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Omicidio volontario: l’accusa per il poliziotto che ha ucciso George Floyd

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:30
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Una decisione “giustificata dai fatti e dalla legge”, spiega il procuratore generale del Minnesota. Per gli altri tre agenti l’accusa di “complicità e aiuto”.

Il poliziotto che ha soffocato, premendogli il ginocchio sul collo, l’afroamericano George Floyd a Minneapolis affronterà l’accusa di omicidio volontario mentre i suoi tre colleghi coinvolti nella tragica morte del 46enne sono stati incriminati per “complicità e aiuto”. Si tratta di una decisione “giustificata dai fatti e dalla legge”, ha spiegato il procuratore generale del Minnesota, Keith Ellison: una scelta che soddisfa le richieste di giustizia della famiglia di Floyd e che potrebbe contribuire a calmare l’opinione pubblica statunitense. “Si tratta di un importante passo”, ha twittato la senatrice democratica Amy Klobuchar commentando la notizia. Le accuse all’agente Derek Chauvin – che è stato subito licenziato con gli altri tre colleghi – sono dunque passate da omicidio di terzo a secondo grado, cioè volontario anche se “senza il reale intento di provocare la morte” di Floyd: questa al momento la decisione del procuratore generale Ellison. Accusa che potrebbe anche trasformarsi in quella, più grave, di omicidio premeditato “se ci saranno prove a supportarlo”: una possibilità che non è stata espressa dal procuratore ma dal legale della famiglia di George Floyd.

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Gli altri tre agenti arrestati: Alexander Keung, Thomas Lane e Tou Thao

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Gli altri tre agenti intervenuti con Chauvin sono invece accusati di aiuto e complicità in omicidio di secondo grado, a seconda del grado del loro coinvolgimento. Per tutti e’ stato ordinato l’arresto: come chiedono da una settimana i manifestanti che stanno protestando, anche in modo violento, in numerose città. Tutti e quattro gli ex agenti rischiano ora fino a un massimo di 40 anni. Al momento della morte di Floyd gli agenti Thomas Lane e Alexander Keung, invece, hanno aiutato Chauvin a bloccare Floyd nel tragico fermo del 25 maggio, mentre l’altro collega Tou Thao è rimasto vicino agli altri. La famiglia Floyd, in un comunicato diffuso dall’avvocato Ben Crump, ha parlato di “passo significativo verso la giustizia” e si è detta “gratificata” dalla decisione del procuratore arrivata prima del funerale di George. La famiglia, inoltre, ha chiesto di nuovo ai manifestanti di “far sentire la propria voce ma in modo pacifico”.