Roberta Ragusa, Antonio Logli ha una carta che potrebbe ribaltare tutto

Logli urla dalla cella: “Sono stato giudicato in modo non equo” e intanto insieme ai suoi avvocati sta cercando un modo per ribaltare la sentenza.

Roberta Ragusa, Antonio Logli ha una carta che potrebbe ribaltare tutto – meteoweek

Era il 13 gennaio 2012 quando veniva uccisa a San Giuliano Terme Roberta Ragusa, mamma di due bambini e moglie di Antonio Logli, poco dopo aver compilato la lista della spesa alla fine di un’ordinaria giornata. Tre sentenze del tribunale hanno decretato che a ucciderla è stato il marito, oggi in carcere per omicidio e occultamento di cadavere. Logli, 56 anni, di cui sette passati in attesa del verdetto definitivo, continua a proclamarsi innocente, mentre i figli Alessia e Daniele vivono le loro vite nella villetta di via Dini, dove a occuparsi di loro c’è Sara Calzolaio, 35 anni, la donna per cui, secondo la sentenza, Antonio Logli ha ucciso Roberta. Tra le motivazioni anche motivi economici, che Logli e i figli hanno sempre rigettato. Oggi, però, una decisione dell’uomo potrebbe ribaltare tutto, nonostante le sentenze e gli indizi a suo carico.

Le prove contro Logli

Il corpo di Roberta Ragusa non è mai stato ritrovato, un elemento che potrebbe sembrare a favore del marito ma, in realtà, è sempre stato giudicato irrilevante a fronte del fatto che la donna non avrebbe avuto motivo di abbandonare i figli in piena notte lasciando la sua abitazione senza documenti o telefono. Poi c’è la testimonianza di Loris Gozi, vicino di casa: il concittadino dei Logli dice d’aver visto Antonio per strada la notte della scomparsa della moglie ed è stato considerato attendibile. A pesare come una spada di Damocle sul giudizio anche il comportamento tenuto da Logli a distanza di pochissimo tempo dalla scomparsa della moglie. L’amante si è presto trasferita in casa con sgomento della famiglia della Ragusa. Un diario segreto poi ritrovato tra i suoi effetti personali parla anche di un episodio di violenza: “Mi ha quasi uccisa” dice all’amica. Il medico curante, peraltro, conferma di aver visitato Roberta dopo l’incidente, descrivendola come molto ‘adirata’ contro il marito. Altre testimonianze rivelano che aveva scoperto la relazione del marito, che voleva andarsene, ma non aveva un posto dove stare perché tutti i suoi beni erano in comunione col coniuge.

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Presentato il ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, ora si pensa alla revisione del processo – meteoweek

L’ultima carta di Logli

Per tre gradi di giudizio è stato ritenuto colpevole oltre ogni ragionevole dubbio. Vent’anni la pena finale, ridotta di un terzo per la scelta di farsi giudicare con rito abbreviato. Oggi si è affidato all’avvocato Enrico Di Martino e alla criminologa Anna Vagli per il ricorso a Strasburgo e per la revisione del processo. Servono fatti nuovi, solidi e verificabili che al momento non vengono svelati, ma che secondo gli avvocati sarebbero stati raccolti.