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Il blitz antimafia che svela il patto tra il boss e l’ex deputato Pd

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:06
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Mariano Asaro veniva accolto in maniera costante dal sindaco di Paceco, Paolo Ruggirello. Dal blitz che ha portato all’arresto del boss è emerso che c’era l’accordo per aprire uno studio odontoiatrico.

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Un vero e proprio patto d’onore, tra uno dei boss più potenti della provincia di Trapani e il sindaco del comune di appartenenza. Questo è quanto è emerso nel corso di un blitz antimafia, condotto in queste ore dai carabinieri del Reparto Operativo di Trapani. A guidare questo blitz è stato il tenente colonnello Antonio Merola. I protagonisti di questa vicenda sono due, ovvero Mariano Asaro e Paolo Ruggirello. Da una parte c’è la mafia, rappresentata da un boss che era uscito da un paio di anni dalla detenzione. Dall’altra parte ci sono le istituzioni, rappresentate proprio da Ruggirello.

Quest’ultimo, che ha alle spalle una carriera anche da deputato per il Partito Democratico, all’epoca dei fatti collaborava con il sindaco di Paceco. Nel comune in provincia di Trapani, c’era una figura davvero poco raccomandabile ma che entrava e usciva di continuo dagli uffici comunali. Si tratta proprio di Mariano Asaro, meglio noto a Ruggirello come “don Mariano”. I contatti tra i due protagonisti della vicenda si erano fatti più frequenti nel corso delle ultime settimane. E l’intento del boss è divenuto molto chiaro dopo il blitz.

Mariano Asaro, infatti, voleva ottenere il via libera per l’apertura di uno studio odontoiatrico. E per farlo poteva contare sull’aiuto di alcuni “amici” che avrebbero dato il proprio apporto nel settore sanitario. Così, tramite la convenzione con l’Asp di Trapani, “don Mariano” avrebbe potuto avviare la propria attività senza poter incappare in problemi di alcun genere. Anzi, il suo nuovo studio sarebbe stato il più frequentato del paese. E sarebbe stato anche un modo per sfruttare gli studi da odontotecnico, che aveva concluso prima di entrare a far parte della mafia.

Carabinieri in azione – meteoweek.com

Ma alla fine, questa vicenda si è conclusa senza il tanto atteso lieto fine per il boss. Il blitz ha portato infatti all’arresto sia per don Mariano che per il sindaco di Paceco, Giuseppe Scarcella. Quest’ultimo ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa. Scattano le indagini anche nei confronti di Paolo Ruggirello, considerato un vero e proprio ras siciliano. Già un anno fa, infatti, l’ex deputato del Partito Democratico era stato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa. Anche se sta scontando la pena ai domiciliari.

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E nell’ambito della vicenda dello studio odontoiatrico sognato da Mariano Asaro, è finito nel registro degli indagati Vito Lucido. Si tratta del direttore sanitario di Pacecodental, società creata proprio dal boss mafioso, al quale è stato notificato il divieto di esercitare la professione per un anno. La cognata del boss Maria Vincenza Occhipinti, intestataria della società, vivrà in obbligo di dimora così come la moglie Maria Amato.