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Conte: “Non è l’ora della movida”. E tornano le multe fino a 3000 euro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:15
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Il premier guarda le immagini dei locali nuovamente pieni e lancia l’allarme. “Rischiamo che la curva del contagio risalga”, ribadisce Conte. E il capo della Polizia manda una circolare ai questori.

giuseppe conte

Le immagini degli assembramenti, in particolare dei giovani, in diverse città d’Italia ha fatto scattare l’allarme per Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio ha avuto modo di vedere, tramite i telegiornali e non solo, le folle davanti e dentro ai locali fatti riaprire con il dpcm approvato nella serata di domenica. E così, il premier ha voluto lanciare un monito ai giovani e a tutti gli italiani, per far sì che non si vedano più scene di questo tipo. Ad esempio, dopo quanto si è visto nei giorni scorsi sui Navigli, nei giorni scorsi anche da Palermo sono arrivate immagini della rinnovata movida di Palermo.

Per questo motivo, Conte ha voluto lanciare un messaggio molto chiaro in uscita dal Senato. “Grazie a voi italiani – ha detto – , ma non è finita, chiariamolo, non è il tempo dei party e della movida, altrimenti la curva risale. Abbiamo tolto l’autocertificazione perché la curva era sotto controllo ma nessuno pensi che sono saltate le regole di precauzione”. Per questo motivo, il Governo condotto da Conte avrebbe pensato di riabilitare nuovamente il ricorso alle multe. Nel caso in cui qualcuno dovesse essere beccato a non rispettare le norme di sicurezza, riceverà nuovamente la tanto temuta sanzione da 400 a 3.000 euro.

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Le immagini della Vucciria a Palermo sono ancora troppo fresche – meteoweek.com

Anche il ministro della Salute Roberto Speranza ha fatto capire che il comportamento degli italiani dovrà essere ineccepibile anche in Fase 2. Altrimenti, la curva del contagio rischierebbe di risalire ancora: “Non si possono vanificare gli sforzi enormi fatti negli ultimi due mesi – ha dichiarato il ministro al Corriere – e gli investimenti straordinari finanziati nell’ultimo decreto. Se la curva riparte, saremo costretti a richiudere”. Due rischi, sia quello della risalita della curva che la conseguente seconda chiusura, che in Italia non ci si può permettere. In primis per la questione della crisi in cui versa l’economia interna.

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In questa direzione si è mosso anche il capo della Polizia, Franco Gabrielli. Da parte sua è partita una circolare destinata a tutti i questori, in modo da far tornare le forze dell’ordine sulle strade italiane. Non ci saranno i “posti di blocco” che si sono visti per le strade durante il lockdown. In ogni caso, il diktat è quello di intensificare i controlli e di raccomandare agli agenti “il massimo impegno verso l’attività di controllo del territorio”. Bisognerà assicurare, come si legge nella circolare “il rispetto del divieto di assembramenti e di aggregazioni di persone e l’osservanza delle misure di distanziamento sociale”.