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Coronavirus: un nuovo ceppo più contagioso nel mondo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:43
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Un nuovo ceppo più contagioso di Sars-Cov-2 domina nel mondo: i risultati di uno studio lo dimostrano e allarmano gli esperti.

Coronavirus: un nuovo ceppo più contagioso nel mondo – meteoweek

Lo studio, pubblicato su ‘Cell’ ha denominato il nuovo ceppo “D614G” e sarebbe davvero pericoloso, più contagioso nelle colture cellulari (in condizioni di laboratorio), e apporta una piccola ma efficace modifica alla glicoproteina Spike, usata dal virus per penetrare nelle cellule. Così la variante D614G di Covid-19 ha preso rapidamente il posto del ceppo dominante subito dopo la sua comparsa, con “un significativo spostamento nella popolazione virale dall’originale al nuovo ceppo del virus”, rilevato dall’analisi di diversi campioni a livello internazionale. Il team internazionale di ricercatori dimostra che la variante ha migliorato la capacità del virus di infettare le cellule umane e l’ha aiutata a diventare il ceppo dominante che circola oggi nel mondo, quello di cui dovremmo essere spaventati perché anche se avrebbe rallentato per via del caldo, in autunno potrebbe tornare più forte che mai.

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Lo studio, pubblicato su ‘Cell’, mostra la variante “D614G” – meteoweek

Come spiega Thushan de Silva, che insegna malattie infettive all’Università di Sheffield, “abbiamo sequenziato i ceppi di Sars-CoV-2 a Sheffield sin dall’inizio della pandemia, e questo ci ha permesso di collaborare per dimostrare che questa mutazione era diventata dominante nei ceppi circolanti. Lo studio completo peer-reviewed pubblicato oggi conferma questo risultato. E anche che la nuova variante D614G è più infettiva in condizioni di laboratorio”.

I dati forniti dal team a Sheffield hanno suggerito che il nuovo ceppo era associato a maggiori carichi virali nel tratto respiratorio superiore dei pazienti con Covid-19, il che significa che la capacità del virus di infettare le persone potrebbe essere aumentata. “Ormai è possibile tracciare l’evoluzione di Sars-CoV-2 a livello globale – ha insistito Bette Korber, di Los Alamos nel New Mexico, autrice principale dello studio – perché i ricercatori di tutto il mondo stanno rapidamente rendendo disponibili i loro dati sulla sequenza virale attraverso il database Gisaid. Attualmente sono disponibili decine di migliaia di sequenze e questo ci ha permesso di identificare l’emergere di una variante che è rapidamente diventata la forma dominante a livello globale”.