Botta e risposta sulla Prescrizione: Bonafede risponde a Renzi

Il leader di Italia Viva attacca il ministro: “Non ha i numeri per la prescrizione”. Bonafede replica: “Non accetto ricatti”. Il dem Orlando: “Polemica assurda”.

matteo renzi

Continua in maniera abbastanza fastidiosa la polemica attorno alla votazione per la nuova legge sulla prescrizione. Questa volta a riprendere la parola sull’argomento è Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva è stato protagonista del congresso che si è tenuto quest’oggi, con la prima assemblea nazionale del partito. E l’ex premier non le ha mandate a dire al ministro della Giustizia Bonafede.

Fermati finché sei in tempo, perché in Parlamento votiamo contro la follia sulla prescrizione – dichiara Renzi – . Patti chiari amicizia lunga, non dite che non ve lo avevamo detto e senza di noi non avete i numeri al Senato e forse neanche alla Camera, rifletteteci bene. Io voto la civiltà non la barbarie sulla prescrizione“. Dunque quello di Matteo Renzi è un duro attacco sulla nuova riforma.

Bonafede è fermo sulla questione prescrizione – meteoweek.com

Non si è fatta attendere più di tanto la replica da parte del ministro Bonafede. Il guardasigilli ha fatto capire che non ci sono più i tempi di una volta, in fatto di riforme sulla giustizia nel nostro Paese. “Non accetto ricatti e minacce da nessuno. E vado avanti. Io non credo che dobbiamo pensarla tutti allo stesso modo, ci mancherebbe. Qualcuno dovrebbe semplicemente rendersi conto di non essere più al governo con Alfano e Verdini. Che, come noto, hanno una concezione della giustizia lontana anni luce dalla mia“.

Nel confronto si è inserita anche una terza parte, ovvero il Partito Democratico. Andrea Orlando ha fatto capire che queste polemiche non servono a garantire un buon governo all’Italia, ma solo a fare chiacchiere da bar. “Tra Italia Viva e il ministro Bonafede si sta sviluppando un’assurda polemica a distanza che rischia di coprire le critiche ragionevoli venute dai vertici della magistratura durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Occupiamoci di queste e riprendiamo il confronto“.