Edi Rama con parole semplici dimostra che la spocchiosa Europa è morta

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Il primo ministro dell’Albania dimostra come si può avere dignità e autodeterminazione anche quando, da sempre, si è considerati un parente povero e anche un po’ scomodo.

 (Photo by Silas Stein / POOL / AFP) (Photo by SILAS STEIN/POOL/AFP via Getty Images)

I dirimpettai

Sono i vicini di fronte: quelli sui quali sono girate nel corso degli anni anche barzellette di cattivo gusto per il modo in cui, nel sottofondo di un camion o sul gommone di un contrabbandiere, riuscivano a entrare nel nostro paese.

Alcuni sono diventati famosi: il ballerino Kledi, che è davvero arrivato in Italia in circostanze drammatiche, ricorda spesso il modo in cui è riuscito a vivere da clandestino prima di diventare ricco e famoso. Anna Oxa (il cui vero nome è Hoxja, il cognome più diffuso in Albania) è figlia di padre albanese. Come albanesi sono le origini di Antonio Gramsci e di madre Teresa di Calcutta che era nata a Skopje, ora in Macedonia, quando la città faceva ancora parte del regno delle due aquile.

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Il primo ministro albanese (Photo by Kenzo TRIBOUILLARD / AFP) (Photo by KENZO TRIBOUILLARD/AFP via Getty Images)

L’Albania sogna l’Italia

Gli albanesi imparano l’italiano prima e meglio che l’inglese: guardano la nostra televisione, conoscono le nostre abitudini. Sanno tutto di noi: e quando ci vedono in coda sull’autostrada per le nostre partenze intelligenti sognano un giorno di poter essere in coda anche loro.

L’Albania negli ultimi anni ha rischiato una rivoluzione sociale dopo lo scandalo dei fondi pensionistici e assicurativi scomparsi e almeno altre due o tre scontri civili molto importanti.

Anche ora il momento non è facile: meno di un mese fa c’è stata una grande protesta pubblica che vede contrapppoisti i sostenitori di Rama a quelli del Presidente della Repubblica Ilir Meta. Al momento le cose sono tornate calme perché il paese non può dividersi di fronte a un rischio come quello rappresentato dal coronavirus.

Oggi è un paese che nel suo piccolo ha una credibilità economica, qualche eccellenza e che galleggia fuori dai conti dell’Europa con dignità.

Il Premier Edi Rama

Tuttavia ieri a ricordarci chi siano i nostri vicini di casa, a volte chiassosi, che guardano al nostro paese con molte speranze e moltissime illusioni, è stato Edi Rama, il primo ministro del governo albanese che in ottimo italiano ha spiegato perché i rapporti tra Albania e Italia saranno sempre eccellenti e perché, l’Europa della quale l’Albania chiede inutilmente di fare parte da anni, forse è già morta. Edi Rama ieri ha mandato in Italia i riservisti medici. Tutti volontari.

Sono una squadra altamente specializzata di medici e tecnici (molti hanno studiato in Italia, soprattutto a Bologna e a Milano per poi tornare in patria) che fanno parte di un piano anti-Pandemia che l’Albania ha creato imitando il nostro, quello realizzato nel e 2003 e mai attuato dal nostro governo nemmeno oggi, quando forse sarebbe stato necessario. I riservisti sono partiti per l’Italia, a spese del Governo (volutamente maiuscolo) albanese perché c’è un amico in difficoltà…

“I fratelli e le sorelle d’Italia”

“L’Italia è casa nostra perché i fratelli e le sorelle italiani ci hanno accolto e adottati in casa loro quando l’Albania soffriva dolori immensi. Noi non siamo ricchi e le nostre riserve sono limitate, è vero che paesi ricchissimi hanno voltato la schiena agli altri, ma le nostre forze di riserva non possono restare qui ad aspettare quando negli ospedali dove sono stati curate le vittime di guerra albanesi, ci sono fratelli italiani che muoiono” dice Rama. “Noi, forse proprio perché non siamo ricchi, abbiamo ancora memoria. Questa guerra non si può vincere da soli e i nostri riservisti partono perché l’Italia vinca questa guerra per l’Europa e il mondo intero”.

I riservisti medici albanesi a Brescia

Ieri a Brescia i medici albanesi erano già in trincea: parlano l’italiano, conoscono le procedure degli ospedali italiani come i nostri medici e non si sono tirati indietro davanti a nulla. La nostra guerra, come giustamente ha sottolineato Rama, è diventata la loro. L’Europa si accapiglia su soldi, risorse, diritti da accantonare e doveri da dimenticare con lunghe discussioni tecniche su spread a interessi passivi: ma la gente muore. E se l’Europa non è pronta a intervenire seriamente forse anche l’Europa è già morta.

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Gjithçka do të jetë mirë

A Brescia ieri sono comparsi alcuni striscioni con una frase che non ha significato nella nostra lingua e che forse anche in albanese non sarà corretta ma on line questo i ragazzini bresciani hanno trovato: gjithçka do të jetë mirë. Che vuol dire, #andràtuttobene Forse, nonostante l’Europa e grazie all’esempio dei nostri vicini di fronte che ieri ha dato una lezione di dignità e di coerenza a un continente vecchio, che ha volte sa anche di chiuso e di stantio.