando il 59% dei sì alla ragion di stato, sui No (cioè sul 41% di attivisti grillini che hanno chiesto di negare l’immunità). Sulla questione Gregoretti nessun voto: è deciso, “voteremo per processare Salvini”.

 

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