Rendiconto M5s solo una dozzina su 100 sono in regola con le restituzioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:40

I conti non tornano all’interno del Movimento 5 Stelle, o forse è meglio dire: tornano e fin troppo bene. E si scoprono inciuci più o meno velati per evitare le restituzioni.

Il Movimento 5 Stelle fa i conti con le proprie casse e la propria squadra. Anche perchè i due argomenti sono strettamente legati tra di loro. Non è difficile calcolare chi ha lasciato e chi lascerà il Movimento: basta dare un’occhiata a chi ha smesso di restituire parte dello stipendio.

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A gennaio tutto apparirà più trasparente. Naturalmente chi si appresta a lasciare la casa madre (si parla di una decina di deputati a gennaio e altrettanti nei mesi a seguire), lo farà con il portafoglio pieno, senza aver versato ciò che aveva sottoscritto ad un Movimento nel quale non si riconosce più. Ma c’è anche chi vuole far parte a pieno titolo del Movimento contestando però il ‘metodo Casaleggio‘ e i versamenti. Nel gruppo di falchi ci sarà anche chi ha scommesso sulla fine anticipata della legislatura e quindi ha anticipato nei propri conti in banca ciò che era dovuto per una ‘causa persa’. Ed è possibile che un effetto collaterale dell’ultimatum — pagare entro il 31 dicembre — sia portare allo scoperto l’intero nucleo del dissenso. II sito di riferimento è tirendiconto.it. Qui si trovano dati inequivocabili anche se non ancora sufficienti (e capiremo il perchè) per rendersi conto quale sia la vera dimensione del ‘mi tiro indietro’ economico.

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Carla Ruocco, per esempio, è finita nella lista nera ma si difende affermando che “il sito non è aggiornato”. E in più pare che in molti pagando in questi giorni, una sorta di regalo di Natale dell’ultima ora.

rendiconto m5s
Di Maio non può che essere perplesso

Il caso che scuote il Movimento5Stelle: solo lo 0,5% dei parlamentari ha restituito parte dello stipendio

Stando sempre al sito tirendiconto.it appena 15 parlamentari su 317 totali del M5S risultano in regola con la restituzione di parte del denaro pubblico ricevuto come indennità. Ci sono addirittura senatori che non hanno rendicontato nulla nel 2019 e ben poco nel 2018: sono Vittoria Bogo Deledda, Alfonso Ciampolillo (sotto processo per le posizioni sulla xylella) e Luigi Di Marzio (in odore di Misto). Ci sono ben 14 supermorosi, ovvero parlamentari che non hanno (ancora) restituito un centesimo nel 2019. Sono 11 deputati e 3 senatori. Tra primi ci sono Acunzo, Aprile, Cappellani, Dieni, Fioramonti, Frate, Galizia, Grande, Lapia, Romano e Vallascas. Tra gli ultimi, Anastasi, Di Micco e Mario Giarrusso. Seguono molti altri che non hanno rendicontato diversi mesi, tra i quali Rachele Silvestri, Andrea Colletti, Yana Ehm, Paolo Lattanzio, Dalida Nesci, Gianluca Vacca. E, benchè ne dica la Ruocco, i dati sono ancora parziali e in aggiornamento e potrebbero ancora riservare sorprese, non per forza in negativo.

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Federica Dieni, per esempio, sta rendicontando tutto in questi giorni. Secondo questi dati, sarebbe in regola solo il 12 per cento dei parlamentari. Lo stipendio di un deputato è composto da più voci: 5.000 mila nette, più 3.600 euro (per collaboratori ed eventi) e 3.600 euro per affitti e diaria (decurtati in caso di assenze). Ogni eletto del Movimento, secondo il regolamento interno, deve restituire in tutto circa 2.300 euro mensili. Il Movimento è stato sempre categorico: “al deputato bastano 3.000 euro per vivere. Il resto va speso o restituito. II minimo da ridare è di 2000 euro al mese”

E poi c’è la grana scontrini. Perché a questi versamenti si aggiungono i 300 mensili per Rousseau e quelli ‘volontari’, a partire da 1500 euro per Italia 5 Stelle. E  cosa succede a chi non paga? M5S minaccia maximulte, ma sono al limite della legalità. Quanto alle espulsioni, il sistema sanzionatorio dei 5 Stelle è ancora più farraginoso. A giugno si parlava di ‘posizioni aperte’. Nessuna novità da allora. La prescrizione, per i processi interni M5S, è abolita. E c’è chi, come Elena Fattori, è restata sospesa sul burrone per mesi. E chi, come Giulia Sarti, lo è ancora. Nessuna forma di trasparenza, nessun sito, nessuna notizia su chi sia sotto processo e i motivi. Tra i casi più eclatanti di ammanco al Movimento ci sono quelli di Lorenzo Fioramonti, ex dell’Istruzione, che dopo l’addio al governo é stato attaccato perché deve restituire oltre 70 mila euro, e di Yana Ehm, la deputata M5S finita nel mirino per aver pubblicato una foto alle Maldive e che risulta non in regola con le restituzioni dal febbraio scorso.

Yana Ehm alle Maldive

 

 

 

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