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Cattivi pagatori: mutui e prestiti anche per loro. Stop alle segnalazioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:55
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L’emendamento contenuto nel Decreto Liquidità sospende le segnalazioni alla Centrale dei Rischi. Ma cosa significa concretamente?

 

I cattivi pagatori fino a settembre 2020 potranno richiedere agevolazioni

La Camera ha approvato un emendamento con il quale vengono sospese le segnalazioni dei cattivi pagatori alla Centrale dei Rischi, fino a settembre 2020. Ciò significa che i cattivi pagatori potranno richiedere ed ottenere le agevolazioni sancite del Governo sui mutui e prestiti in tranquillità. Ma chi sono i ”cattivi pagatori?” e quando si viene segnalati? Si diventa cattivi pagatori allorchè non vengano pagate consecutivamente due rate di un prestito, di un mutuo o di un leasing e non si provveda a segnalare lo stato di morosità. Avvenuta la segnalazione si viene inseriti nell’ elenco dei cattivi pagatori e qualora si volesse richiedere un nuovo prestito ad esempio, le banche potrebbero negarlo.

Cattivi pagatori: la Camera dice si alla sospensione

Tutte le piccole e medie imprese che avevano ottenuto la sospensione dei pagamenti per via dell’emergenza Coronavirus nei mesi scorsi, godranno della sospensione delle segnalazioni. Ciò sta a significare che se un’impresa è in crisi, potrà tranquillamente saltare il pagamento senza finire nella black list. Attenzione non si tratta di una “sanatoria”: le segnalazioni sono sospese, non cancellate. Non possiamo dunque affermare che si tratti di una vera e propria “rivoluzione”, ma le piccole e medie imprese possono comunque tirare una sospiro di sollievo almeno fino a settembre 2020. Un’altra novità interessante riguarda l’autocertificazione.

Nel caso in cui un’impresa voglia richiedere un prestito coperto da garanzia dello Stato sarà necessario dichiarare che “L’attività d’impresa sia stata limitata o interrotta dall’emergenza epidemiologica” o “Dagli effetti derivanti dalle misure di prevenzione“. Sarà dunque necessario certificare il vero e dovrà essere provato che il denaro sarà impiegato per ”sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali localizzati in Italia”.

 

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