Soldi dalla Ue, Giorgia Meloni detta le condizioni a Conte

“Abbiamo sostenuto il governo nelle trattative in Europa, in nome dell’Italia, perché a differenza della sinistra noi siamo sempre patrioti: se c’è un italiano a rappresentarci in un consesso internazionale, noi siamo con lui, anche se non è dei nostri”, così Giorgia Meloni parla del Recovery Found anche se rimane contraria.

Giorgia Meloni ha sostenuto il governo nelle trattaive per il Recovery Found ma non ha cambiato idea: “L’accordo trovato a Bruxelles non mi piace, comporta rischi enormi: sui tempi, sull’entità dei finanziamenti, sulla condizionalità”. Anche per questo, non ci si potrà aspettare dalla leader di Fratelli d’Italia, favori speciali al governo. Nemmeno lo scostamento di bilancio di 25 miliardi per il quale i voti dell’opposizione potrebbero fare la differenza. “Abbiamo già votato due volte per uno scostamento complessivo di 80 miliardi, senza essere consultati e con le nostre proposte buttate nel cestino. Abbiamo visto sprechi denaro per bonus ai monopattini e spese del tutto improduttive. Adesso basta. Poniamo condizioni”, sottolinea Giorgia Meloni in un’intervista al Corriere della Sera.

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Meloni: il lavoro al primo posto

“Sono quattro i temi sui quali bisogna concentrarsi, con provvedimenti che noi mettiamo sul tavolo. Vedremo se saranno accolti”. Aspetteranno di sapere se tutto il centrodestra è disposto ad appoggiarli per presentare un testo comune al governo. Il punto principale sarà il sostegno all’occupazione. Quando finirà la cassa integrazione, che anche noi finora abbiamo sostenuto, rischiamo un vero e proprio tracollo. La proposta di Fdi riguarda anche e soprattutto gli imprenditori: concedere una premialità agli stessi che, pur potendo usufruire della Cig, non lo fanno. Lo Stato dovrebbe riconoscere il sacrificio, riducendo il carico fiscale dell’80%. “Inoltre, si potrebbero ridurre del 50% i contributi a carico del datore di lavoro che abbia subito una perdita del fatturato di almeno il 25% nel primo semestre del 2020”. Successivamente, una volta pensato al lavoro, bisognerà quindi intervenire sull‘ambito fiscale: non si possono pagare tasse su soldi non incassati. “Chiediamo di rinviare le scadenze e ricalcolare i tributi sulla base dei fatturati del 2019 e del 2020 unificati. Si paga a giugno del 2021 sugli utili del biennio. Come fossero un unico anno fiscale”. In questo modo Meloni si dice vicina  al tessuto produttivo del nostro Paese, che già in crisi prima del coronavirus, ha subito un’ulteriore botta economica dalla quale sarà difficile riprendersi. Servono contributi a fondo perduto. Poi ci sono altre cose che non funzionano:”Il tema della povertà, dell’aiuto alle persone in difficoltà. Non possiamo continuare a dare il reddito di cittadinanza di 780 euro, spesso a falsi bisognosi, quando le pensioni di invalidità sono ferme a 280 euro, una cifra così ridicola da essere incostituzionale, come ha detto la Consulta”. Fdi si dice pronto a sostenere queste ed altre cause, facendo opposizione nel modo più compatto possibile.