I laboratori tessili in carcere pronti per produrre nuove mascherine

Il provvedimento è in arrivo nei reparti di lavorazioni sartoriali presenti in carcere. Potrebbero essere prodotte fino anche a un migliaio di mascherine al giorno.

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Potrebbe arrivare dai carceri italiani un ulteriore aiuto nella prevenzione dal Coronavirus. È infatti necessario diffondere in giro per l’Italia nuove mascherine da far indossare alla gente che esce, sempre secondo le motivazioni consentite dal decreto approvato dal Governo. E allora ecco che direttamente dal carcere potrebbe essere presa una nuova misura, addirittura per la produzione di nuove mascherine per l’uso di tutti i giorni. E a trarne beneficio potrebbero essere migliaia di persone italiane ogni giorno.

Il ministero della Giustizia Bonafede ha avviato in tal senso un progetto con il carcere di tutta Italia. Questo progetto sarebbe stato sposato dai vertici del Dipartimento di amministrazione penitenziaria. Sabato scorso sono stati inviati tutti i documenti necessari alla Protezione Civile per far partire questa opzione. E nella giornata odierna è arrivato il via libera dagli uffici che hanno consentito di far partire tutto. E così, i laboratori di produzione sartoriale verranno trasformati in veri e propri centri di produzione di mascherine.

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Saranno un migliaio le mascherine che verrano prodotte in carcere ogni giorno – meteoweek.com

In carcere, dunque, si lavorerà per la produzione di mascherine di tipo chirurgico in “tessuto non tessuto“. Questo servirà a rispondere in minima parte all’emergenza sanitaria che si sta vivendo in Italia. Si parla anche dei numeri relativi alla produzione delle mascherine di produzione. Stando a quanto si rende noto dalla Protezione civile, ci si aggira intorno al migliaio di mascherine che potrebbero uscire dal carcere, sotto forma di prodotti nuovi di zecca da diffondere in giro per il nostro Paese.

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Verranno istituiti ben 25 laboratori in carcere in Italia, ma ora si attende l’ultimo passaggio per far partire ufficialmente il progetto. Si tratta del via libera in arrivo dall’Istituto Superiore di Sanità. Da questi uffici, infatti, deve arrivare l’ok in merito ai profili certificativi delle caratteristiche di questo tipo di mascherine. Prima di farle uscire e farle utilizzare ai nostri concittadini, infatti, sarà necessario che queste rispondano a una serie di standard sulla sicurezza e sul loro reale utilizzo.