Azzolina difende la “sua” scuola: “Sono io la persona giusta”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:38

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ospite a Zapping su Radio1, ha risposto alle critiche difendendo il suo operato e la sua visione di scuola: “Nei posti giusti devono stare persone competenti. Ritengo che avendo lavorato a scuola per anni, con due lauree e un percorso di studi selettivo, in questo momento sia la persona giusta al posto giusto”.

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A rispondere alle critiche relative alla gestione dell’emergenza scolastica, legata a sua volta alla crisi sanitaria, è la stessa ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, al centro di numerose polemiche. Tanti ancora i dubbi sul ritorno a settembre, a partire dalla gestione degli orari, degli spazi, delle supplenze, fino ad arrivare ai nuovi banchi monoposto, che verrebbero a costare 300 euro l’uno. Eppure, la ministra Azzolina non fa retromarcia e, ospite a Zapping su Radio1, ribadisce: “A settembre si ritorna a scuola. Punto. basta toni apocalittici. Così come la gente va in spiaggia, torna in discoteca, così si ritornerà tra i banchi. Le soluzioni per la riapertura si trovano. Le famiglie stiano tranquille, a settembre riporteremo tutti a scuola”. L’Azzolina, ribadisce, si espone in virtù del grande lavoro che si sta facendo, sia con gli enti locali sia con i sindacati. Secondo la ministra le polemiche non rappresenterebbero un unicum nella storia del ministero dell’Istruzione: “Fare il ministro dell’Istruzione in questo Paese è sempre stato un compito arduo per tutti. Farlo ai tempi del coronavirus è sicuramente molto complesso. Nei posti giusti devono stare persone competenti. Ritengo che avendo lavorato a scuola per anni, con due lauree e un percorso di studi selettivo, in questo momento sia la persona giusta al posto giusto. È un ruolo arduo, la sfida non è semplice ma amo la scuola, ho dedicato tutta la mia vita a questo e sto provando a dare il meglio”. Poi un altro elemento per cui la ministra Azzolina verrebbe attaccata: l’essere donna. “Essere donna in politica è difficile in questo Paese. Non solo in politica, ma anche nel giornalismo e in altri settori. Quando si raggiungono livelli un po’ alti e si parla di potere in mano alle donne, in questo Paese per qualcuno è un problema. Io sicuramente ho ricevuto attacchi sessisti, anche sui social”.

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Assunzioni e digitalizzazione: le misure difese dalla ministra

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Passando ai dati veri e propri, la ministra ha poi illustrato la sua visione di futuro per la scuola. Innanzitutto, le assunzioni, che sfrutteranno i 2,6 miliardi di euro che l’esecutivo sta già mettendo a disposizione dell’istruzione. E proprio a proposito di assunzioni, la ministra torna anche su un punto che ha suscitato numerose polemiche di recente: l’assunzione di laureandi in Scienze della formazione primaria in qualità di supplenti per l’infanzia e la primaria. Così la ministra ribadisce: “Questi laureandi in scienze della formazione primaria sono quelli che hanno scelto di fare gli insegnanti, che stanno affrontando un percorso di studi molto selettivo, hanno fatto tirocinio e insegnano già. Abbiamo sistematizzato quello che già esisteva, solo per i contratti a tempo determinato e solo dopo aver chiamato gli abilitati”. Poi la piena digitalizzazione del sistema scolastico: “Abbiamo digitalizzato le graduatorie provinciali, stiamo facendo formazione digitale per i nostri insegnanti, abbiamo fatto tutte le domande di mobilità in forma digitale, stiamo lavorando sulle immissioni in ruolo. Questa è la direzione che voglio dare al ministero: formazione e qualità devono essere al primo posto”.

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Ma per realizzare questo maxi progetto di rinnovamento del sistema scolastico, per proteggere l’istruzione non solo dal coronavirus ma anche da un rischio di collasso sistemico, è necessario che una buona fetta di aiuti provenienti dal Recovery Fund sia devoluta alla scuola. “Faccio parte dei tantissimi italiani che in questo momento fanno il tifo per il presidente del Consiglio Conte che sta lottando come un leone restituendo dignità all’Italia, in una visione di Europa unitaria, in cui i soldi del Recovery Fund sono fondamentali”, afferma poi Azzolina. Dopo questa battaglia per i fondi, Azzolina crede che “una parte debba assolutamente essere destinata alla scuola”.