Coronavirus, la preside del liceo agli studenti: “Ragazzi non rinunciate alla vostra vita sociale”

Una lettera pubblicata sul sito del liceo “Volta” fa da monito ai propri ragazzi. Il preside cita Manzoni e Boccaccio per dare una lezione importante ai propri allievi su come affrontare il virus.

preside volta milano

Le lezioni che i docenti possono dare ai loro allievi non si limitano alla ripetizione di quanto è scritto sui libri. Talvolta basta aprire la propria mente e il proprio cuore per ampliare la conoscenza dei ragazzi. Questo è stato l’intento di Domenico Squillace, un professore che da sei anni è il preside del liceo “Volta” di Milano. Il prof ha scritto ai suoi ragazzi, servendosi del sito ufficiale dell’istituto per aprirsi agli allievi. E così, citando Manzoni e Boccaccio, ha voluto dare una lezione che va al di là di quelle frontali davanti ai libri.

Le lezioni si tenevano anche durante la guerra – scrive il preside – . Al massimo, quando arrivavano i bombardamenti, ragazzini e professori correvano nei rifugi. Per questo fa così impressione la decisione di chiudere le scuole in una Milano che sembra raccontata dalle pagine del Manzoni. Tra le righe sulla peste nei Promessi Sposi ho trovato similitudini con questi giorni di ansie sul coronavirus, la caccia al nemico: ieri gli alemanni oggi i cinesi. Così ho scritto ai miei ragazzi una mail di pensieri e consigli perché il sospetto non si trasformi in una caccia all’untore, perché non vedano nell’altro una minaccia. Perché il vero rischio di queste malattie invisibili se non si sta attenti è un imbarbarimento della vita sociale“.

Il preside Squillace menziona ancora una volta il caso della peste, citata da Manzoni nei “Promessi Sposi“. La forza dei milanesi di combattere con un fronte compatto al cospetto di un male così grave. E nonostante lo sterminio che è avvenuto, ecco che la forza interiore degli abitanti del capoluogo meneghino alla fine ha avuto la meglio. “La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto. Ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia“.

La situazione a Milano sembra essere sotto controllo – meteoweek.com

La lezione del preside di Milano

Sempre a proposito di quel Capitolo 31 dei “Promessi Sposi”, Squillace sostiene che tra le righe ci siano tanti messaggi da seguire con attenzione. “Dentro quelle pagine c’è già tutto, la certezza della pericolosità degli stranieri, lo scontro violento tra le autorità, la ricerca spasmodica del cosiddetto paziente zero, il disprezzo per gli esperti, la caccia agli untori, le voci incontrollate, i rimedi più assurdi, la razzia dei beni di prima necessità, l’emergenza sanitaria“.

E da qui arriva una lunga esortazione nei confronti degli allievi del proprio istituto. Un monito a proseguire regolarmente la propria vita, senza lasciarsi prendere dal panico e dalla psicosi che serpeggia. “Fate passeggiate, leggete un buon libro. Non c’è alcun motivo di restare chiusi in casa. Non c’è alcun motivo per prendere d’assalto supermercati farmacie, le mascherine lasciatele a chi è malato. La velocità con cui una malattia può spostarsi da un capo all’altro del mondo è figlia del nostro tempo, non esistono muri che le possano fermare“.

Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e Boccaccio, è l’avvelenamento della vita sociale – ribadisce il preside – . L’istinto atavico quando ci si sente minacciati da un nemico invisibile è quello di vederlo ovunque, il pericolo è guardare i nostri simili come una minaccia. Rispetto alle epidemie del XIV e del XVII secolo noi abbiamo la medicina moderna. Usiamo il pensiero razionale di cui è figlia per preservare il bene più prezioso che possediamo, il nostro tessuto sociale, la nostra umanità. Se non riusciremo a farlo la peste avrà vinto davvero. Vi aspetto presto a scuola“.