Il mio vicino Totoro | 5 motivi per vedere il capolavoro di Hayao Miyazaki

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:21

Uno dei capolavori della filmografia di Hayao Miyazaki, Il mio vicino Totoro è la storia di due allegre e affiatate sorelline piene d’energia che assieme all’adorato padre si trasferiscono in una casa gigante immersa nella verdeggiante foresta.

Rudere che cade a pezzi ma di una bellezza esemplare e bucolica, e pieno di tanti animali così come di tante presenze – tanto da definirla a più riprese “infestata”, la nuova abitazione delle sorelle (la più grande e responsabile Satsuki e la piccola e curiosissima Mei) si stabilirà nella vita delle due come presenza iconica, a sostituire la grande assenza della madre malata e ricoverata in una clinica vicina (una storia che trae le sue origini direttamente dalla biografia personale di Miyazaki).

Il mio vicino Totoro, una presenza protettrice

Accanto all’enorme casa, poi, a segnare definitivamente il percorso di crescita e coming of age (tematica da sempre e sempre cara al regista Miyazaki e a tutti i lavori dello Studio Ghibli in generale) si affiancherà la presenza insostituibile, bonaria e salvifica del “vicino” Totoro, rivisitazione di una creatura leggendaria originaria del Giappone.

Ed è il potere salvifico dell’immaginazione a definire la grandezza fisica e spirituale di Totoro, e a tratteggiarlo come una presenza protettrice tanto della foresta quanto delle due amorevoli sorelline. Divenuto – assieme ai suoi sodali amici –  amico fraterno e angelo custode, Totoro incarna l’essenza di una Natura in grado di essere amica e complice, custode di segreti e capace, al bisogno, di lenire l’esistenza umana con la sua forza sovrannaturale.

Il mio vicino Totoro, la maturazione scaturita nel dolore

Uno degli aspetti preponderanti di questo film d’animazione è senz’altro la componente del dolore, della mancanza, della paura legate a una madre malata che potrebbe forse non guarire e lasciare un vuoto enorme. In questo elemento di grande pathos, nostalgia e romanticismo, però, Miyazaki inserisce l’elemento di una crescita veloce e necessaria alla gestione di quel dolore, e traccia un arco di maturazione che soprattutto attraverso il profilo della sorella maggiore Satsuki assume i contorni classici molto cari al cinema miyazakiano della donna forte, cresciuta in fretta, di gran lunga più responsabilizzata della sua età, vera e propria madre nei confronti della sorella minore.

E dunque andando a colmare il gap della presenza genitoriale, la crescita ed evoluzione delle due protagoniste, sono elementi che definiscono come siano i momenti e le situazioni più difficili a esercitare con forza quel senso di sviluppo e maturazione congeniale al diventare adulti.

Il mio vicino Totoro, l’importanza del senso di fratellanza

Nel bellissimo rapporto dipinto tra le sorelle, e poi anche tra le sorelle e il padre, con la nonna, o anche il vicino divenuto amico, Totoro evidenzia una solidarietà famigliare che è legame inscindibile e poi – subito dopo – capacità di essere di supporto, all’occorrenza, per l’altro.

Tanto nei piccoli gesti (preparare il pranzo) quanto nei momenti catartici (la ricerca a perdifiato della sorellina smarrita), ancora una volta il personaggio di Satsuki capeggia e definisce questo senso di solidarietà e protezione che è poi incarnato dallo stesso Totoro, e che quindi avvolge in maniera davvero toccante e poetica tutto il valore emotivo del film, poi sigillato nello splendido finale e in quella pannocchia di grano recapitata con immenso sacrificio e con su scritto “per mamma”.

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Il mio vicino Totoro, il talento del sorriso

Per scacciare i piccoli esseri neri, simili a minuscoli ricci di fuliggine che infestano la casa, la nonna spiega alle ragazze che basterà continuare a sorridere per farli andare via. In questa frase metaforica, le parole della nonna saggia cristallizzano l’importanza del sorriso e della predisposizione all’ottimismo anche nel dolore, nella mancanza e nella sensazione di abbandono; elementi che Miyazaki esalta in generale come valori di vita, strumenti necessari a una capacità di resilienza di fondamentale importanza nei momenti più difficili.

Uno di quei grandi insegnamenti che dai film di Miyazaki fluiscono naturali nei dialoghi tra personaggi, nelle loro lotte e battaglie per il bene proprio e comune.

Il mio vicino Totoro, la poesia dell’amore

Capace di far germogliare e crescere gli alberi in un baleno, di volare, l’enorme micione sferico incarnato da Totoro, accompagnato da altri tesserini e dal mitico gatto-bus superveloce, è una raffigurazione iconica e poetica di un essere in grado di generare protezione e sicurezza, già dalla sua grossa stazza e da quel sorriso intrigante e avvolgente.

In quest’opera, una delle sue più belle, Miyazaki convoglia tutta la poesia di un vicinato (geografico, umano e dell’immaginazione) capace di lenire il dolore e la tristezza, capace di rasserenare gli animi e di far tornare l’allegria, sfruttando lo strumento “semplice” della poesia dell’amore.