Coronavirus Spagna: mancano le protezioni, 5400 operatori contagiati

La notizia è agghiacciante; i medici e gli operatori sanitari spagnoli non hanno abbastanza protezioni per lavorare e il risultato è che più di 5400 di loro è rimasto contagiato dal Covid-19.

In Spagna stanno peggio che in Italia. Ma almeno non si vantano di avere il servizio sanitario tra i migliori al mondo. Sono saliti a 5.400 gli operatori sanitari contagiati dal coronavirus, 2.000 in più negli ultimi 2 giorni. Lo ha comunicato Fernando Simon, direttore del centro di coordinamento delle emergenze del ministero della Salute. Simon ha ipotizzato che “i primi due o tre focolai negli ospedali abbiano colpito maggiormente il personale sanitario” e ha denunciato la mancanza di protezioni perché “i problemi di accesso al mercato si stanno verificando a livello globale, non c’è una facile disponibilità, stiamo lavorando per risolvere la situazione”.

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Madrid è diventata la città del mondo in cui il virus progredisce più rapidamente. La capitale spagnola è stata costretta a riconvertire il palaghiaccio ad obitorio. Madrid conta ormai ormai 39.673 contagi da Covid-19 e 2.696 morti. Lo riporta il giornale El Mundo, che cita dati del ministero della Sanità spagnola. Nella capitale in un solo giorno, si legge, si sono registrati 6.582 nuovi casi, per lo più a Madrid e in Catalogna, e in un solo giorno sono stati 514 i morti. Solo nella regione di Madrid si contano 1.535 decessi e 12.352 contagi.

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Intanto fa scalpore l’indagine aperta dalla procura di Barcellona in merito alla morte degli ospiti di alcune residenze per anziani a Capellades e Olesa de Montserrat: gli anziani sono stati trovati in condizioni di indigenza e “abbandonati”. Come si legge su elpais sindacati e associazioni hanno denunciato nelle ultime settimane la mancanza di materiale, di personale e l ‘”abbandono” delle case di cura. Secondo un’analisi pubblicata su El Pais la Spagna sta vivendo un’espansione territoriale dell’epidemia molto più accentuata di quella italiana. In entrambi i casi circa il 90% dei primi 100 decessi si sono verificati in tre regioni. Se in Italia si è trattato di Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, in Spagna i primi focolai sono stati a Madrid, Paese Basco – La Rioja e Aragona”.