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Vaccino coronavirus, dai test di Oxford ottenuta forte risposta immunitaria

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:51
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Nuovi sviluppi in merito al vaccino contro il coronavirus: da un team di Oxford arrivano ottimi risultati, pubblicati sulla rivista Lancet. Già avviate le sperimentazioni per la fase 3.

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foto di repertorio

Da Oxford giungono risultati positivi in merito alla sperimentazione del vaccino contro il SarsCov2 sviluppato dallo Jenner Institute della Oxford University con la collaborazione dell’azienda biotech italiana Irbm di Pomezia. Si tratta della prima fase dei test clinici, dai quali è stato rilevato come le dosi abbiano “indotto una forte risposta immunitaria e anticorpale fino al 56esimo giorno della sperimentazione in corso”.  In particolare, nel 90% dei candidati è stata stimolata con una dose sola una “forte” reazione immunitaria all’infezione da coronavirus, mentre con due la risposta è risultata ulteriormente incisiva.

Risultati ottimistici ma effetti collaterali

I dati sono stati pubblicati sulla rivista britannica Lancet, e sono dei risultati preliminari riferiti alla fase 1-2 di sperimentazione che ha coinvolto 1.077 adulti sani. Già partite, però, anche le procedure di sperimentazione della fase tre, con Boris Johnson che ha commentato via Twitter la ricerca porgendo “un enorme messaggio di ben fatto ai nostri scienziati e ricercatori di Oxford, brillanti e di livello mondiale”. Il successo e l’efficacia del vaccino “non sono ancora garantiti”, ha tuttavia sottolineato notato il premier, anche se “si tratta di un passo importante nella giusta direzione”.

In merito ai risultati, cauta è anche Sarah Gilbert, a capo della squadra del Jenner Institute di Oxford. Sebbene infatti in questa sua prima fase il vaccino di Oxford si confermi “sicuro”, sono diverse le controindicazioni riportate dai pazienti. Tra queste, per circa il 70% dei casi si parla di mal di testa, febbre e nausea – sintomi lievi che è possibile alleviare con il paracetamolo. La terza fase dei test, comunque, sono già in corso in Gran Bretagna, in Brasile, in Sudafrica e negli Stati Uniti, località dove il virus è ancora drammaticamente attivo e dove è più facile monitorare la proprietà di difesa contro il Covid-19.

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Secondo quanto viene riportato da Repubblica, Italia, Francia, Germania e Olanda avrebbero già firmato un accordo con la casa produttrice inglese AstraZeneca per ottenere 400 milioni di dosi non appena il vaccino verrà reso disponibile per il mercato. Il tal senso, si è espresso anche il iministro della Salute Roberto Speranza, che ha così dichiarato: “Serve ancora tempo e prudenza. Ma i primi riscontri scientifici sul vaccino dell’Università di Oxford, il cui vettore virale è fatto a Pomezia e che verrà infialato ad Anagni sono incoraggianti. L’Italia, con Germania, Francia e Olanda, è nel gruppo di testa per questa sperimentazione. Continuiamo ad investire sulla ricerca scientifica come chiave per sconfiggere il virus”.