Caos Scuola: Fioramonti si dimette, M5s “fiducia in Conte, la scuola non può aspettare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:48

Fioramonti, Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, si dimette perché “Per la scuola non ci sono mai soldi”; il M5s assicura piena fiducia a Conte e chiede subito un sostituto.

Caos Scuola: Fioramonti si dimette, M5s “fiducia in Conte” – meteoweek

Si è dimesso martedì scorso Lorenzo Fioramonti, ministro dell’istruzione e parla a “Repubblica” delle sue ragioni: “Due giorni fa ho inviato al presidente del Consiglio la lettera formale con cui rassegno le dimissioni da ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Per cortesia istituzionale, ho atteso nel rendere pubblica la notizia e mi sono messo a completa disposizione per garantire una transizione efficace al vertice del ministero, nei tempi opportuni per assicurare continuità operativa. Prima di prendere questa decisione, ho atteso il voto definitivo sulla Legge di Bilancio, in modo da non porre questo carico sulle spalle del Parlamento in un momento così delicato”.

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Il Movimento, però, non si è arreso alle dimissioni di uno dei suoi ministri e ha fatto sapere: “Il governo è al lavoro per migliorare la scuola, l’istruzione e sostenere la ricerca. Guardiamo avanti, c’è piena fiducia nel premier Conte per individuare un nuovo ministro dell’Istruzione, la scuola non può aspettare”.

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Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio – meteoweek

La crisi della scuola, comunque, era già annunciata, ben prima dell’arrivo delle feste. “Tre miliardi per scuola e università o mi dimetto”, aveva detto Fioramonti. Poi lo ha fatto e ha spiegato: “Le ragioni sono da tempo e a tutti ben note: ho accettato il mio incarico con l’unico fine di invertire in modo radicale la tendenza che da decenni mette la scuola, la formazione superiore e la ricerca italiana in condizioni di forte sofferenza. Mi sono impegnato per rimettere l’istruzione – fondamentale per la sopravvivenza e per il futuro di ogni società – al centro del dibattito pubblico, sottolineando in ogni occasione quanto, senza adeguate risorse, fosse impossibile anche solo tamponare le emergenze che affliggono la scuola e l’università pubblica”.

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