Carceri in fiamme: la situazione resta tesa in quasi tutta Italia

Morto il settimo detenuto trasferito la scorsa notte dal carcere di Modena, in seguito ai tumulti. Ma i detenuti sono in rivolta ovunque: tensioni ancora in corso a Prato e a Melfi, mentre si sta normalizzando a Pavia e La Spezia. Ancora in fuga 34 detenuti nel foggiano.

Altissima tensione nelle carceri italiane dopo le rivolte esplose ieri e dilagate oggi in tutto il paese.  Ad innescare la protesta le restrizioni imposte ai detenuti a causa del coronavirus, in particolare in merito alle visite dei familiari. La situazione è ancora esplosiva in diverse carceri, su tutto il territorio nazionale.

Modena, morto il settimo detenuto

E’ morto oggi pomeriggio nel carcere di Marino del Tronto uno dei 41 detenuti trasferiti la scorsa notte da quello di Modena dopo i tumulti e il saccheggio dell’infermeria. La causa del decesso dell’uomo, un 40enne, sarebbe stata un’overdose. Già all’arrivo nel carcere ascolano le sue condizioni di salute erano apparse gravi. A quanto emerge da fonti interne al carcere un altro dei detenuti, tra quelli giunti da Modena, sarebbe in condizioni gravissime sempre per l’assunzione di oppiacei avvenuta prima dell’arrivo nel carcere ascolano.
Sale intanto anche il numero dei feriti gravi in seguito ai fatti avvenuti tra ieri ed oggi nel carcere di Modena. Sono infatti sei i detenuti in terapia intensiva, con prognosi riservata: due sono ricoverati al Policlinico, tre a Baggiovara, uno a Carpi. La situazione non è ancora del tutto definita.

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Situazione più tranquilla a La Spezia

E’ rientrata la rivolta dei detenuti nella casa circondariale Villa Andreino a La Spezia, scattata dopo le disposizioni sulle visite legate al contenimento del coronavirus. Da quanto emerge dalle ultime notizie, la mediazione degli operatori sarebbe riuscita a far desistere i detenuti dalla protesta anche garantendo che non saranno presi provvedimenti nei loro confronti per la rivolta. La situazione nella struttura rimane comunque piuttosto tesa. Durante la giornata la direttrice del carcere Maria Cristina Biggi e alcuni operatori si erano asserragliati all’interno, mentre all’esterno venivano dispiegate decine di auto delle forze dell’ordine per prevenire tentativi di evasione.

 

Pavia, un agente ferito e due intossicati

E’ di un agente lievemente ferito e altri due intossicati il bilancio della rivolta scoppiata ieri sera nel carcere di Torre del Gallo a Pavia che si è conclusa verso le 3 di notte. La Procura di Pavia ha smentito la notizia, che era circolata nelle prime ore, del sequestro di due agenti.  In realtà, secondo la versione fornita dagli inquirenti, ci sarebbe stata solo un’aggressione ai danni di un solo agente di polizia penitenziaria, che sarebbe rimasto leggermente contuso. Altre due guardie carcerarie sono rimaste leggermente intossicate a causa delle esalazioni del fumo provocate dagli incendi appiccati durante la rivolta. Una trentina di detenuti si sono asserragliati sul tetto, desistendo dalla loro protesta soltanto in piena notte. A protestare, all’esterno del carcere, sono stati anche diversi parenti dei detenuti.

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Prato, trattative in corso

I disordini nel carcere di Prato, dove sta proseguendo la trattativa tra polizia penitenziaria e detenuti, hanno riguardato quattro sezioni dove ci sono circa 370 reclusi, una parte di quelli ospitati nell’intera struttura. Le sezioni si trovano al secondo e al terzo piano. Secondo le notizie diffuse i responsabili della rivolta hanno dato vita a principi di incendio, poi spenti, che hanno provocato il danneggiamento delle videocamere di sorveglianza e l’interruzione della corrente elettrica in due sezioni.

Foggia, ancora ricercati 34 evasi

Sono 34 i detenuti evasi dal carcere di Foggia durante i disordini di oggi tuttora ricercati dalle forze dell’ordine. Lo si apprende da fonti della polizia penitenziaria. Le ricerche sono state allargate anche al Molise dopo che diversi detenuti si erano messi in fuga, a bordo di auto e furgoni rubati, in direzione Lucera. Sono invece oltre 40 gli evasi finora catturati dalle forze dell’ordine.

Melfi, tensioni ancora in corso

Un centinaio di detenuti nel carcere di Melfi, in provincia di potenza, stanno protestando da alcune ore sempre
contro i provvedimenti presi dall’amministrazione a causa
dell’emergenza coronavirus. A Melfi la protesta in particolare riguarderebbe due delle quattro sezioni dell’istituto di pena: sono intervenuti sia gli agenti della Polizia penitenziaria sia Polizia e Carabinieri. Secondo quanto si è appreso, dopo l’inizio della protesta si è passati ad una apparente calma. Poi la protesta ha ripreso vigore: attualmente è in corso un “dialogo” con i detenuti che protestano ma non si è ancora giunta alla conclusione della rivolta.

Lodi, situazione sotto controllo

La situazione risulta tesa anche all’interno del carcere della Cagnola di Lodi, ma attualmente è sotto controllo. L’attenzione per evitare disordini è massima. In queste ore si evita di far entrare chiunque che non siano guardie carcerarie che devono darsi il cambio turno.

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