#iorestoacasa con MeteoWeek | cinque film di Hitchcock da riscoprire

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:51

Sabato 28 marzo La7 andrà dedica ad Alfred Hitchcock una serata imperdibile con due film entrati nella storia del cinema: Intrigo Internazionale e Notorious – L’amante perduta. Per l’occasione, ecco cinque film del maestro del brivido da riscoprire per l’importanza che rivestono per il mezzo cinematografico.

Ecco cinque film di Alfred Hitchcock da rivedere per capire l’importanza che rivestono nella storia del cinema e le innovazioni che hanno portato in termini di linguaggio e creazione della tensione.

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L’altro uomo (1951)

Nella folla c’è un uomo che non la racconta giusta. Si trova in mezzo agli altri ma sta tramando qualcosa ed è importante per la narrazione. Per farlo capire in una sola immagine, Hitchcock mette il suo personaggio sospetto tra il pubblico di una affollata partita di tennis. Dal momento che non è interessato all’incontro, è anche l’unico a non girare la testa assieme agli altri per seguire gli scambi. Uno stratagemma riuscitissimo poi replicato innumerevoli volte (da lui e da altri).

Il Sospetto (1941)

C’è qualcosa in quel bicchiere di latte. È un elemento fondamentale della scena e il regista lo segnala, all’interno dell’elaborato in cui questo viene portato alla protagonista, con una luce innaturalmente forte ed abbagliante che metta in risalto solo quell’oggetto in una scena per il resto molto buia. Ma come farlo? Nella maniera più semplice: infilandoci dentro una lampadina. Un altro colpo da maestro.

La donna che visse due volte (1958)

Per rendere su schermo il senso di vertigine di James Stewart in La donna che visse due volte, Hitchcock inventa una tecnica mai utilizzata da nessuno e che dopo di lui tutti utilizzeranno: zoom indietro e macchina da presa che contemporaneamente si muove in avanti (o viceversa). Con la giusta coordinazione (facile a dirsi) l’inquadratura non si muove né in avanti né in indietro ma acquista (o perde) profondità.

La finestra sul cortile (1954)

Hitchcock era un vero maniaco del controllo. Non ci si stupisce quindi se all’apice della sua potenza hollywoodiana partorisce un film su un uomo che spia i palazzi di fronte alla sua finestra. Un film che per essere realizzato nel migliore dei modi necessitava di un controllo assoluto del regista su tutto: sulla luce del sole, su tutti gli appartamenti inquadrati e sul cortile su cui si affaccia la finestra. Hitchcock decide allora di costruire le facciate di 4 palazzine a grandezza naturale all’interno di un teatro di posa. Uno sforzo produttivo mostruoso.

Sabotatori (1942)

Sabotatori è un dei film meno conosciuto di Hitchcock, ma anche quello in cui è stato sperimentato uno dei suoi trucchi più arditi. Il regista aveva cominciato da poco a lavorare in America e per il finale di questo film di spionaggio gli venne una idea in grande stile: il cattivo, in seguito a varie colluttazioni, sarebbe dovuto cadere dal punto più alto della Statua della Libertà. Come fare a mettere in scena questa idea? Costruendo un modello in scala reale della mano e della torcia della statua, per poi riprenderlo in prospettiva e incollandolo a mano, fotogramma per fotogramma, su un’immagine vera della statua stessa.