Coronavirus: i camionisti si rifiutano di trasportare materiale in Italia

Un Tir che trasportava del materiale a Gorizia destinato ad una scuola si è fermato all’ingresso con l’Italia. Il motivo è che tutti i camionisti si sono rifiutati di entrare nel nostro paese. 

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(Photo by Emanuele Cremaschi/Getty Images)

Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia, ha informato i suoi cittadini che purtroppo si stanno registrando le prime conseguenze “extra sanitarie” dovuta all’emergenza coronavirus. Questi, ha infatti raccontato che un Tir, il cui compito era quello di consegnare dei materiali a Gorizia necessari a ristrutturare una scuola, sia rimasto bloccato sul Brennero. Il motivo è che non si è riusciti a trovare autisti che fossero disposti a trasportare il materiale in Italia. Ovvero, i camionisti si rifiutano in questo momento di entrare nel nostro paese. Sembra che i conducenti del Tir siano abbastanza spaventati sia dalla possibilità di contrarre il coronavirus, ma anche di andare incontro a un’eventuale quarantena che gli potrebbero imporre al loro ritorno, a scopo precauzionale. Un isolamento che in teoria, li costringerebbe a 15 giorni di stop. 

Il rifiuto dei camionisti: la merce era destinata alla ristrutturazione di una scuola

Il rifiuto dei camionisti di consegnare del materiale in Italia pone sicuramente molti dilemmi agli amministratori locali per quanto riguarda il futuro. 

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(Photo by Ulet Ifansasti/Getty Images)

La merce trasportata dal Tir rimasto fermo al Brennero, è destinata alla scuola elementare Frinta. Il sindaco ha raccontato che il mezzo pesante ha attraversato l’Austria, ma si è fermato arrivato all’ingresso in Italia. E sempre Ziberna a dichiarare che: “Questo, purtroppo, fa capire l’assoluta necessità di abbassare i toni, pur nell’ambito di una comunicazione trasparente, perché altrimenti rischiamo davvero di mettere in ginocchio l’economia italiana e di fermare il Paese”.

Ziberna: ” ogni stato va per conto suo”

Il sindaco ha poi continuato professandosi certo che la situazione in Italia non è peggiore che in altri stati. Ha però fatto notare come purtroppo accade spesso all’interno dell’Unione Europea, ogni stato va un po’ “per conto suo”. Per rafforzare la sua tesi, ha citato il fatto che mentre ci sono nazioni che per accertarsi dei casi di coronavirus hanno utilizzato migliaia di tamponi, ce ne sono state altre che ne hanno fatto poche centinaia, magari sottovalutando il pericolo. Ziberna spiega anche che non è sua intenzione semplificare la questione. Ma a suo parere, si sta forse enfatizzando troppo “la situazione sanitaria collegata al coronavirus”.

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In ogni caso il sindaco di Gorizia non si arrende, nonostante al momento non ci sia una soluzione a portata di mano per recuperare il materiale destinato alla scuola. Ziberna ribadisce però, alla fine del suo discorso, che con il semplice buon senso e senza creare ingiustificati allarmismi “ne usciremo tutti insieme”.