Decapitò una bimba di otto mesi, condannato a morte

Verrà giustiziato con un colpo di pistola alla nuca l’uomo bielorusso che aveva decapitato una bimba di otto mesi. Il 48 enne aveva chiesto la grazia ma gli era stata negata. Anche la 26enne Nataliya Kolb, mamma della bimba, nonché amica di Syarhel, è stata condannata per il medesimo omicidio

Viktar Syarhel, l’uomo bielorusso colpevole di aver decapitato una bimba di otto mesi, verrà giustiziato con un colpo alla nuca. Come appreso da Fanpage.it, il 48enne aveva precedentemente chiesto la grazia al presidente Alexander Lukashenko, ma gli era stata negata proprio. Il terribile crimine di cui si era macchiato gli costerà la vita. Lo stato bielorusso non ha fatto sconti, l’omicida non meritava nessuna clemenza per la violenza del gesto imperdonabile.

Destino diverso per la 26 enne Nataliya Kolb, mamma della bimba, nonché amica di Syarhel. E’ stata condannata per il medesimo omicidio ma non sarà giustiziata. La donna adesso rischia di passare in carcere i prossimi 25 anni della sua vita. Per lei è scongiurata l’esecuzione, a differenza del 48enne che verrà invece ucciso. In Bielorussia infatti la pena di morte è prevista solo per gli uomini. Non è la prima volta che lo stato europeo, l’ultimo Paese in Europa dove esiste ancora la pena capitale, ricorre al colpo di pistola alla nuca per uccidere un condannato a morte.

Leggi anche –> Nicola Zingaretti: “Facciamo ripartire il Paese senza farci divorare dal potere”

Leggi anche –> Rula Jebreal chi è | carriera e vita privata della giornalista | Sanremo 2020

Una storia macabra: l’omicidio con la coppia ubriaca

La pena di morte non è, come detto, una novità per la Bielorussia. Era già avvenuto a gennaio per due fratelli di 19 e 21 anni che erano stati giudicati colpevoli di aver ucciso una loro insegnante. I due si erano accaniti sul corpo della professoressa per diverse ore e alla fine avevano dato fuoco alla casa per sviare le indagini verso altre piste. L’insegnante era stata presa di mira dai suoi alunni perché aveva contattato i servizi sociali per fare allontanare i due ragazzi dalla sorella. Anche in quel caso, fu applicata la pena più severa.

Una dinamica differente ma ugualmente brutale. In questo caso, secondo quanto ricostruito dalle autorità bielorusse, la coppia avrebbe ammazzato la piccola dopo essersi ubriacata. Durante il processo quindi, entrambi sono stati ritenuti colpevoli. Il corpo della vittima venne ritrovato nella cucina dell’abitazione di Viktar, privo della testa. Gli agenti erano riusciti a fatica a sopportare quella visuale. Intervenuti sul luogo del massacro, si erano trovati davanti agli occhi una scena raccapricciante: sul corpicino della bimba di soli otto mesi era state inferte 46 coltellate. Qualcuno, nei rilievi di rito, era addirittura svenuto di fronte a quell’orrore.

Viktar Syarhel resterà rinchiuso in un carcere di massa sicurezza fino alla data dell’esecuzione. Il giorno previsto viene solitamente comunicato al condannato la mattina stessa. Il carcerato viene prelevato dalla sua cella e portato in un posto segreto fino all’ ora dell’esecuzione. Viene poi bendato e fatto inginocchiare prima di essere giustiziato. Il corpo, secondo quanto previsto dalla legge bielorussa, non viene riconsegnato ai familiari.